Glossary

  • Abaco
    Coronamento del capitello e appoggio del sovrastante architrave. Semplice parallelepipedo di pianta quadrata nel capitello dorico, negli altri ordini le sue facce, composte da modanature spesso intagliate, seguono l’andamento dei motivi ornamentali sottostanti con una leggera concavità verso l’esterno.
  • Abbacinato
    Marmo o altra pietra che ha perso la sua lucentezza e colore.
  • Abbaino
    Apertura con finestra, sporgente rispetto allo spiovente della copertura, destinato all’illuminazione del sottotetto od anche per accedere al tetto stesso.
  • Abbazia
    Comunità di religiosi governata da un abate, e autonoma. Costituita da un complesso architettonico: la chiesa, di regola di tipo basilicale, disposti sui lati di un chiostro i fabbricati per l’abitazione dei monaci, comprendenti la sala capitolare, destinata alle riunioni, la biblioteca, i dormitori, il refettorio; poco distanti quelli per i servizi e l’abitazione dell’abate.(meno comune Abazia)
  • Abetella
    Trave ricavata dal fusto di abete, grossolanamente squadrata, della sezione media di cm 11x 13 o 13 x 16, e lunghezza da 5 a 8 - 9 ml. Usata per ponteggi provvisori e puntellamenti (sinon. sostacchina).
  • Abside
    Costruzione a pianta semicircolare ricoperta da una volta a calotta semisferica detta catino. Elemento tipico dell’architettura romana, usata talora in funzione analoga alla nicchia, ma soprattutto come soluzione terminale delle basiliche. Poi nelle chiese cristiane come sfondo della navata e dell’altare, oppure si ripete aprendosi radialmente attorno alla cupola dominante al centro dell’edificio.
  • Accanalata
    Lo stesso che scanalata.
  • Acciaio
    Lega di ferro e carbonio prodotta allo stato fuso, con tenore di carbonio inferiore a 1,7 %, che può essere fucinata sia a caldo sia a freddo. Gli acciai vengono raggruppati in due categorie: acciai al carbonio e acciai speciali. I primi con percentuali di silicio e manganese, si distinguono in extra-dolci (usati per ingranaggi, perni, ecc.), dolci (bulloneria, lamiera, ecc.), semiduri (barre per c. a., rotaie, ecc.), duri (canne per fucili, scalpelli, ecc.), extra-duri (strumenti agricoli, utensili vari, ecc.). Gli acciai speciali o acciai legati contengono oltre al ferro e al carbonio altri elementi chimici (nichel, cromo, vanadio, ecc.) che ne migliorano le prestazioni meccaniche e tecnologiche. Fra questi: gli acciai da costruzione; acciaio armonico usato per la realizzazione dei trefoli nelle strutture in cemento armato precompresso, e acciaio inossidabile nella cui lega è presente un’elevata percentuale di cromo, che lo rende particolarmente resistente alla corrosione e/o all’ossidazione.
  • Acciottolato
    Pavimentazione stradale formata da uno strato di ciottoli posati su un letto di sabbia con la loro dimensione maggiore perpendicolare al piano stradale.
  • Accollo (in)
    Parte di muro che sporge in fuori, sostenuta da mensola o altro.
  • Accoltellato
    Tipo di muratura con i mattoni disposti per ritto: si usa come coronamento di muri o parapetti, o come pavimentazione in locali terranei sottoposti a rilevante logoramento.
  • Accorpata / o
    Colonna con entasi, o muro che, per un cedimento, si sia gonfiato in un punto.
  • Acquaio
    Bacino di pietra, con apertura sul fondo per lo scarico, nel quale si usano lavare le stoviglie. Voce disusata che indica la cucina. Anche solco trasversale scavato in un campo, che riceve le acque e le convoglia al fossato.
  • Acquedotto
    Canale murato, esterno o interrato, per condurre l’acqua da un luogo a un altro. Gli elementi che costituiscono un acquedotto moderno sono: la presa (od opera di presa), per raccogliere l’acqua da un luogo dove essa sia presente; la condotta adduttrice, che trasporta l’acqua dal luogo ove avviene il rifornimento al luogo ove viene utilizzata; il sebatoio, per immagazzinare l’acqua non consumata subito. Poi avviene l’erogazione ai consumatori mediante una rete capillare di distribuzione. Celebri sono gli acqedotti romani di cui restano arcate, viadotti, sopraelevate, a testimoniare la perfezione di una tecnica esperta: undici acquedotti portavano l’acqua a Roma e numerosissimi erano poi quelli che servivano le varie provincie dell’Impero.
  • Acropodio
    Piedistallo, a base quadrata, di una statua o di una colonna.
  • Acropoli
    La parte alta e fortificata delle città antiche. Generalmente si intende quella di Atene a cui si accede attraverso i propilei e sulla quale sorgono il Partenone, l’Eretteo, il tempietto di Atena Nike e una folla di statue ed ex-voto, opera dei maggiori scultori, che abbellivano il pianoro.
  • Acroterio
    Elemento decorativo o figurativo (statue, animali fantastici, volute, palmette, o vasi) che corona il vertice e gli angoli del frontone nei templi antichi. Per i greci era solo il piedistallo che sosteneva l’elemento decorativo e non tutto l’insieme.
  • Addentellato
    Struttura muraria formata da elementi (pietre, mattoni, ecc.) variamente sporgenti, in modo da consentire l’innesto di analoghe strutture. Le pietre sporgenti si dicono borni, gli spazi intermedi morse e il loro insieme risega. (anche ammorsato)
  • Adito
    Parte dei templi antichi da cui i sacerdoti emettevano gli oracoli.
  • Adobe
    Termine arabo che indica una tecnica di costruzione degli edifici in terra. I muri sono realizzati in mattoni di terra cruda essiccati al sole, di dimensioni variabili da cm 10 x 20 x 40 e oltre. Possono essere realizzate (con o senza cassaforme) anche volte e cupole. La terra, scelta secondo la sua consistenza e composizione, viene impastata con acqua e leganti vegetali (paglia sminuzzata). Occorre prevedere un tetto sporgente per proteggere i muri dalla pioggia, e fondazioni in pietra, per proteggere i muri dall’erosione da parte delle acque di scolo e dalla risalita dell’umidità.
  • Aedes
    Casa e tempio per i romani.
  • Aerosìstilo
    Quando l’intercolunnio di colonne abbinate misura un modulo, e da coppia a coppia distano sette moduli.
  • Aeròstilo
    Quando l’intecolunnio è superiore alla misura di tre diametri.
  • Affresco
    Pittura eseguita con vari procedimenti sull’intonaco ancora fresco del muro sia esterno sia interno.
  • Aggettante
    Quando un elemento architettonico o strutturale sporge in fuori, rispetto a un piano o allineamento di riferimento. Si dice aggetto anche la sporgenza di una modanatura o di una cornice.
  • Aggottare
    Mantenere asciutto il fondo di uno scavo (a sezione obbligata o di sbancamento) in terreno acquoso per acqua meteorica o di falda.
  • Aggraffatura
    Unione di due lamiere fatta sovrapponendo i lembi e ripiegandoli doppiamente su sé stessi. L’operazione di chiusura è ottenuta con macchine che tramite rulli schiacciano i bordi ripiegati di due lamiere. E’ molto usata per tubi di lamiera sottile come quelli per grondaie, canne fumarie, e anche per scatolame metallico.
  • Agone
    Luogo destinato dai romani e dai greci alle lotte e ai giuochi. Agonale è il circo per le corse delle bighe costruito nel luogo dell’odierna Piazza Navona a Roma.
  • Agorà
    La piazza centrale delle città greche, luogo di riunione e di mercato. Intorno ad essa sorgevano i monumenti pubblici più importanti.
  • Aguglia
    Vedi Guglia.
  • Alabastro
    Nome di due diversi tipi di rocce sedimentarie, una gessosa (meno pregiata) e l’altra calcarea; entrambe simili al marmo ma più tenere e più trasparenti. Varietà: alabastro occhiuto, venato, cipollato.
  • Alburno
    Parte più esterna del tronco dell’albero; chiara, più leggiera e più umida della parte interna, che è detta durame.
  • Alcazar
    Artistiche fortezze o cittadelle di età musulmana. Famosi gli A. di Cordova, di Siviglia, di Segovia, di Toledo.
  • Alesaggio
    Diametro interno di un foro cilindrico.
  • Allettare
    Collocare ed assestare nel letto di malta ancora fresca gli elementi che costituiscono un pavimento od un rivestimento.
  • Altana
    Costruzione sul tetto di un edificio. Anche balcone coperto, sporgente dall’ edificio. E’ caratteristico dei palazzi barocchi dell’Italia centrale, specialmente a Roma. (ad es. Palazzo Rucellai, Ruspoli, Mattei, Altemps, Falconieri).
  • Altare
    Tavola, posta a livello del suolo, più spesso elevata, su cui si compiono sacrifici. L’altare romano era, diversamente dall’ara, destinato alle maggiori divinità. Sue parti sono: il grado, la mensa, il palio, la predella, il ciborio.
  • Altorilievo
    Tipo di bassorilievo, ma tende di più al tutto tondo nel modellato delle figure, e quindi si avvicina al gruppo statuario, mentre il bassorilievo alla pittura.
  • Alveolare
    Materiale che ha struttura ad alveoli, non comunicanti tra loro, sia per sua natura sia a seguito di specifici processi di lavorazione. Tali materiali hanno un coefficiente di conducibilità termica molto basso quando sono in stato di quiete; sono generalmente cattivi conduttori di calore e buoni isolanti termici. Tra gli alveolari naturali, la perlite, la pomice; fra quelli lavorati, il polistirolo espanso, il PVC espanso, lo stesso calcestruzzo di cemento nel cui impasto è aggiunta polvere di alluminio.
  • Ambrogetta
    Laterizio per pavimenti o per rivestimenti, di forma ottagonale.
  • Ambulacro
    Luogo coperto, per lo più a portico, sviluppato nel senso della lunghezza, destinato al passeggio. Corridoio tra il colonnato e la cella del tempio periptero.
  • Amianto
    Minerale fibroso, flessibile e tenace, è resistente al calore ed agli acidi, buon isolante termico. Impastato con cemento forma prodotti del tipo eternit. In polvere è usato per intonaci e stucchi.
  • Ammezzato
    Lo stesso che mezzanino.
  • Anaglifo
    Lavoro di rilievo su pietra dura, cammeo e simili.
  • Andronitide
    Nell’antica casa greca era la parte riservata ai soli uomini. (anche andronitis)
  • Anfiprostilo
    Tempio rettangolare con cella fronteggiata su ambedue i lati brevi da colonne, generalmente quattro, sormontate dal frontone. Pronao è il portico della facciata anteriore, opistodomo quello dellla facciata posteriore.
  • Anfiteatro
    Edificio di forma ovale o circolare che era destinato, nell’antica Roma, agli spettacoli delle lotte fra gladiatori e belve, e raramente anche di combattimenti navali (naumachia). Le sue parti: l’arena, dove si svolgevano i combattimenti; il podio, sul quale erano i seggi dell’Imperatore, con le Vestali, consoli, magistrati e sacerdoti; la cavea, gradinate dove stavano gli spettatori; i vomitatori, da cui entravano e uscivano gli spettatori. Sotto l’arena si costruiva un complesso di corridoi e ambienti, che serviva per far uscire le belve e sollevare i più macchinosi apparati.
  • Anta
    Parte mobile di un serramento, composta da telaio opaco o trasparente. Anche pilastro in testata di un muro, da cui deriva il tempio greco in antis, avente il pronao chiuso alle estremità laterali dal prolungamento dei muri longitudinali della cella, e le loro testate sono i pilastri terminali del portico in facciata.
  • Antibecco
    Sperone sporgente dalla pila di un ponte che infrange l’impeto delle acque, sud- dividendole fra le arcate e attenuandone l’urto.
  • Antiscenio
    Nei teatri antichi era la parte dove gli attori recitavano.
  • Antitalamo
    Stanza, nella casa antica, dove dormivano gli schiavi addetti alla persona del padrone.
  • Apoditerio
    Ambiente del ginnasio greco e poi delle terme romane, destinato allo spogliatoio. Da cui deriva apodito che, nelle chiese orientali, è lo spogliatoio corrispondente alla sagrestia.
  • Apofige
    Il raccordo, a forma di quarto di circonferenza, tra il fusto della colonna e la sua base o con il collarino in alto. (o cembra o cimbra)
  • Apparecchio
    E’ la divisione di una pietra da taglio nelle sue parti (conci).
  • Appartamento
    L’insieme dei locali che formano l’abitazione di una famiglia.
  • Aptero
    Diversamente dal periptero è il tempio antico che ha portici di colonne sulle due facciate e non sui fianchi. (anche attero)
  • Ara
    Altare pagano destinato al sacrifizio agli dèi per mezzo del fuoco. Di più grandi dimensioni e dedicati anche ad eroi e condottieri sono: l’Ara di Pergamo, a celebrare la vittoria contro i galli; l’Ara Maxima, dedicata ad Ercole; l’Ara Pacis Augustae, dedicata ad Augusto.
