Sale

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Composto chimico elettricamente neutro costituito dall’insieme di più ioni (anioni e cationi) generalmente disposti all’interno di un reticolo cristallino, uniti da un legame ionico di ionicità più o meno elevata.

I sali possono essere ottenuti sostituendo gli atomi di idrogeno di un acido con atomi metallici o con un gruppo funzionale che possa mostrare comportamento metallico o cationico.

I sali sono composti ionici e possono essere
– organici o inorganici
– semplici o complessi
– binari, ternari, ecc.
e presentano caratteristiche esteriori variabili e diverse (colore, odore, sapore, trasparenza) a seconda della loro composizione. Possono essere, a seconda delle caratteristiche del legame ionico, e della polarità degli ioni idrolizzati risultanti, molto solubili o completamente insolubili in acqua, dove i due gruppi uniti da legame ionico si dissociano.
I sali formati da elettroliti forti si sciolgono bene in solventi polari come l’acqua, hanno un punto di fusione variabile, spesso bassa durezza e bassa comprimibilità.
Se fusi o disciolti in acqua son detti elettroliti e conducono elettricità proporzionalmente all’elettronegatività degli atomi costituenti, comportandosi quindi da conduttori di seconda specie.

Tipi di sali
Oltre ai più noti sali semplici, binari e ternari inorganici, ne esistono numerosi caratterizzati da molecole più complesse.
I sali possono allora essere:
acidi o basici a seconda del livello di sostituzione della componente anionica e cationica del composto (carbonato acido di sodio, o bicarbonato, un esempio del primo caso, cloruro di cobalto, cloruro basico di bario o idrossicloruro di bario nel secondo)
semplici come il cloruro di sodio o doppi, tripli, eccetera come l’allume di potassio (o di cromo), di acidi semplici o complessi (ad es degli eteropoliacidi), come il ferrocianuro di potassio, dall’acido ferrocianidrico, il fosfomolibdato di sodio dall’acido fosfomolibdico
composti che, anche se formalmente sali, assumono caratteristiche affini ad una lega, come i semiconduttori arseniuro di gallio e fosfuro di indio.
Gli acidi organici come gli acidi carbossilici, gli acidi solfonici, fosfonici, eccetera, formano altresì i corrispondenti sali (diidrossiazonaftalen-trisolfonato di sodio, fosfonati, e via dicendo).

Nomenclatura
Le regole di nomenclatura usate in chimica assegnano ai sali nomi a partire dagli ioni che li costituiscono.
Frequentemente nomi dei componenti cationici, spesso ioni metallici o ammonici, sono dati per primi, seguiti dai nomi del componente anionico. Gli anioni sono spesso chiamati in accordo al loro acido coniugato, sostituendo il suffisso -idrico con il suffisso -uro, il suffisso -oso con il suffisso -ito e il suffisso -ico con il suffisso -ato; alcuni esempi:

acetati sono sali dell’acido acetico
carbonati sono sali dell’acido carbonico
cloruri sono sali dell’acido cloridrico
cianuri sono sali dell’acido cianidrico
nitrati sono sali dell’acido nitrico
nitriti sono sali dell’acido nitroso
fosfati sono i sali dell’acido fosforico
solfati sono sali dell’acido solforico
fluoruri sono i sali dell’acido fluoridrico
bromuri sono i sali dell’acido bromidrico
ioduri sono i sali dell’acido iodidrico

Sapore dei sali
I sali inorganici neutri possono avere due sapori: amaro o salato. Se l’uno o l’altro dipende dalla somma dei diametri delle specie ioniche.

Come riferimento viene preso il bromuro di potassio che ha un sapore intermedio e la somma dei diametri ionici è pari a 0,658 nm.
Sali che hanno un valore minore di questa somma sono salati (il cloruro di sodio, o sale da cucina, ha 0,556 nm); valori superiori (come quello del cloruro di magnesio, 0,850 nm) conferiscono un sapore amaro.

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