  • Arcale
    Ciascuno dei pezzi che compone la centina.
  • Arcarecci
    Sono, nelle coperture a falde di tetto, le travi secondarie disposte parallelamente alla linea di colmo e ortogonali ai puntoni che ad essi sono fissate.
  • Arcata
    Serie di archi che poggiano su colonne o pilastri, sia nel caso di portici sia nel caso di pareti traforate come nei ponti o negli acquedotti, o negli antichi teatri e anfiteatri. Da tale termine deriva arcatella: serie di archetti pensili, hanno funzioni decorative o costruttive. Si chiama arcatella anche il singolo elemento, e differisce dall’archetto, perché forma gallerie cieche o praticabili.
  • Arce
    Per i romani era quanto per i greci l’acropoli. Il colle del Campidoglio era l’Arce Capitolina.
  • Architrave
    Elemento architettonico orizzontale che viene appoggiato, incastrato o incorpo- rato sopra due elementi portanti (piedritti), chiudendo superiormente un vano quadrangolare, e sostenendo il peso dell’eventuale carico sovrastante. Nel tempio greco l’A. è la parte inferiore della trabeazione.
  • Archivolto
    Fascia che sporge dalla parete e gira sulla curva dell’arco. Non incide nella struttura dell’arco e può essere arricchita di elementi decorativi.
  • Arco
    Struttura posta su due piedritti, praticata o in un muro o sopra un vuoto, che trasferisce il carico sovrastante ai sostegni mediante azioni combinate di peso e di spinta in modo che l’intera struttura sia soggetta soltanto a sollecitazioni di compressione. Le sue parti sono: intradosso, la curva interna dello spessore dell’ A.; estradosso, quella esterna; chiave, la porzione più alta; imposta, la superficie di appoggio; corda (o luce, o portata, o sottotesa), la distanza fra i piedritti; freccia, distanza fra il centro della corda e la chiave. Le forme principali dell’A. sono: a tutto sesto se l’intradosso è formato da un semicerchio; acuto se risulta da due archi che formano un vertice; rampante se è asimmetrico, con piani di imposta posti a diverso livello; rialzato se l’intradosso è semicircolare ma posto superiormente rispetto alla linea di imposta; ribassato se la porzione d’A. è minore della semicirconferenza; scemo se ha un unico centro posto in- feriormente alle linee di imposta; tudor se l’A. è ribassato con intradosso formato da due curve raccordate con due tratti rettilinei uniti a cuspide.
  • Ardesia
    Pietra lamellare, detta anche lavagna, della famiglia degli argilloscisti, formata, soprattutto, da quarzo e feldspato. Il colore va dal turchino-grigiastro al nero-plumbeo. Utilizzata principalmente come manto di copertura per tetti ed anche per pavimentazioni e rivestimenti.
  • Arena
    Spazio di forma ellittica o circolare dell’anfiteatro (vedi), riservato allo spettacolo. Anche luogo in cui si tengono gare o competizioni di qualsiasi genere.
  • Arenaria
    Roccia sedimentaria, della famiglia delle rocce sabbiose. Possono essere monogeniche quando il detrito sabbioso proviene dal disfacimento di un solo tipo di roccia, poligeniche invece, da detriti di rocce diverse (arenaria rossa, arenaria molare, pietra serena, pietra morta).
  • Arengario
    Il palazzo dove aveva sede il comune nel Medioevo, con porticato al piano terreno, una grande sala delle riunioni al piano superiore, che dava su di un balcone chiamato parlera o arringo. (anche arengo o broletto)
  • Areòpago
    Il più antico tribunale di Atene situato su un’altura presso l’acropoli, dove sarebbe stato giudicato Ares per l’uccisione di Alirrozio.
  • Argilla
    Roccia sedimentaria poco coerente, plastica, di aspetto terroso; oltre ai silicati d’alluminio, contiene diversi altri silicati, ossidi e solfuri di ferro. L’A. espansa viene prodotta in forma di granuli ottenuti agglomerando l’A. con poca acqua. Viene usata, quale inerte, per la confezione di calcestruzzi leggeri, oppure per la fabbricazione di mattoni adatti per la realizzazione di pareti con elevato potere coibente (mattoni forati).
  • Armatura
    Struttura provvisoria di sostegno, che permette un appoggio alle opere che devono essere erette, fino al completamento delle stesse, quando queste sono arhi o volte, l’A. prende il nome di centinatura. Non è provvisoria quando invece si indica l’insieme di barre a sezione circolare in acciaio, utilizzate nel calcestruz- zo armato, che conferiscono alla struttura una maggiore resistenza statica. Se lo sforzo di trazione è rilevante le barre vengono munite di speciali piastre di ancoraggio. Possono essere poste in opera dentro le casseforme, fissandole con legature provvisorie (copriferro), oppure fuori opera preparando le gabbie dell’A. e disponendole già pronte entro le casseforme (ad esempio per i pilastri).
  • Armille
    I conci radiali di uguale altezza di un arco. Nell’edilizia moderna sono così chiamate i collari di ferro piatto che fissano al muro esterno gli elementi dei pluviali di discesa dell’acqua piovana.
  • Arricciatura
    Lo strato più importante dell’intonaco, costituito da malta di cemento e/o malta idraulica con inerti di fine granulometria. L’A. viene distesa o con una cazzuola grande a punta mozza o con intonacatrice ad aria compressa; lo spessore che ne deriva è di circa 1 cm.
  • Ascialone
    Travetto di legno simile alla mensola e al gattello
  • Asfalto
    Indica sia il bitume, sia la roccia calcarea impregnata di bitume. E’ utilizzato soprattutto per le pavimentazioni stradali ma anche per impermeabilizzare coperture di edifici, ecc. L’asfalto a freddo è un’emulsione di bitumi distillati con acqua; ha una breve durata e non può essere applicato con temperature inferiori a 10 °C ed in locali non areati, usato per la rapida riparazione di vecchie impermeabilizzazioni.
  • Assestamento
    Parziale cedimento che una struttura subisce senza per altro conpromettere l’equilibrio dell’edificio stesso. Anche il modo di sistemare i mattoni o i conci in un’opera muraria.
  • Assito
    Parete o pavimento costituito da tavole, semplicemente accostate o connesse in vario modo (a maschio e femmina, a bietta, a coprigiunto); possono costituire il solaio in legno di un edificio, ed essere usate nei ponteggi in legno.
  • Astilo
    Edificio che non ha colonne.
  • Astràgalo
    Modanatura che separa il fusto della colonna dal capitello e dalla base; formata da un tondino e listello sovrapposti, ma anche la sottile modanatura a profilo semicircolare (tondino) che separa le maggiori membrature.
  • Ateneo
    Edificio destinato a luogo di istruzione superiore, in origine il nome venne dato a un istituto fondato a Roma dall’Imperatore Adriano, dove s’insegnavano lettere e giurisprudenza.
  • Atrio
    Ingresso, prima parte coperta di un edificio, diversamente dal vestibolo che si trova all’esterno. Era l’antico ingresso nella casa romana e dava accesso al tablinum, la stanza principale, di solito era coperto ma con una larga apertura nel tetto (compluvium) da cui l’acqua piovana cadeva in una vasca sottostante (impluvium).
  • Attico
    Nell’edilizia moderna si intende la parte costruita al di sopra del cornicione o comunque l’ultimo piano, arretrato rispetto al filo dell’edificio. E’ anche quella zona di muro pieno o a balaustra collocata sopra il cornicione per nascondere il tetto, o per portare iscrizioni.
  • Autosilo
    Autorimessa a più piani.
  • Avventurina
    Varietà di quarzo molto rara, che presenta un luccichio di vario colore; dal bianco, azzurro, verde al rosso-bruno.
  • Azimut
    Angolo diedro formato dal piano verticale che passa per un punto cardinale (generalmente Nord o Sud) e il piano meridiano che passa per il luogo di osservazione in un dato momento. L’A. del sole è misurato a partire dal suo geografico. Nell’emisfero boreale, l’A. del sole, alle ore 12, è pari a zero.
  • Bachelite
    Resina sintetica, insolubile, infusibile. In forma liquida è adatta per vernici, in forma semisolida o solida è impiegata per laminati plastici e polveri da stampaggio. Essendo un buon isolante elettrico e termico trova largo impiego per apparecchi elettrici semplici come interruttori, isolatori, spine ecc.
  • Bacino
    E’ un tipo di volta.
  • Baggioli
    Specie di mensole per marmi o pietre, ma più spesso si intende una serie di muretti di mattoni pieni, di solito lo spessore è una testa, distanziati tra loro circa un metro, che collegano il terreno al piano di calpestio, realizzando una intercapedine aereata, e che, in genere, sostengono un impalcato sul quale è stata gettata una soletta in cemento armato; v. vespaio.
  • Balastra
    Inerte con dimensioni dei pezzi da 35 a 100 mm.
  • Balaustra
    Parapetto formato da una serie di colonnette, collegate in basso da un basamento continuo e in alto da un altro elemento continuo che serve da corrimano. La singola colonnetta si chiama balaustro o pilastrino. La balaustrata di una chiesa divide il presbiterio dalla navata. (anche balaustrata)
  • Balcone
    Spazio calpestabile sporgente a sbalzo dalla facciata dell’edificio, è accessibile attraverso una o più portefinestre e circondato da un parapetto in muratura, o da balaustra, o da ringhiera in ferro. Il ballatoio e la balconata sono termini che indicano un balcone dove la lunghezza è la dimensione prevalente, e consentono l’accesso a diversi ambienti.
  • Baldacchino
    Drappo sostenuto da un telaio che, ai lati, ricade con frange o tendaggi. E’ improprio, ma giustificato nei riguardi dell’altare della Confessione a S. Pietro in Vaticano, l’uso di chiamare B. il coronamento, in marmo o pietra, posto su edicole, nicchie o altari.
  • Balestriera
    La feritoia del castello da cui si lanciavano le freccie senza esere colpiti da quelle del nemico.
  • Ballast
    Massicciata del binario ferroviario. E’ costituita da un primo strato di pietrisco o di ghiaia di media e grossa pezzatura (da 5 a 10 cm), su cui si posano le traverse, che poi si rincalzano e ricoprono con materiale di pezzatura minore (da 2 a 5 cm), fino a lasciare libera la sola parte superiore delle rotaie
  • Ballatoio
    Vedi Balcone.
  • Ballon Frame
    Sistema costruttivo in legno, diffuso nel Nord America fin dai primi dell’800, costituito da montanti e travetti di sezione ridotta (rispettivamente 2x4 e 2x8 pollici), connessi esclusivamente mediante chiodi, senza quindi incastri. L’altezza massima di un edificio così costruito non può superare i due piani, anche se le modifiche apportate nel corso del tempo permettono di superare questo limite.
  • Bàlteo
    Era, negli anfiteatri e teatri romani, il gradino più largo degli altri, che separava i sedili d’un ordine da quelli d’un altro. Anche la fascia ornata che corre in mezzo alla voluta del capitello ionico.
  • Banchina
    I tratti delle rive dei porti o delle rade, costituiti da opere murarie o in cemento armato o palafitte e, a volte, completate da escavazioni del fondo. Nelle costruzioni in legno è la trave orizzontale che serve di appoggio ad elementi verticali che da essa dipartono (es. il punto in cui i puntoni di una capriata si congiungono alla catena).
  • Banchinaggio
    Armatura provvisoria, in genere per sostegno di opere a notevole sviluppo orizzontale, che può essere in legno o in acciaio. Sostacchine sono le travi in legno a sezione rettangolare di 13x16 cm, oppure a sezione circolare, con diametro di 10 cm o più.
  • Banderuola
    Piccola bandiera metallica girevole intorno all’asta verticale, che si pone alla sommità dei tetti per indicare la direzione del vento.
  • Barbacane
    Qualsiasi struttura di rinforzo per costruzioni terrestri o navali (dalla scarpata di rinforzo ai piedi di un edificio, al puntello collocato obliquamente a sostegno di un muro). Anche feritoia lasciata nello spessore di un muro per permettere lo scolo delle acque.
  • Bardiglio
    Varietà di marmo di varie gradazioni; B. comune con tinta bluastra uniforme; B. turchino con tinta più carica; B. fiorito con venature in nero.
  • Bargello
    Il palazzo dove aveva sede il bargello (ufficiale che sovrintendeva alla polizia), e il carcere che, in genere era situato nei sotterranei dello stesso palazzo. Noto è quello di Firenze (Palazzo del Podestà) costruito circa il 1250 in stile gotico.
  • Barra
    Profilato metallico ottenuto a caldo per laminazione, oppure a freddo per trafilatura, può avere sezione poligonale o tonda. Le barre ad aderenza migliorata costituiscono le armature delle strutture in calcestruzzo armato, la loro superficie è dotata di rilievi che favoriscono l’adesione del calcestruzzo.
  • Barriera al vapore
    Materiale con bassa permeabilità e quindi alta resistenza al passaggio del vapore, viene collocato nella parte interna (faccia calda) dell’isolante termico nelle pareti composte. Generalmente è costituita da carta Kraft con bitume oppure da un sottile foglio di alluminio o di polietilene.
  • Barriere architettoniche
    Impedimenti che rendono difficile o impossibile l’accesso ad edifici o a spazi all’aperto e l’utilizzo di servizi ed attrezzature pubbliche, da parte degli utenti portatori di handicap fisici (utilizzo della sedia a ruote, mancanza della vista, ecc.). L’inaccessibilità riguarda gradini, rampe troppo ripide, porte, vano ascensore, servizi igienici, parcheggi auto troppo stretti, pulsanti di comando nel vano ascensore, telefoni pubblici troppo alti per l’uso dalla sedia a ruote, semafori pedonali con segnali non avvertibili per i privi di vista, ecc. Le norme legislative sono tese al superamento delle B. A. negli edifici pubblici, privati aperti al pubblico e nel settore dei trasporti pubblici; dettando regolamenti e dimensionamenti da osservare; (vedi: art.27 della legge 30 marzo 1971, n.118; il D.P.R. 27 aprile1978, n.384; legge 9 gennaio1989, n.13; il D.M. 14 giugno 1989, n.236).
  • Barulla
    Arco in muratura che collega le teste dei piloni nelle fondazioni a pozzi o a piloni in muratura. Anche un tipo di centina per costruire gli archi.
  • Basalto
    Roccia vulcanica povera di silice ma ricca di ferro, magnesio e calcio. E’ molto pesante, dura e tenace; di colore scuro (verde scuro, bruno rossastro, nero). In genere è impiegata come materiale per pavimentazioni.
  • Basamento
    La parte inferiore di un edificio o di un monumento, ha funzione costruttiva e/o decorativa. Forme caratteristiche di B. sono: il piedistallo di statue o monumenti onorari isolati; il podio del tempio romano; i piani inferiori di certi palazzi che costituiscono lo zoccolo dell’intera facciata sovrastante.
  • Basculante
    Sistema di apertura per serramenti di finestre, per porte di accesso a box per auto. Il movimento avviene attraverso la rotazione attorno ad un asse orizzontale più una traslazione verso l’alto, secondo una direzione parallela al piano del serramento.
  • Base (colonna)
    Elemento che nella colonna o nel pilastro si interpone fra il fusto e le parti sottostanti della costruzione, in genere è una modanatura a sezione quadrata detta plinto.
  • Basilica
    Nell’antica Roma era l’edificio pubblico adibito a luogo di riunione, dove si amministrava la giustizia e si effetuavano contrattazioni commerciali. La sua forma era rettangolare con navata centrale fiancheggiata da due (o quattro) minori, più basse, divise da colonne; sul fondo di uno dei lati minori si apriva il tribunal, in genere a forma di emiciclo (abside, esedra), e talvolta nel lato minore opposto al tribunal sporgeva il vestibolo. La forma basilicale fu adattata alle esigenze del culto cristiano; nel luogo dove era il tribunal troviamo ora il presbiterio con l’altare, e il vestibolo si chiama ora nartece. Spesso la divisione della navata non arriva fino al fondo della B., ma lascia uno spazio per il transetto, o navata trasversale.
  • Basolato
    Pavimentazione stradale carreggiabile realizzata con basoli; elementi lapidei tagliati a spacco (porfidi, quarziti, ecc.) a contorno poligonale, murati su sottofondo di calcestruzzo o poggiati su sottofondo in terra battuta.
  • Bassorilievo
    Opera scultorea sopra un piano di fondo con un rilievo inferiore al normale. Se- condo le proporzioni della plasticità dell’opera si distingue il mezzo rilievo, il bassorilievo, il rilievo schiacciato e il rilievo abbassato (vedi anche altorilievo).
  • Bastarda (malta)
    Malta nella quale sono presenti, oltre alla calce, altri leganti come cemento e gesso; nelle malte per stucchi è presente, come inerte, la polvere di marmo.
  • Bastione
    Opera di fortificazione costituita da un argine di terra o muratura, recinto da un corso d’acqua. La pianta poligonale del B. racchiudeva la piazza da difendere. I lati del poligono erano muniti ai vertici di corpi avanzati, chiamati salienti, di forma trapezoidale o triangolare. La parte centrale dei lati veniva detta cortina. Il profilo verticale del B. era costante; la parte inferiore era a scarpata e la superiore verticale; le due parti venivano separate da un toro o listello orizzontale. Simile era la bastia, ma di modeste dimensioni e costruita in breve tempo.
  • Battente
    Può significare sia la parte dell’imposta di un serramento, che chiudendolo conbacia con lo stipite, la soglia e l’architrave, o con l’altra imposta (battuta); sia la parte dello stipite o della soglia su cui batte l’imposta nel chiudere.
  • Battiscopa
    Striscia di legno, grès, marmo, oppure pietra (di altezza da 6 a 16 cm, e di spessore circa 2 cm), collocata alla base delle pareti interne e lungo le rampe di scala, che protegge l’intonaco e la tinteggiatura da urti e da macchie derivanti dalle operazioni di pulizia dei pavimenti.
  • Battistero
    Edificio o cappella della chiesa dove si compie il sacramento del battesimo. I più antichi battisteri imitavano la forma del bagno romano, quindi costituiti da una sala circolare, con nicchie e colonne, coperta da una cupola e con un bacino nel centro. In seguito il B. assunse forma poligonale, e molto spesso a pianta ottagonale per motivi religiosi. Celebri i battisteri di S. Giovanni in Laterano, di Firenze, di Pisa, di Parma.
  • Battuto
    Pavimento per interni ed esterni. Il B. di cemento è costituito da un sottile strato (da 1 a 2 cm) di pastina di cemento, su un sottofondo di conglomerato cementizio (da 8 a 15 cm); lo strato superficiale, dopo il getto, viene trattato in modo da avere una superficie compatta, e viene rigato a grossi scomparti, per ovviare agli inconvenienti del ritiro. Il B. può essere anche di argilla, di calce, di asfalto, o semplicemente di terra.
  • Bauletto
    Può significare sia il laterizio utilizzato per copertina a parapetti, a muricciuoli, ecc., sia la protezione alle tubazioni orizzontali che sopportano carichi potenzialmente dannosi; costituita da un sottofondo, da un rinfianco e da una cappa, per uno spessore medio di circa 15 cm.
  • Beccatello
    Mensola che rinforza e sostiene una trave infissa nel muro, in genere sostiene i correnti in aggetto del tetto
  • Bentonite
    Roccia composta essenzialmente di un minerale argilloso, montmorillonite o beidellite. Ha la proprietà di assorbire acqua fino ad un massimo di 20 volte il volume iniziale.
  • Bèola
    Roccia metamorfica gneissica a tessitura tubolare. Facilmente separabile in lastre piane, e per questo usata principalmente per pavimentazioni di scale, marciapiedi, ecc. (utilizzata soprattutto in Lombardia). (anche bèvola)
  • Bertesca
    Parte delle fortificazioni: specie di torre munita di feritoie. Anche balcone in legno di alcuni palazzi pubblici del Medioevo o ancora impalcatura sospesa.
  • Beton
    Termine francese che significa calcestruzzo.
  • Biacca
    Carbonato basico di piombo. Usatissima in passato come pigmento base (bianco) per vernici ad olio, ma annerisce alterando i colori ed è velenosa; per questo oggi è sostituita dall’ossido di zinco e il bianco di titanio.
  • Biblioteca
    Edificio dove si leggono e custodiscono libri. Le antiche biblioteche erano organizzate in modo che gli studiosi prendessero loro stessi i libri dagli scaffali, quindi era costituita da grandi sale, di nobile architettura, con ricche scaffalature alle pareti (es. la Laurenziana a Firenze, la Malatestiana a Cesena, la Marciana a Venezia, ecc.). La B. moderna, aperta a tutti, è costituita da magazzini per la custodia del materiale bibliografico, uffici e laboratori, sale per il pubblico, abitazione per il personale di custodia e servizi.
  • Bicromia
    Pittura o decorazione, per sintesi sottrattiva, con due tirature soltanto (es. arancio e il verde-blu).
  • Bietta
    Barretta metallica, detta anche chiavetta o chiavella, che serve ad impedire lo scorrimento o la rotazione di due pezzi a contatto. Anche il laterizio che è fra due volterrane.
  • Bìfora
    Apertura, che sia porta o finestra, divisa, sulla fronte esterna, in due parti uguali mediante una colonnetta, pilastrino, piantone od altro. Oltre alla sua funzione estetica, ha pratica utilità nell’essere, spesso, supporto dell’infisso.
  • Bigèmina
    Apertura, che sia porta o finestra, suddivisa in quattro parti. Esempio sono quelle del Palazzo Venezia a Roma.
  • Binate
    Si dice sia di colonne disposte a due a due; sia due finestre separate da breve spazio
  • Binder
    Conglomerato bituminoso, a base di bitume, sabbia e pietrisco, che si applica, in uno strato di 5-10 cm di spessore, tra fondazione e strato d’usura nelle pavimentazioni che debbono sopportare un traffico pesante per evitare cedimenti, ondulazioni o fratture del manto stradale.
  • Bioarchitettura
    Disciplina che studia le proprietà fisiche dei materiali usati nell’edilizia in relazione alla salute dell’uomo.
  • Biscotto
    Terracotta o terraglia o porcellana dopo la prima cottura, priva cioè di vetrina.
  • Bisèllio
    Sedile usato nella Roma antica nel quale potevano sedere due persone; in genere largo sedile, riccamente decorato. Due magnifici esmplari di B. furono ritrovati a Pompei.
  • Bisello
    Bordo molato della lastra di vetro.
  • Bitume
    Miscela untuosa, nera e fragile; liquida o solida (ammollisce a circa 50 °C), utilizzata per ricoprire la massicciata delle strade. Il B. è contenuto nell’asfalto.
  • Blindo (a)
    Tavolato o assito usato per realizzare muri portanti o pareti interne; formato da tronchi d’albero appena sgrossati, oppure tavoloni piallati e squadrati. Tali elementi sono sovrapposti l’uno sull’altro nel senso della lunghezza; la connessione è assicurata da incastri più o meno complessi, effettuati nell’intera lunghezza, oppure da linguette longitudinali inserite in appositi alloggiamenti.
  • Blocco pieno e semipieno
    Elemento in laterizio, impiegato nelle murature portanti, di forma parallelepipeda recante sulla fascia o piatto, incavi di limitata profondità oppure fori verticali passanti; che nel blocco pieno costituiscono una superficie inferiore o uguale al 15% della superficie della stessa fascia; nel blocco semipieno invece costituiscono una superficie compresa fra il 15% e il 45% della superficie della stessa fascia.
  • Bocca di lupo
    Apertura che si pratica nella parete verticale di un locale sotteraneo o interrato, per dare aria e luce dal piano stradale. (anche boccadilupo)
  • Bocchettone
    Elemento di raccordo tra il canale di gronda o il piano in pendenza della terrazza e il pluviale. In genere anche il giunto che collega tubi e rubinetti ad altri tubi, negli impianti idraulici.
  • Bocciardato
    Superficie, spesso lapidea, trattata con la bocciarda; grosso martello avente l’estremità della bocca dotata di più punte piramidali l’una accanto all’altra. Tale lavorazione può chiamarsi anche picchiatura
  • Boiacca
    Impasto molto fluido di un legante con acqua (ad es. boiacca cementizia).
  • Bollettonato
    Pavimento costituito da pezzi irregolari di marmo o travertino (di dimensioni variabili da 6 a 15 cm, e di spessore da 2 a 4 cm); allettati e stuccati i giunti con malta di cemento. (o bullettonato)
  • Bolzone
    Paletto o bietta di ferro che, infilata all’estremità di una catena da muro, serve a contrastarla.
  • Borchia
    Piastra metallica, in genere circolare e convessa, con funzione estetica per coprire la testa di uno stelo penetrato in un materiale più tenero.
  • Bordo sgreggiato
    Quando una lastra di vetro è tagliata senza eccessiva rifinitura.
  • Bordonale
    Trave maestra.
  • Bòtola
    Apertura sul pavimento, di dimensioni ridotte con chiusura che ristabilisce la continuità del pavimento, e mette in comunicazione, per mezzo di una scala, ai vani di sotto. Anche le aperture che si trovano sulle strade e permettono l’accesso alle fogne.
  • Bottazzo
    Marmo del colore dell’ardesia chiara.
  • Bow Window
    Balcone, chiuso da finestre, sporgente per uno o più piani della facciata di un edificio; costituisce un’appendice dello spazio interno, fortemente illuminata, ragione per cui venne introdotta nei paesi nordici, ma diffusa dappertutto con l’architettura moderna; sia per l’esigenza estetica (più che funzionale) di vaste aperture vetrate, sia per la buona adattabilità ai sistemi costruttivi odierni. Si chiama anche bay-window.
  • Bronzo
    Categoria di leghe metalliche costituita principalmente da rame, che conferisce malleabilità con proporzione superiore al 70%, e da stagno, che conferisce durezza. Il termine viene usato anche per le leghe rame-silicio (B. al silicio), rame-berillio (B. al berillio), rame-manganese (B. al manganese).
  • Buccia d’arancia
    Trattamento delle superfici di pareti appena tinteggiate; battute con le setole di una spatola, l’aspetto diventa simile alla buccia di un’arancia.
  • Bugna
    Concio sporgente con regolarità dal vivo del muro, per accentuarne il contrasto chiaroscurale. La B., generalmente di forma quadrata o rettangolare, può essere: piana, con contorni netti e superficie levigata; a cuscino, con superficie convessa e forme mollemente arrotondate; sagomata, quando il rilievo è a più piani; a punta di diamante, se sfaccettata come il diamante. Il bugnato è il trattamento di una parete con un insieme di bugne. Insigni esempi sono i Palaz- zi Strozzi e Rucellai a Firenze, il palazzo dei Diamanti a Ferrara. (anche bozza)
  • Buleutèrio
    Edificio nell’antica Grecia adibito alle riunioni del consiglio cittadino, che sorgeva per lo più nell’agorà.
  • Bulldog
    Sistema di unione dei vari componenti di una costruzione in legno lamellare. I vari pezzi convergenti in un nodo, vengono fresati e nella fessura risultante sono introdotte lamine di acciaio sagomate, fissate al componente mediante perni passanti. Il risultato è un nodo senza elementi metallici affioranti.
  • Bullone
    Elemento di collegamento, formato da uno stelo metallico cilindrico, recante ad una estremità una testa quadrata o esagonale, e all’altra una filettatura a vite, più o meno estesa, su cui si avvita un dado per stringere l’accoppiamento. I B. possono essere grezzi, calibrati o ad alta resistenza. Utilizzati principalmente nella costruzione di edifici a struttura metallica.
  • Bulzone
    Barra metallica di ancoraggio di una putrella alla muratura portante.
  • C (profilati a)
    Profilati a caldo di acciaio, detti anche profilati ad U. Tali lettere indicano la forma della sezione piana trasversale. Vengono prodotti in due serie unificate: serie normale (norma UNI 727-728); serie rinforzata (norma UNI 1086-1087). La serie normale ha l’altezza variabile da 30 a 300 mm, quella rinforzata da 140 a 300 mm. In genere in tabelle sono riportate anche: l’area della sezione, la coordinata del bericentro della sezione rispetto ad un suo lato parallelo all’asse nn, il momento d’inerzia, il modulo di resistenza, e il raggio d’inerzia.
  • C.A.D.
    Computer aided design o disegno assistito. Programma software per il disegno architettonico, meccanico, geografico ed altro genere.
  • Calafatare
    Operazione che si compie per rendere stagna una qualsiasi giunzione o una commessura tra due lamiere, o tubi, o altri pezzi metallici. Nelle costruzioni navali la giunzione fra due elementi di legno è ottenuta cacciando a forza nell’interstizio stoppa e catrame; per le lamiere del fasciame esterno, invece, si ricalca, mediante apposito utensile, il labbro della lamiera sovrapposta contro la superficie di quella sottoposta.
  • Calandratura
    Operazione che si compie per spianare, lucidare, curvare tutto ciò che entra in commercio sotto forma di fogli, utilizzando la calandra, macchina dotata di rulli.
  • Calastrelli
    Collegamenti rigidi (in genere di ferri piatti o angolari) utilizzati nella realizzazione di pilastri composti metallici (es. unione di due profilati a C).
  • Calcare
    Roccia sedimentaria costituita essenzialmente di calcite (appartiene a questo tipo di roccia il marmo di Carrara).
  • Calce
    Legante usato per comporre malte aeree e malte idrauliche. E’ costituita da ossido di calcio ottenuto dalla cottura di pietra calcare a circa 800 °C, si ottiene così la C. viva, facendola fermentare con acqua si ottiene la C. spenta. Se la quantità di acqua è in eccesso si ottiene una pasta plastica ed untuosa: grassello; se l’acqua è in forte eccesso si ottiene il latte di calce. Nel linguaggio commerciale corrente si distingue: la calce grassa, se il rendimento di grassello è superiore a 2,5 mc per tonnellata di C.; calce magra, se invece è compreso fra 2,5 e 1,5 mc per tonnellata di C.
  • Calce idraulica
    E’ ottenuta dalla cottura di calcari più o meno argillosi, cioè contenenti silice e alluminia, ha la caratteristica di far presa sia all’aria, sia sott’acqua. E’ debolmente idraulica se proveniente da calcari col 5-8% di argilla; mediocremen- te idraulica coll’8-18%; idraulica col 15-19%; ed eminentemente idraulica col 19-22%, inoltre la cottura a 1200 °C dà luogo al cemento romano o a presa rapida; 1600 °C al cemento Portland. Messe in commercio in sacchi, debbono avere peso specifico 2700-2900 kg/mc e iniziare la presa dopo 2-6 ore e terminarla, secondo la loro idraulicità, dopo 8-48 ore.
  • Calcestruzzo
    Miscuglio di malta di calce con ghiaia, o frantumi di pietre e mattoni. Il C. cementizio ha come legante malta di cemento e sabbia. Per la resistenza meccanica del C. è molto importante il rapporto acqua/cemento: il rapporto più corretto è pari a 42/100. In un metro cubo di calcestruzzo di tipo normale sono presenti, a titolo indicativo; 120-150 l di acqua, 300 kg di cemento, 0.4 mc di sabbia, 0.8 mc di ghiaia. Esiste poi il C. alveolato privo completamente di sabbia; risulta ridotto il peso specifico e la resistenza
  • Calcestruzzo a faccia vista
    Utilizzato nelle superfici degli edifici senza essere ricoperto da intonaco, ottenendo vari aspetti, anche esteticamente pregievoli, che si possono ottenere tramite varie tecniche: le cassaforme, generalmente in legno duro, ma anche in acciaio, quest’ultime per ottenere superfici notevolmente lisce e omogenee; oppure lavorare con attrezzi il getto sufficientemente indurito. A seconda dell’at- trezzo usato si ottiene la bocciardatura, la scalpellinatura, la martellinatura, ecc.
  • Calcestruzzo armato
    Il calcestruzzo armato o conglomerato cementizio armato (comunemente chiamato cemento armato) è un materiale usato per la costruzione di opere civili, costituito da calcestruzzo che è una miscela di cemento, acqua, sabbia e aggregati (cioè elementi lapidei, come la ghiaia) e barre di acciaio (armatura) annegate al suo interno ed opportunamente sagomate ed interconnesse fra di loro. Caratteristiche È un materiale utilizzato sia per la realizzazione della struttura degli edifici (ossatura portante) che di manufatti come ad esempio i muri di sostegno dei terrapieni. Come l'acciaio, anche il calcestruzzo armato può essere realizzato in stabilimento per produrre elementi prefabbricati; in genere travi e pilastri, ma è in uso anche la produzione di pannelli ed elementi con anche funzioni decorative. La produzione in stabilimento permette di avere un miglior controllo sulla qualità del calcestruzzo, ma, essendo più costosa, viene utilizzata con regolarità quando le condizioni climatiche del cantiere sono proibitive (non a caso la prefabbricazione si è sviluppata moltissimo in Russia), o quando gli elementi da produrre richiedono dei controlli rigorosi, come può essere il caso di alcune tecnologie con le quali viene realizzato il calcestruzzo armato precompresso. In cantiere, la tecnologia del calcestruzzo gettato in opera ha il vantaggio di creare meno problemi nei nodi tra gli elementi, cioè in quei punti in cui si uniscono travi e pilastri.
  • Calcinazione
    Cottura delle pietre da calce.
  • Caldana
    Sottile strato (4 –5 cm) di ghiaia minuta e malta, fatto per spianare a livello un solaio o un sottofondo, sul quale viene allettato uno strato di malta dello spessore di 1 cm e viene posto in opera il pavimento.
  • Calettare
    Unire due parti di una struttura, in genere di legno, introducendo una sporgenza su una parte e una corrispondente cavità nell’altra, così da combaciare perfettamente sia in altezza sia in larghezza.
  • Calidàrio
    Sala riscaldata nelle antiche terme romane per prendere il bagno caldo e sudare.
  • Camera a canna
    Struttura leggera usata per controsoffitti; costituita da un’armatura principale di legno appoggiata alla muratura portante. Alla struttura è fissato uno strato di sottilissime canne o reti metalliche rivestite di intonaco. La C. a canna fu molto usata nell’epoca barocca che realizzò con tale mezzo fittizio fastosissime volte decorative. Oggi tale struttura (in genere di reti metalliche) serve soltanto a rivestimento e isolamento del solaio, preferendo controsoffitti ispezionabili.
  • Camera d’aria
    Spazio vuoto ottenuto nello spessore di un muro, per isolamento termico.
  • Camera di equilibrio o campana
    Locale di lamiera di acciaio che sovrasta il camino e ne costituisce l’ingresso nelle fondazioni idrauliche; serve ad equilibrare la pressione fra l’interno del cassone e l’esterno.
  • Camino
    Impianto che permette l’accensione del fuoco all’interno di un edificio, allontanandone i prodotti della combustione. E’ costituito da un pianale rialzato, il focolare, sul quale arde la legna. Il fumo viene raccolto da una cappa, cioè dall’imboccatura della canna fumaria attravrso la quale esce all’aperto al disopra della copertura, tramite il comignolo. La dimensione della canna fumaria è calcolabile in base a 5-6 dmq per ogni 100 mq di ambiente da riscaldare. (dim. caminetto)
  • Camino dei cassoni
    Tubo di lamiera di ferro del diametro da 0,75 a 1,20 m che mette in comunicazione con l’esterno la camera di lavoro del cassone impiegato nelle fondazioni pneumatiche, e viene allungato man mano che il cassone affonda.
  • Campanile
    Costruzione elevata, a forma di torre, a pianta quadrata, circolare o poligonale che termina con un locale, detto cella campanaria, dove alloggiano le campane. Il C. a vela, forse la tipologia più antica, è una sopraelevazione del tetto delle chiese, con delle finestre nel cui vano sono collocate le campane. Celebri campanili sono: quello di Giotto a Firenze, quello Pendente di Pisa, la Ghirlandina di Modena. (anche torre campanaria)
  • Campata
    Distanza tra i due sostegni di una trave, di un arco, di due pali elettrici del telegrafo, ecc. La C. di una cattedrale è formata da quattro robusti pilastri che sorreggono un soffitto a volta, una serie di campate costituisce la navata.
  • Campigiana
    Laterizio più grande di un ordinario mattone ma con piccolo spessore impiegato per coprire pavimenti soprattutto di terrazzi
  • Canalatura
    Incavo che si trova sotto il gocciolatoio di una cornice, per impedire all’acqua piovana di scorrere lungo il muro.
  • Canale
    Il solco che è formato dalla scanalatura delle colonne.
  • Canale di gronda
    L’acqua meteorica proveniente dalle falde della copertura a tetto (dalle linee di compluvio e displuvio per le coperture piane) è convogliata verso i centri di raccolta, bocchettoni, per essere da questi incanalata negli elementi orizzontali, con pendenza da 0,2 a 5%, detti appunto canali di gronda, e poi nella rete fognante mediante gli elementi verticali, pluviali. I canali di gronda sono realizzati in lamiera di ferro zincata o in fibrocemento o in PVC o in rame, in acciaio inossidabile, o in alluminio; di sezione semicircolare, rettangolare o trapezia. Possono essere lasciati a vista o incassati in una cornice di calcestruzzo. (anche grondaia)
  • Canastro
    Difetto del legname, in particolare di conifere, consistente nell’indurimento e arrossamento del legno del tronco, nella zona dove esso è meno protetto dal vento. Dà luogo a imbarcamento, a contorcimento della fibra, ecc.
  • Canèfora
    Fanciulla, dell’antica Grecia, che portava sul capo canestri con oggetti di culto, tale figura è ripresa nella pittura, nella scultura, ma soprattutto nell’architettura come elemento verticale portante simile alla cariatide.
  • Cannello
    Specie di bastoncino che riempie le scanalature di alcune colonne.
  • Cantèrio
    Trave maestra o bordonale.
  • Cantina
    Luogo di un edificio completamente o parzialmente interrato, adibito alla conservazione del vino. Caratteristica essenziale è la sua temperatura; che deve essere costantemente fresca, ma asciutta, per questo avrà un buon isolamento dal terreno sottostante e nella copertura, se non inserito in un edificio a più piani.
  • Cantinella
    Elemento di legno dolce, di norma d’abete, a sezione rettangolare. Di dimensioni variabili a seconda delle regioni: - Belluno lunghezza m 4, sezione da 15x30 a 40x40 mm - Bolzano lunghezza da 2 a 4 m, sezione da 25x40 a 35x50 mm - Genova lunghezza da 3 a 8 m, sezione 35x40; 40x60 mm - Trieste lunghezza 4 m, sezione 20x20; 40x40 mm - Valtellina lunghezza da 2 m e oltre, sezione 25x40; 30x50 mm
  • Canto
    Angolo fatto da due muri che si incontrano, sia dalla parte esterna sia dalla parte interna. Quello della parte esterna si chiama più propriamente cantone.
  • Cantonale
    Ferro profilato ad L, detto anche angolare
  • Caolinite
    Minerale di colore bianco o tinte diverse se impuro: silicato idrato di alluminio. Costituito essenzialmente da caolino e di molte altre argille. Di solito si presenta in masse squamose poco coerenti o terrose, rarissimo invece in cristalli.
  • Capitello
    Parte terminale di una struttura di sostegno ad andamento verticale (colonna o pilastro) a contatto con la sovrastante struttura di regola a sviluppo orizzontale. Ha larghissima varietà di forme in tutte le architetture del passato, si possono tuttavia distinguere fra le parti che lo costituiscono: l’echino, elemento soggetto a modificazioni in base alle diverse forme di decorazione, e l’abaco che lo sovrasta. Nell’architettura greca troviamo - il C. dorico, con abaco quadrato ed echino a cuscinetto curvo - il C. ionoco, caratterizzato dalle volute laterali dell’echino - il C. corinzio, con un calato ornato di foglie di acanto e volute angolari. Da questi derivano il C. composito, il C. romanico, il C. bizantino, il C. gotico, ecc. (l’elenco qui riportato delle diverse tipologie non è assolutamente esaustivo e richiede maggiori approfondimenti).
  • Cappa
    Strato di materiale impermeabile steso su una struttura muraria per impedire eventuali infiltrazioni d’acqua, in genere costituito da asfalto o da pastina di cemento. La C. è soprattutto usata nell’estradosso delle volte; quando queste sono in muratura la C. è costituita da uno strato di malta idraulica ricca di legante, si utilizza l’asfalto solo quando l’impermeabilità deve essere garantita in modo assoluto.
  • Cappella
    Piccolo edificio adibito a culto, isolato o incorporato in un edificio più grande (chiesa, palazzo, castello, ecc.), può essere anche un settore o una rientranza della chiesa. Celebri: la Sistina a Roma, le Medicee in S. Lorenzo a Firenze, degli Scrovegni a Padova.
  • Cappotto (isolamento a)
    Si utilizza se l’intonaco non può aderire direttamente al supporto oppure quando si preferisce lasciare uno strato di microventilazione fra intonaco e supporto; tra questi ultimi due strati si inseriscono reti di armatura.
  • Capra
    Sostegno fornito di piedi: in legno, usato da muratori e imbianchini formato da una traversa con due gambe a V rovescio. In legno o in ferro, per carichi piuttosto grandi, formata da tre travi disposte a piramide e unite da una legatura al vertice, dove è attaccato un apparecchio di sollevamento: paranco, carrucola di rinvio di un verricello, ecc. (anche cavalletto)
  • Capriata
    Struttura reticolare in legno o ferro o calcestruzzo armato che sostiene la copertura a falde inclinate. "La C. palladiana è il tipo più semplice, le sue parti principali sono: i puntoni, le due travi di falda; la catena, asta orizzontale che contrasta la spinta laterale dei puntoni; il monaco, trave verticale alla cui testa vengono incastrati i puntoni; i saettoni o contraffissi, che collegano i puntoni di falda con l’estremita bassa del monaco. Realizzata in legno (catena e monaco possono essere in tondino di ferro) s’impiega per luci comprese fra m 7 e m 15." "La C. belga è una struttura reticolare, con briglia inferiore orizzontale oppure poligonale rialzata; in ferro s’impiega per luci comprese fra m 20 e m 40." m"La C. Polonceau, detta anche alla francese, è costituita sostanzialmente da due travi reticolari, ad uno o tre contraffissi, rese solidali per mezzo di un tirante; quando è in metallo i contraffissi sono in ghisa, gli altri elementi in profilato di ferro. In metallo ad un contraffisso s’impiega per luci comprese fra m 12 e m 16; a tre contraffissi s’impiega per luci comprese fra 20 m e 30 m.
  • Carabottino
    Nella costruzione navale significa: graticolato, formato di strisce di legno connesse al medesimo livello fra loro, impiegato per coprire il pavimento in zone dove si raccoglie acqua (ponti, sentine). Ormai si intende con tale termine la disposizione di elementi di qualsiasi materiale che formano una griglia a maglia quadrata. Esempi sono: l’intelaiatura interna di una porta in legno tamburata; elementi (di legno, alluminio, ecc.) che costituiscono una grata frangisole.
  • Cariatide
    Statua femminile utilizzata al posto di una colonna o pilastro, che sostiene le sovrastanti membrature architettoniche (architrave). Simili sono gli atlanti, i talamoni, le canefore.
  • Carota
    Campione di roccia, di forma cilindrica e di varie dimensioni, che si stacca dalla massa originaria mediante le operazioni di carotaggio.
  • Carpenteria
    È il complesso delle opere di strutture portanti in calcestruzzo armato di un edificio. Nei progetti esecutivi, i disegni di C. mostrano, con idonee rappresentazioni e dimensionamenti, tutti gli elementi strutturali: pilastri, travi, solai, ecc. (con la posizione, e dimensione di tutti i “ferri” dell’armatura, ecc.).
  • Cartonfeltro bituminato
    Materiale di impermeabilizzazione, costituito da uno strato di fogli di amianto, o vetro, o juta, o cotone, impregnati fino a saturazione di bitume. Può essere utilizzato a più strati, usato generalmente per le coperture piane.
  • Cartongesso
    Pannelli formati da gesso in lastre rivestite, sulle due facce, da fogli di cartone; usati per realizzare pareti divisorie e tramezzi, lo spessore varia da 10 a 25 mm.
  • Casa
    Complesso di ambienti, riuniti in un organismo architettonico rispondente alle esigenze necessarie alla vita domestica dei suoi abitatori. Se isolata ed utilizzata da una sola famiglia si dice C. unifamiliare. - Case a schiera: serie di case unifamiliari, generalmente da uno a un massimo di tre piani, disposte una dopo l’altra con un lato, cieco, in comue, e le aperture solo su i due fronti opposti. - Case in linea: edificio composto da più appartamenti, anche di “taglio” diverso, disposti su più livelli, serviti da una scala comune,tale sistema si ripete creando uno sviluppo orizzontale nella definizione del volume. - Case a torre: edificio caratterizzato dalla preminenza dello sviluppo verticale nella definizione del volume, dall’isolamento del fabbricato su tutti i fronti, dalla ripetizione del piano, con la distibuzione degli alloggi, per un numero variabile di volte, e da un elemento di collegamento verticale e di distribuzione ai piani.
  • Cascame
    Residui, in particelle più o meno grandi, utilizzabili che provengono dalla lavorazione di un altro prodotto (legno, fibre tessili, carta, ecc.).
  • Cassaforma a perdere
    Quando è impossibile il recupero della cassaforma dopo la presa del calcestruzzo, ad esempio nel caso di una soletta posta molto vicina alla superficie del terreno.
  • Cassero
    Cassa di legno, o acciaio, o alluminio, o plastica, o altro materiale, che riproduce esattamente la forma delle strutture (portanti o di rivestimento) da eseguire in calcestruzzo, armato o no. L’armatura, se presente, viene posta nella cassa prima del getto di calcestruzzo. (anche cassaforma)
  • Cassettoni
    Incavi di forma geometrica ricavati nei soffitti piani o nelle volte in muratura a scopo decorativo. In origine tale sistema veniva a formarsi naturalmente dall’incrocio delle travi di un soffitto. Già nell’architettura greca i cassettoni avevano funzioni estetiche oltre che decorative. Finti si dicono i C. solo dipinti. (anche lacunari)
  • Cassone
    Cassaforma con o senza fondo utilizzata nelle fondazioni in presenza di acqua; aperta sul lato alto per consentire il riempimento finale. Viene appoggiata sul terreno di fondazione, oppure penetra in esso, in questo caso è sprovvisto di fondo e se ne rende tagliente il bordo inferiore. (anche cassero)
  • Castello
    Edificio fortificato, cinto di mura con torri e bastioni per dimora e difesa dei proprietari terrieri e dei signori feudali. Anche borgo chiuso da mura e per lo più situato su un’altura.
  • Catacomba
    Cimitero sotterraneo a inumazione dei primi cristiani, deriva dalla denominazione topografica ad catacumbas, perché il primo sorse in un avvallamento naturale del terreno sulla Via Appia presso la basilica di S. Sebastiano. Consisteva in una rete di gallerie o ambulacri, in più ordini o piani, che ricevevano luce da pozzi detti lucernari. Lungo le gallerie si aprivano cubicoli e cripte; in alcune erano deposte le salme dei pontefici e martiri, le altre destinate a cerimonie liturgiche. Nelle pareti delle gallerie erano ricavati i loculi o loci per i feretri.
  • Catena
    Barra di ferro, usata per consolidamento statico posta a contrasto tra muri opposti. Frequenti le C. in ferro nei porticati a volta sostenuti da colonne, dei sec. 15° e 16°. Anche una delle parti della capriata, sottoposta a sollecitazione di trazione detta anche tirante.
  • Catino
    Semicalotta che copre e chiude superiormente absidi e nicchie.
  • Catogeo
    Termine antico che indica sia il pianterreno delle case sia i sotterranei dove si conservano in fresco gli alimenti. Per analogia anche i cimiteri sotto terra e i templi scavati nella roccia come in Egitto e in India.
  • Catrame
    Prodotto bituminoso, viscoso o liquido derivante dalla distillazione dei carboni fossili fuori dal contatto dell’aria nelle officine del gas e nelle cokerie. Esistono diversi tipi in base al carbone utilizzato: C. di lignite, C. di litantrace, C. di scisto, C. di torba, ecc.
  • Cattedra
    Seggio collocato in alto rivestito, in genere, da un baldacchino dove stanno il Pontefice, o i Vescovi durante le funzioni.
  • Cattedrale
    Chiesa principale della diocesi dove si trova la cattedra. Celebri quelle gotiche, soprattutto in Francia, quali: la C. di Meaux, la C. di Reims, la C. di Laon, la C. di Notre-Dame a Parigi, la C. di Chartres; ma anche in Inghilterra con la C. di Canterbury, ecc. Caratterizzate tutte da un forte sviluppo verticale, dalla loro straordinaria lunghezza, e dall’introduzione delle volte a crociera d’ogive.
  • Caucciù
    Sostanza estratta da un albero del Brasile, che costituisce l’elemento essenziale della gomma elastica. In genere si intende con tale termine una vasta gamma di tipi di gomma naturale.
  • Càvea
    Negli antichi teatri e anfiteatri era la parte dove stavano gli spettatori, fatta a gradini; sfruttando il declivio naturale del terreno oppure sorretti da impalcature.
  • Cavedio
    Nella casa romana era il cortile scoperto, oggi è uno spazio, all’interno di un edificio, di dimensioni trasversali molto ridotte, ma alto quanto tutto il fabbricato destinato ad arieggiare, talvolta ad illuminare scale, corridoi e bagni; in genere destinato a contenere le canalizzazioni (acqua, elettricità, condizionamento, canne fumarie, canne di ventilazione, ecc.), a seconda delle dimensioni dell’edificio il C. dovrà essere ispezionabile dagli addetti.
  • Cavetto
    Modanatura formata da un quarto di circonferenza. (anche guscio, sguscio)
  • Caviglia
    Grossa vite a legno per il fissaggio delle rotaie a suola alle traverse di legno.
  • Cella
    Parte del tempio classico chiusa da muri, dove era posta la statua del nume; spesso suddivisa in tre navate da file di colonne, anche su due ordini sovrapposti; v. ipetrale. (anche naos)
  • Cella solare
    Dispositivo che utilizza semiconduttori i quali, esposti alla radiazione solare, generano corrente elettrica.
  • Cembra
    Vedi Apòfige.
  • Cementite
    Vernice opaca, a forte pigmentazione, adatta per legno, muri e metalli. Costituita da una miscela di olio di lino crudo, olio polimerizzato e resina esterificata, in genere di colore bianco.
  • Cemento adesivo
    Presenza nell’impasto di malta adesiva, per la presenza di caseina in grande proporzione rispetto a cemento, cariche ed additivi. Adatto per l’incollaggio di elementi ceramici di dimensioni fino a circa 20x20 cm.
  • Cemento alluminoso o fuso
    Ottenuto dalla calcinazione spinta di una mescolanza molto omgenea di calcare e bauxite; il processo di presa è molto lento, ma di rapido indurimento. Resistenza a compressione: dopo 3 giorni 325 kg/cmq; dopo 28 giorni 525 kg/cmq.
  • Cemento armato precompresso
    Lavorazione del cemento armato che permette di sfruttare adeguatamente le elevatissime qualità meccaniche di alcuni acciai speciali; attraverso la compressione preventiva del conglomerato, ottenuta per mezzo di vari sistemi: a fili aderenti, l’armatura viene pre tesa prima del getto di calcestruzzo, a fili scorrevoli, l’armatura, priva di tensione e protetta da una guaina, viene tesa dopo il getto di calcestruzzo. Si ottiene quindi un nuovo materiale che sotto l’azione di carichi esterni reagisce diversamente dal cemento armato comune, diversità che si manifesta attraverso la partecipazione di tutta la sezione (ad es. nella trave) che reagisce interamente alla sollecitazione di compressione, e lo sfruttamento completo dell’alta capacità di resistenza alla trazione dell’acciaio.
  • Cemento d’altoforno
    Ottenuto con la macinazione, senza aggiunta di materiali inerti, mescolando il clinker puro di cemento e scorie basiche d’altoforno a coke sotto forma di sabbia vetrificata, derivanti dalla produzione di ghisa.
  • Cemento normale o Portland
    Brevettato nel 1824 con il nome di Portland perché, una volta impastato con acqua e indurito, è molto somigliante alla pietra da costruzione che si ritrova nell’isola di Portland. Ottenuto dalla cottura (a circa 1400°C) di marne naturali o mescolando calcare e materia argillosa e successiva macinazione del prodotto di cottura senza aggiunta di materiale inerte. Il cemento, impastato con acqua, offre un’ottima resistenza alla compressione (dopo 7 giorni: 175 kg/cmq; dopo 28 giorni: 325 kg/cmq); fa presa tanto all’aria che in presenza di acqua.
  • Cemento pozzolanico
    Ottenuto dalla macinazione, senza aggiunta di materie inerti, mescolando clinker puro di cemento e pozzolana.
  • Cemento-amianto
    Conosciuto principalmente con il nome commerciale di Eternit. Composto di una pasta di acqua, cemento idraulico a lenta presa e fibre di amianto che, attraverso lavorazione, viene ridotta in fogli. Questi, allo stato umido, possono essere foggiati in varie forme oppure sovrapposti a formare un maggiore spessore. Ha caratteristiche di ottima elasticità e resistenza alla trazione e alla flessione, ed agli agenti atmosferici; per questo, utilizzato per lastre di copertura di ogni tipo, serbatoi, tubazioni, ecc. Ne è escluso l’uso in ambienti abitati dall’uomo a causa degli effetti dannosi sulla salute provocati dalle fibre di amianto.
  • Cenacolo
    Vedi Triclinio.
  • Cenotàfio
    Tomba vuota. Monumento sepolcrale in onore di illustri defunti senza che la salma del defunto stesso vi sia sepolta. Esempio di C. è la tomba di Dante in S. Croce a Firenze.
  • Cèntina
    Struttura provvisoria di legno o di tubi di acciaio a sostegno degli archi e delle volte durante la costruzione, formata da due parti: la centinatura o incavallatura, con lo scopo di sostenere il carico, costituendo l’ossatura della C.; e il manto o dossale che dà la forma alla volta o all’arco.
  • Certosa
    Monastero di certosini (dalla Grande Chartreuse vicino a Grenoble, convento di S. Brunone, X sec.) caratterizzato da due chiostri contigui alla chiesa, intorno ai quali sorgevano le celle uguali fra loro e isolate. Le più famose in Italia sono: la C. di Pavia, la C. di Bologna (fondata nel 1334), la C. di Chiaravalle (1135), ecc.
  • Chiave (disposizione in)
    Nella muratura di mattoni indica la disposizione dei mattoni stessi con il lato lungo normale alla fronte del muro. Anche elemento costruttivo di ferro che si dispone orizzontalmente secondo la corda di un arco, ancorandolo con le murature che lo fiancheggiano per contrastare le spinte dell’arco sui piedritti.
  • Chiave di volta
    Elemento dell’arco; concio, posto alla sommità dell’arco o della volta. Se l’arco o la volta è costruita con struttura laterizia o a getto, e la C. non è elemento ben definito, si intende solo il punto centrale e più alto della volta. (anche serraglia o cuneo)
  • Chiesa
    Edificio dedicato al culto cristiano, dove i fedeli convengono per la preghiera e per assistere alle sacre funzioni. Essenzialmente le tipologie sono due: la basilica e lo schema della pianta centrale. Può considerarsi un fenomeno di compenetrazione tra i due schemi l’innesto della cupola sull’edificio basilicale. Dallo schema basilicale, fin dal IV sec., derivano la pianta a croce latina, con lo sviluppo del transetto (navata trasversale); e la pianta a croce greca, quando i bracci del transetto acquistano la lunghezza pari a quelli della navata longitudinale; v. navata, transetto, cappella, presbiterio, coro, sagrestia, pulpito, cattedra, matroneo; anche Basilica, Cattedrale, Duomo, Battistero, Certosa.
  • Chiosco
    Padiglione di forma rotonda o poligonale, formato di colonnine che sostengono una cupola, come luogo di riposo in giardini o terrazze. Oggi anche piccolo edificio, talora di carattere e materiali provvisori, per vendita di cose minute.
  • Chiostrina
    Piccolo cortile interno destinato generalmente ad arieggiare ed illuminare scale ed ambienti di servizio.
  • Chiostro
    Cortile interno di un monastero: collega la chiesa con i vari fabbricati monastici, cinto da porticati ed è spesso a due piani, nell’interno del C. si trova di regola il pozzo, talora entro un’edicola addossata ad un lato o al centro, e in alcuni casi, come nelle certose, il cimitero dei monaci. Celebri quelli di S. Paolo e S. Giovanni in Roma, del duomo di Monreale, della Certosa di Pavia, di S. M. delle Grazie in Milano.
  • Cibòrio
    Piccolo tabernacolo posto sopra l’altare per custodirvi l’Eucarestia.
  • Ciclòpico
    Struttura muraria composta di grandi blocchi collocati in opera senza regolarità. Esempi le mura di Micene in Grecia, di Ferentino nel Lazio, ecc. (anche pelàsgico)
  • Cicogna
    Ferro inchiodato o murato al canale di gronda e che ne fa il sostegno; ha una forma semicircolare.
  • Cimasa
    Qualunque modanatura curva e sporgente. In genere si intende l’insieme di modanature a coronamento di un elemento architettonico, quale un piedistallo, una mensola, ecc.
  • Cìmbia
    Vedi Apòfige.
  • Ciottolo
    Sasso di fiume che la corrente ha arrotondato e levigato.
  • Circo
    Edificio scoperto la cui pianta era simile a quella dell’ippodromo greco: destinato alle corse dei carri e ai pubblici giochi. Caratteristica la pianta allungata con i lati brevi semicircolari, gli altri due rettilinei. Sue parti: l’arena, dove si svolgevano le corse e i giochi, sulla quale erano posti obelischi e ornamenti vari per contare i giri; le mete, poste alle estremità dei lati brevi dell’arena; le gradinate, per assistere alle rappresentazioni; carceres le porte delle rimesse dei carri e degli animali collocate ad un’estremità dell’arena.
  • Cistercense
    Costruzione, in genere abbazia, eretta dalla comunità religiosa dei Cistercensi, di cui fu divulgatore S. Bernardo; diffusero le tradizioni costruttive e le forme architettoniche sviluppatesi in Francia nel sec. XII. Tanto che l’introduzione in Italia dell’architettura gotica si attibuì proprio a tale ordine. Gli edifici cistercensi, in contrapposizione a quelli dei cluniacensi, conservano sempre un carattere austero. Esempi in Francia sono le abbazie di Clairvaux (fond. 1135 circa) e di Pontigny, in Italia ricordiamo: Fossanova, Casamari e S. Galgano. (anche cisterciense)
  • Cisterna
    Serbatoio sotterraneo per conservare l’acqua piovana. Realizzato per lo più in muratura; provvisto di filtri depuratori sui condotti di adduzione e valvole per lo scarico periodico (spurgo). L’attingimento va fatto esclusivamente per mezzo di pompe.
  • Città giardino
    Complesso urbanistico composto da edifici di limitato volume e distribuiti entro aree libere, secondo indici prestabiliti che tendono ad una bassa densità abitativa e carattere largamente estensivo. Questo tipo di urbanizzazione è applicabile nei quartieri periferici delle grandi città, costituendone il completamento.
  • Classe di consumo energetico
    La classe di consumo energetico (detta anche classe di efficienza energetica). è una suddivisione della scala di consumi normata dall'Unione europea. Essa indica appunto i consumi annuali espressi in kWh tramite lettere dalla A+++ alla G. Le fasce di consumo corrispondenti a una classe variano a seconda del tipo di apparecchio, elettrodomestico o modulo abitativo.
  • Cloàca
    Condotto sotterraneo costruito allo scopo di portare ad un fiume o direttamente al mare i rifiuti dell’abitato e le acque piovane. Costruite già nei tempi antichi in Mesopotania.Grandioso esempio la C. Massima di Roma costruita nell’epoca dei Re; in grossi blocchi di pietra uniti a secco per evitare la corrosione dell’acqua.
  • Coccio pesto o macinato
    Tipo di intonaco ottenuto impastando calce e granuli provenienti dalla macinazione di elementi in laterizio.
  • Còclea
    Porta nell’anfiteatro da cui entravano le belve nell’arena. Il sistema delle scale a chiocciola.
  • Coda di rondine
    Incastro che congiunge due pezzi di legno; uno dei due ha un prolungamento a sezione trapezoidale con la base maggiore verso l’esterno, l’altro in corrispondenza ha un incavo a forma del pezzo compagno. Ha notevole resistenza anche a sforzi di trazione.
  • Coibenza
    Capacità di un corpo di essere cattivo conduttore di calore e di elettricità.
  • Collarino
    Elemento formato da un tondino ed un listello posto fra il termine superiore del fusto della colonna e il capitello.
  • Colmareccio
    La trave di colmo, parallela agli arcarecci, di una copertura a due spioventi.
  • Colonna
    Elemento verticale, di sezione circolare, che ha la funzione di sostenere strutture sovrastanti quali muro, solaio, tetto, arco, volta, o adoperato solo in funzione decorativa. La C. è formata da base, fusto e capitello. In Grecia la C. nei tre ordini, dorico, ionco e corinzio; è scanalata, rastremata più o meno verso l’alto, priva di base nell’ordine dorico, e un rigonfiamento (entasi) più o meno leggero. Il fusto della colonna può essere liscio (C. toscana) o scanalato. Fuori dagli stili classici abbiamo fusti di colonne con una vastissima varietà di forme: rudentate, con scanalature riempite in parte da bastoncini; tortili, ossia a spirale; fogliate, intagliate a fogliame disposto a scaglie; bugnate, ecc.; (v. capitello).
  • Coltello (muro a)
    Muro di mattoni messi uno sull’altro nel senso dello spessore. (anche coltellato o muro in foglio)
  • Comignolo
    La parte terminale della canna fumaria del camino (vedi), che sporge al di sopra della copertura dell’edificio. Anche linea di colmo: la parte più alta del tetto dove si incontrano gli spioventi.
  • Commessura
    Il luogo dove due elementi, due parti, due lastre e simili, sono uniti insieme. (anche commettitura)
  • Commettitura
    Vedi Commessura.
  • Compensato (legno)
    Pannello ottenuto da fogli assai sottili (3 o più) di legname detti piallacci o sfogliati, che vengono disposti in modo alternato con le fibre incrociate e vengono poi incollati e sottoposti a forti pressioni. Il C. di legno è abbastanza flessibile e assai resistente. Lo spessore varia da 3 a 4 mm fino a 25 mm e oltre, le dimensioni del pannello in genere sono di 240 x 120 cm.
  • Compluvio
    Linea o punto dove confluiscono le acque piovane raccolte dalle falde sia inclinate a tetto, sia piane (v. displuvio). Nell’antica casa romana con tale termine si indicava l’apertura quadrata o rettangolare, praticata nel tetto dell’atrio dalla quale l’acqua piovana cadeva nella vasca sottostante, detta impluvio.
  • Composito
    Ordine classico, di origine latina, derivato dalla fusione degli elementi dell’ordine corinzio con quelli dell’ordine ionico.
  • Concio
    Blocco di pietra lavorato per essere messo in opera. Secondo il suo utilizzo il C. prende nomi diversi: cuneo negli archi, tamburo o rocchio nelle colonne, bozza o bugna nelle strutture rustiche (elementi sporgenti nella faccia a vista). Anche i monoliti in cui sono suddivisi i grandi getti di calcestruzzo. In genere la lavorazione dei conci si chiama apparecchio ma può assumere nomi più specifici: sbozzatura a punta grossa, lavorazione a punta fina, martellinatura semplice o doppia.
  • Condensa
    Acqua allo stato liquido che si deposita su una superficie perché non può più rimanere nell’aria allo stato di vapore, per un abbassamento di temperatura. E' per questo che si manifesta, all’interno di un ambiente, sulle superfici più fredde (vetrate, infissi metallici, ponti termici, ecc.). In edilizia si usano diversi apparecchi che prendono il nome di condensatori ne citiamo i principali Condensatore di vapore Ha la funzione di ritrasformare in acqua il vapore di scarico di macchine motrici o apparecchi diversi, e di creare un ambiente chiuso a pressione notevolmente inferiore a quella atmosferica, quindi a temperatura più bassa di quella corrispondente alla condensazione a tale pressione. Condizionatori autonomi Impianto monoblocco che effettua il condizionamento dell’aria in un ambiente chiuso, installato in prossimità di aperture verso l’esterno (finestre), consente di climatizzare l’ambiente mediante il trattamento dell’aria aspirata dall’esterno o il ricircolo, attraverso operazioni di purificazione e climatizzazione, di quella interna.
  • Condensazione
    La condensazione (anche detta liquefazione) è la transizione di stato dalla fase aeriforme alla fase liquida di una sostanza. Tale trasformazione si può eseguire: - a temperatura costante per compressione (se la temperatura dell'aeriforme è inferiore a quella critica) - per raffreddamento con una fonte esterna; - per espansione adiabatica. Più precisamente il passaggio di stato da aerifome a liquido viene detto liquefazione quando si tratta di un gas e condensazione quando si tratta di un vapore. Liquefazione e condensazione possono avvenire per abbassamento della temperatura della sostanza aeriforme, a pressione costante, o per compressione, a temperatura costante. Se si diminuisce la temperatura di un aeriforme (sottraendo calore alla sostanza), si raggiunge una temperatura pari alla temperatura di ebollizione della medesima sostanza allo stato liquido), caratteristica di ogni aeriforme, alla quale ha inizio il processo di liquefazione o di condensazione. Durante tutto il processo, ovvero fino a che tutto l'aeriforme non si è trasformato in liquido, la temperatura rimane costante. Il calore ceduto all'ambiente durante la liquefazione o la condensazione (da una massa unitaria di sostanza) è detto calore latente di liquefazione o di condensazione, ed è pari al calore latente di vaporizzazione (immagazzinato nella sostanza nel processo di vaporizzazione).
  • Confessione
    Sacello che si trova entro o sotto l’altare contenente il corpo di un santo.
  • Conglomerato
    Vedi Calcestruzzo.
  • Conifera
    Specie di piante legnose. Il fusto generalmente diritto può raggiungere altezze anche di 65 m in certi abeti, e 110 m per la sequoia gigante. Le foglie in genere sono aghiformi.
  • Connessione
    L’unione, fra due elementi di legno, che non sia nel senso della lunghezza.
  • Contraffisso
    Trave della capriata (vedi) collocata fra metà circa del puntone e l’estremità inferiore del monaco. In genere trave di un’incavallatura (centina) che ne riduce la luce libera di inflessione, e ne consente l’applicazione di carichi concentrati.
  • Contrafforte
    Elemento di rinforzo sul fronte esterno od interno di una struttura muraria per aumentare la resistenza all’azione di forze orizzontali (spinte) che la sottopongono al pericolo di ribaltamento. Esempio è, nella costruzione di cupole, l’azione di opporre resistenza alla spinta del volto specilmente sulla linea di imposta. Acquista preminente valore compositivo e stilistico nell’architettura gotica, sotto forma di pilone collegato, mediante arco rampante, alla struttura di sostegno della volta. (anche sperone)
  • Controsoffitto
    Struttura di tipo leggero, appesa all’intradosso del solaio (soffitto) mediante sospensioni pendini, che formano la struttura di sostegno (legno o metallo) completata da una schermatura di vario genere; che può essere continua e chiusa, realizzata in opera con intonaco disteso su rete metallica, oppure discontinua, costituita da elementi amovibili in legno, gesso, materiali metallici (a superficie compatta, o a griglia, o a doghe, ecc.). Il C. ha la funzione di isolamento termoacustico, mascheramento di travature ed impianti in genere, e, molto spesso, di alloggiamento dei corpi illuminanti.
  • Controtelaio
    Struttura a cui viene fissato il telaio di porte da interni, che in genere non è in vista ed ancorato direttamente al tramezzo in muratura.
  • Controventi
    Elementi di strutture, in genere di acciaio, composti da aste che hanno il compito di irrigidire la struttura stessa, rendendola atta a resistere a sforzi agenti secondo una giacitura orizzontale (es. l’azione del vento).
  • Convento
    Luogo dove abitano in comune religiosi o religiose di voti solenni, soggetto a clausura. Usato spesso come sinonimo di monastero o cenobio. Elementi essenziali sono: il muro di cinta, la chiesa, il chiostro, il refettorio, la sala capitolare e la biblioteca; v. Abbazia, Certosa, Chiostro.
  • Conversa
    Elemento metallico (lamiera di ferro zincato, di zinco, di piombo) o in PVC utilizzato a raccogliere l’acqua nei compluvi e ad assicurare l’impermeabilità in punti peculiari come attraversamenti di comignoli, intersezioni con muri, ecc.
  • Copertura a shed
    Costituita da due ordini di falde divesamente inclinati e con lunghe vetrate su uno di essi per conseguire la maggiore e più uniforme illuminazione; (v. tetto).
  • Copertura sospesa
    Strutturata secondo una singola o doppia orditura di cavi di acciaio, resistente a sollecitazioni di trazione; che trasmettono i carichi agenti sulla struttura alle fondazioni.
  • Coppella
    Mantello di agglomerato di sughero che negli impianti idraulici copre le tubazioni di acqua fredda, preventivamente bitumate, per evitare l’inconveniente del trasudo; (v. condensa).
  • Coppiglia
    Perno, formato da una barretta di metallo ripiegata su se stessa, che viene introdotto nei fori e poi fermato divaricando la parte sporgente. (anche copiglia)
  • Coppo
    Tegola in terracotta, curva, leggermente conica; utilizzata per coperture di tetti disponendole a file alternate con la concavità verso l’alto e verso il basso. Ha lunghezza da 30 a 40 cm; v. embrice. (anche canale)
  • Copriferro
    Nelle costruzioni in calcestruzzo armato è lo spessore che separa l’armatura dalla superficie esterna del getto. Nel caso di setti, pareti e solette almeno 0.8 cm, nel caso di travi e pilastri almeno 2 cm, in presenza di salsedine marina e in ambiente comunque aggressivo le dimensioni riportate vanno aumentate rispettivamente a 2 cm ed a 4 cm.
  • Cor-Ten
    Lega di acciaio, fosforo, rame, cromo, manganese. Ha ottime caratteristiche maccaniche. Viene fornito in lamiere, anche sottili, in barre, in profilati. L’acciaio Cor-Ten, in genere è utilizzato per rivestimenti esterni; durante l’esposizione, allo stato non pitturato, si riveste di una patina uniforme e resistente, di colorazione bruna, variabile di tonalità con gli anni e secondo l’ambiente esterno, è necessaio prevedere una messa in opera che impedisca il ristagno prolungato (acqua piovana o di condensa).
  • Cora
    Vedi Cariatide.
  • Corda
    Distanza fra i due piedritti dell’arco (anche luce).
  • Cordolo
    Elemento di calcestruzzo semplice o debolmente armato, ad andamento orizzontale, che si inserisce in una muratura in corrispondenza del piano di imposta dei solai, per ripartire su di essa i carichi verticali provenienti da altri elementi strutturali (solai, scale, ecc.).
  • Cordonata
    Strada inclinata interrotta ad intervalli regolari da gradini in pietra o laterizio con pedata molto larga e leggermente inclinata, e alzata piccolissima. Fu detta anche rampa bramantesca per l’uso che ne fece Bramante. Celebre è la C. dell’accesso principale al Campidoglio.
  • Corìnzio
    Ordine classico caratterizzato principalmente dal capitello circondato da foglie di acanto, e proporzioni in altezza più sviluppate rispetto all’odine dorico e ionico.
  • Cornice
    Membratura composta di varie modanature parallele, variamente sagomate e aggettanti l’una su l’altra. Possono corrispondere a caratteristiche costruttive dell’edificio o essere soltanto elemento di composizione e decoro. Negli stili classici la C. è una delle parti della trabeazione, si sovrappone al fregio, ed è composta da sopracornice e sottocornice. Altre parti sono lo spiovente e il gocciolatoio.
  • Cornicione
    Coronamento, quasi sempre sporgente, dell’edificio. Nell’architettura moderna il C. è scomparso o ha preso forme schematiche di semplice gronda piana in aggetto.
  • Corno
    L’angolo sporgente dell’abaco nel capitello ionico e corinzio.
  • Coro
    Parte della chiesa dove il clero si raduna per cantare gli uffici religiosi. Nelle prime basiliche cristiane (es. Basilica Costantiniana) era collocato dinanzi all’altare, con l’architettura romanica, ma specialmente con quella gotica, trova nuova collocazione: dietro l’altare maggiore, nella parte terminale della chiesa (v. abside). Ne è parte integrante l’insieme dei sedili per i cantori, stalli lignei, che spesso raggiungono altissimo livello compositivo, e prendono essi stessi il nome di coro. Celebri sono quelli, in Italia, del Duomo d’Orvieto (sec. 14°), del Duomo di Siena (1363-97), di S. Francesco ad Assisi (sec. 15°), della Certosa di Pavia (sec. 16°), ecc.; all’estero: quelli del Duomo di Ulma (sec. 15°), del Duomo di Siviglia (sec. 15°), ecc.
  • Corrente
    Qualsiasi elemento costruttivo, di forma allungata e messo in opera in posizione orizzontale, utilizzato per migliorare il comportamento statico delle varie parti della costruzione. Ad esempio i travicelli che poggiano sulle travi principali, corsi di pietra, catene e legamenti di legno. Si chiamano correntini o listelli pezzi di legno segati, dalla lunghezza variabile (da 2 a 4 m), e sezione da 15x30 mm a 40x40 mm.
  • Corso
    Serie di mattoni o di conci allineati su uno stesso piano orizzontale in una struttura muraria. (anche filare)
  • Corte
    Spazio scoperto entro il perimetro di un fabbricato, per dar luce o aria alle stanze che vi si affacciano. Anche residenza di un sovrano (règgia).
  • Cortina
    Rivestimento di murature, portanti o di tamponamento, formato da materiale in laterizio a faccia vista. Gli elementi costituenti vengono comunemante chiamati “mattoncini”; mattoni pieni e stretti, posteriormante possono avere scanalature che facilitano la presa della malta.
  • Coscia
    Sostegno laterale di un muro, di un ponte e simili. Si dice cosciale la trave di sostegno di una scala.
  • Costipare
    Operazione che si compie per migliorare le condizioni di un terreno torboso o melmoso nel quale debbano essere costruite le fondazioni di un edificio; attraverso battitura con magli, in modo da aprire dei piccoli pozzi che si riempiono con materiale solido, o mediante l’introduzione nel terreno di pali di legno o calcestruzzo semplice o armato. Anche rendere compatto il calcestruzzo entro una cassaforma.
  • Costolone
    Arco di sostegno, aggettante sull’intradosso, che forma l’ossatura delle volte. I C. nella cupola hanno andamento meridiano; nella volta a botta sono paralleli e disposti normalmente alle generatrici; in quella a crociera seguono l’intersezione delle volte a botte che danno origine alla volta a crociera. I C. permettono l’alleggerimento di tutta la superficie della volta e di fare convergere tutto il peso sui punti di appoggio, che nell’architettura medioevale assumono forma di pilastri polistili, elementi, statici e compositivi, catatteriz- zanti l’arte gotica. (raro costola)
  • Cotto
    Mattone piatto, cotto, poroso e di colore intenso derivante dall’impasto di argilla. Le dimensioni variano da 25x25 cm a 40x40 cm.
  • Cremagliera
    Asta dentata fissa, che accoppiata ad una ruota dentata, trasforma un moto rotatorio in moto traslatorio.
  • Cremonese
    Sistema di chiusura di infissi di finestre e porte; formato da due aste verticali che vengono manovrate da una maniglia, e che scorrono in anelli fissati all’imposta.
  • Crepidoma
    La gradinata su cui si poggia il tempio classico; v. stereobate.
  • Cripta
    Cappella o piccola chiesa collocata sotto il presbiterio, spesso rialzato, e serve a custodire le reliquie sacre. In senso generico, complesso dei sotterranei di un edificio di carattere sacro o cimiteriale. Anche la stanza delle catacombe costituita da un allargamento della galleria sotterranea. (raro critta)
  • Criptoportico
    Portico coperto, che nella casa romana era luogo di riposo al fresco d’estate e al caldo d’inverno, usato anche come mercato coperto. Grandiosi quelli dei Palazzi Imperiali del Palatino, di Villa Adriana, ecc.
  • Cristallizzazione
    La cristallizzazione è una transizione di fase della materia, da liquido a solido, nel quale composti disciolti in un solvente solidificano, disponendosi secondo strutture cristalline ordinate. Da un punto di vista fisico, è quindi una trasformazione che implica diminuzione di entropia. In senso lato, il termine cristallizzazione indica la formazione di un qualsiasi solido cristallino, come ad esempio lo zolfo rombico o la formazione di cristalli di neve. Rappresenta un fenomeno ampiamente diffuso in natura, tramite il quale hanno origine rocce minerarie, le stalattiti, le stalagmiti e i depositi di salgemma (quest'ultima avviene a seguito dell'evaporazione dell'acqua permeante con formazione di grossi aggregati salini solidi). La formazione di una singola particella solida, (detta germe di cristallizzazione) costituisce il punto d'inizio del processo di cristallizzazione: tale singola entità funge da agglomerante in grado di catalizzare la formazione del solido per accrescimento successivo.
  • Cristo
    Struttura provvisoria in legno o ferro a sostegno di un impalcato.
  • Cubìcolo
    Stanza da letto, nell’antica casa romana, occupata dai figli o da membri secondari della famiglia, mentre il padre e la madre dormivano nel tablino.
  • Cùneo (dell’arco)
  • Cunetta
    Elemento longitudinale, di modesta altezza, realizzato generalmente in calcestruzzo, che delimita lateralmente il corpo di una strada, con la funzione di raccogliere l’acqua piovana ed avviarla ai tombini di scarico.
  • Cùpola
    Tipo di volta a pianta circolare, la sua costruzione geometrica è quella di una semisfera oppure una superficie diversa ottenuta dalla rotazione di un’altra curva intorno ad un asse verticale (C. a sezione archiacuta, C. parabolica). La C. può essere impostata su una struttura a forma di cilindro (senza le basi) detta tamburo, e raccordata ad una sottostante pianta poligonale mediante strutture di varia forma dette pennacchi. Si chiamano anche C. le volte a padiglione (vedi) su pianta poligonale regolare. Si realizzano cupole fin dall’antichità: nell’arte cretese-micenea abbiamo delle pseudocupole (thòlos). Si deve all’architettura romana la perfetta soluzione della copertura a C. in forme monumentali, ad esempio la C. del Pantheon di m 43,50 di diametro, alta altrettanto. Ricordiamo inoltre la C. di S. Maria del Fiore a Firenze, progettata da Brunelleschi (dal 1420), la C. di S. Pietro a Roma di Michelangelo, la C. di Sant’Ivo alla Sapienza a Roma di F. Borromini, ecc. L’architettura moderna sfrutta ancora tale sistema costruttivo con nuove ed eminenti possibilità offerte dall’impiego di materiali odierni (es. la C. ad elementi prefabbricati nelle terme di chianciano di P.L.Nervi).
  • Curtain wall
  • Cùspide
    Coronamento di forma triangolare o piramidale (derivanti dal profilo di un arco acuto o a fiamma) di una costruzione o parte di essa. Un edificio si dice monocuspidale, bicuspidale, tricuspidale, policuspidale, a seconda che termini con una, con due, con tre, o con più cuspidi. È motivo predominante dell’arte gotica.
  • Dado
    Membratura di forma parallelepipeda, parte centrale del piedistallo, delimitata inferiormente dalla base e superiormente dalla cimasa del piedistallo stesso. Talora arricchita con sculture figurative, decorative o con motivi araldici.
  • Dàgopes
    Vedi Tholos.
  • Davanzale
    Parte orizzontale inferiore dell’incorniciatura del vano-finestra, costituita da lastra di pietra naturale o artificiale, raramente in legno, su cui si posano gli stipiti e con lo scopo di assicurare lo scolo delle acque piovane verso l’esterno. Il D. deve essere dotato della scanalatura detta rompi goccia.
  • Deambulatorio
    In senso generico è la parte di un edificio che ha funzione subordinata rispetto ad un’altra parte. Tale termine nell’architettura medievale e soprattutto nell’arte romanica indica un corridoio che gira intorno all’altare della chiesa a pianta “radiale”; caratterizzata proprio da una maggiore complessità nello sviluppo della parte absidale, infatti lungo le pareti del transetto e dell’abside si svolgono absidiole minori accessibili mediante il D (es. chiese della via dei pellegrinaggi).
  • Decàstilo
    Edificio classico, specialmente portico e tempio, che ha in facciata dieci colonne.
  • Decorazione
    Il complesso degli elementi (fregi, cornici, bassorilievi, dorature, stucchi, balze di marmo, affreschi, parati, mosaici, ecc.) che abbelliscono la struttura esterna o interna di un edificio.
  • Dèdalo
    Andirivieni intricato di strade o di passaggi in cui sia facile perdere l’orientamento. (Anche labirinto).
  • Delùbro
    Termine latino per indicare il santuario.
  • Dentelli
    Serie di elementi parallelepipedi applicati ad una faccia piana e distanti fra loro circa la metà della loro lunghezza, tale serie forma una delle modanature caratteristiche della sottocornice ionica (poi anche corinzia); parte al di sotto dell’aggettante gocciolatoio. I D. vengono rielaborati come elemento decorativo fino in epoca moderna. Si dice dentellatura l’insieme dei dentelli.
  • Diacònico
    Locale della basilica cristiana, in genere una delle absidi laterali, dove si conservavano le suppellettili e le sacre specie. Fu detto anche secretarium, da cui derivò sagrestia.
  • Diaspro
    Roccia silìcea molto dura, varietà di quarzo microcristallino. Di colore rosso, giallo, verde o nero, a tinte unite o a più strati diversamente colorati. Si usa come pietra d’ornamento, per fabbricare cammei e oggetti artistici di valore.
  • Diàstilo
    Una delle misure dell’intercolunnio greco equivalente a tre diametri.
  • Diazòma
    Corridoio che divideva i settori della cavea nel teatro antico; (v. balteo).
  • Diga
    Opera idraulica di sbarramento permanente o temporaneo nel corso di un fiume; se permanente la D. si dice fissa, se temporaneo mobile. Il primo tipo può essere costruito in muratura, in calcestruzzo semplice o armato, in ferro, o anche con strutture miste di legname e pietre; l’andamento della sezione, a monte (petto) può essere verticale o lievemente inclinato, mentre quello a valle (scarpa) deve essere notevolmente inclinato. Le fondazioni devono sempre garantire una perfetta immorsatura nel terreno sottostante, se resistente, basta sagomare a gradinata il tratto su cui poggia la D., altrimenti si ricorre a sistemi speciali (cassoni, pali, ecc.). Le D. mobili, oltre ad avere la caratteristica di buona ritenuta, devono essere di rapida e agevole manovrabilità. Se ne costruiscono di diversi tipi: - a paratoie piane (costituite da tante pile sottili) - a paratoie cilindriche (costituite da cilindri metallici cavi) - a paratoie a ventola (costituite da ventole rettangolari imperniate su un’asse orizzontale che opportunamente si apre o si chiude) - a tetto (costituite da due ventole imperniate alla base e contrapposte come le falde di un tetto). Esistono, poi le D. di terra, le D. in muratura a secco e le dighe in muratura che si dividono in D. a gravità, D. a volta, D. a volte multiple.
  • Diglifo
    Decorazione del fregio classico simile al triglifo, ma con solo due glifi (scanala- ture). Il listello che separe i glifi si dice femore o coscia.
  • DIN (Deutsche Industrie Normen)
    Sigla della Commissione tedesca per la normalizzazione nell’industria, compresa l’industria edilizia (tabelle DIN e norme DIN); v. UNI, CEI.
  • Diorite
    Roccia eruttiva intrusiva, con medio contenuto di silice. Secondo che siano o no presenti quantità di quarzo si distinge la D. quarzifera e la D. non quarzifera. Usata come materiale da costruzione e, se lucidata, come pietra di rivestimento.
  • Diòstilo
    Sistema di colonne abbinate. Esempio la facciata meridionale degli Uffizi di Firenze.
  • Diòtono
    Sistema costruttivo di muri, usato dai greci e romani; consiste nel disporre i blocchi adoperati nell’opera quadrata, in una sola cortina ossia con blocchi che occupano tutto lo spessore del muro. Nella Roma repubblicana viene usato tale sistema con una variante: i blocchi sono alternati per testa e per taglio, mantenendo, comunque, il sistema ad una sola cortina.
  • Dìptero
    Tempio con una doppia fila di colonne intorno alla cella. Esempi sono i colossali templi ionici, il tempio di Giove Olimpio ad Atene, il tempio di Quirino a Roma, ecc. (raro dittero)
  • Disarmo
    L’atto di smontare e rimuovere le armature provvisorie costruite per sostenere le strutture durante la loro messa in opera. Esempi sono il D. delle strutture ad arco e a volta, il D. delle cassaforme contenenti il getto di calcestruzzo e degli elementi di sostegno (v. banchinaggio); viene effettuato quando il calcestruzzo ha raggiunto un sufficiente indurimento, tale periodo varia a secondo del cemento usato e delle condizioni climatiche presenti, temperatura, umidità dell’aria e vento. I tempi di D. sono stabiliti dalle norme tecniche vigenti al momento dell’esecuzione dell’opera (per calcestruzzo di cemento normale si va da un minimo di 3 giorni ad un massimo di 28 giorni, per quello ad alta resistenza da un minimo di 2 giorni ad un massimo di 14 giorni; sono tempi solo indicativi). Disarmante si chiama il liquido che facilita il distacco della cassaforma dal calcestruzzo.
  • Discendente
    Grosso tubo per lo smaltimento delle acque meteoriche (anche doccione) Doccione, in particolare, si intende solo l’elemento di scolo, delle acque piovane, distante dai muri, che nelle varie epoche ha spesso assunto forme bizzarre di animali grotteschi e mostruosi.
  • Displuvio
    Nelle coperture di edifici sia piane (ma sempre con una debole pendenza) sia a falda di tetto è la linea di intersezione fra due piani contigui che formano un angolo convesso; su questa linea scorrono le acque meteoriche seguendo la pendenza dei piani intersecati.
  • Dodecàstilo
    Edificio che presenta dodici colonne sul fronte.
  • Dolmen
    Tomba preistorica megalitica costruita con poche pietre rudi dritte sul suolo che reggono una grande pietra orizzontale; talora sono coperte da tumolo. Trovati esemplari in Spagna, in Francia, in Inghilterra e in Europa settentrionale. In Italia abbiamo importanti esempi in Puglia attribuibili alla civiltà del bronzo; in Sardegna e in Sicilia.
  • Doppio T (profilati a)
    Profilati a caldo di acciaio, dalla forma di una doppia T dove le superfici delle ali sono parallele. Usati in strutture metalliche, soprattutto per le travi inflesse e nelle travi miste. La loro altezza varia da 80 a 600 mm. Con momenti d’inerzia rispetto all’asse trasversale x-x da 80,1 a 92080,0 cm4.(anche IPE)
  • Dòrico
    Il più antico ordine classico caratterizzato dalla sua semplicità, severità e proporzioni più tozze rispetto agli altri odini classici. Elementi significativi sono: la colonna senza base, il capitello formato da abaco ed echino di semplici forme, architrave liscio sottostante alla decorazione di metope (vedi) e triglifi (vedi) che formano il fregio della trabeazione.
  • Dormiente
    Trave ausiliaria, che non svolge alcuna funzione statica specifica, ma di appoggio ad elementi sovrapposti, verticali ed orizzontali, ed alla ripartizione dei carichi da essi trasmessi.
  • Dossale
    Tavolone o travicello che si dispone secondo le generatrici a formare il manto delle centine per la costruzione di volte. Anche faccia anteriore dell’altare cristiano.
  • Drenaggio
    Operazione che si compie per sottrarre acqua ad uno strato di terreno o ad altre materie incoerenti, attraverso la collocazione di canali a pareti permeabili o tra- forate che si riuniscono in una rete di scolo che evacua l’acqua. Lo scopo è di rendere coerente un tereno o di estrarre ed utilizzare l’acqua. Il D. elettrosmotico consistente nell’applicazione di due elettrodi, tra cui è stabilita una differenza di potenziale; utilizzato soprattutto come consolidamento di parti di edificio con degrado derivante dall’umidità presente nel fabbricato
  • Duomo
    La chiesa principale di una città. Con tale denominazione vennero chiamate la maggior parte delle grandi chiese romaniche in Italia, sviluppatesi nelle diverse scuole regionali, con stili autonomi e non derivanti (se non in alcune regioni) dalle chiese e cattedrali d’oltralpe.
  • Duralluminio
    Lega di alluminio (UNI 3577-84) contenente rame (da 3 a 4%), silicio (da 0,5 a 1,5%), magnesio (da 0,6 a 1%), e piccole dosi di manganese (0,2%). La durezza viene raggiunta con l’invecchiamento che dura circa una settimana, o poche ore a temperatura di 100°C. Lega molto usata per fabbricare serramenti, maniglie, mobili metallici, ecc. Le resistenze alla rottura per trazione vanno dai 35 ai 45 kg/mmq. Annerisce, quiindi è sempre preferibile la placcatura con alluminio puro.
  • Durame
    È la parte centrale del tronco dell’albero.
  • Durezza
    Proprietà di un materiale di resistere alla scalfitura. Esistono diversi metodi per classificare la D. di un materiale (mediante prove soggette a precise normative): D. Brinell, D. Rockwell, D. Vickers, D.- Scala di Mohs. Secondo una indicativa classificazione, i materiali si distinguono in: - teneri se si lasciano rigare dall’unghia - semiduri se si lasciano rigare dall’acciaio e non dall’unghia - duri se sono scalfiti dalla porcellana e non dall’acciaio - durissimi se scalfiscono la porcellana.
  • Ecatòmpedo
    Tempio greco lungo 100 piedi (29,89 m).
  • Ecatònstilo
    Portico di cento colonne. Celebre quello costruito a Roma dietro il teatro di Pompeo.
  • Echino
    Parte del capitello dorico a profilo curvilineo convesso, posto sotto l’abaco. Nel dorico arcaico ha profilo molto sporgente e schiacciato diventa in seguito meno aggettante, più alto e con profilo meno curvo. Dall’E. dorico deriva quello ionico con l’andamento curvilineo a due volute; v. capitello
  • Edìcola
    Piccolo tempio o piccola cappella con dentro, nel mezzo, una statua. Anche parte interna di un edificio, in genere di culto, che serve a contenere e a decorare im- magini sacre, epigrafi, ecc., ne esistono esempi fin dall’epoca romana, ma l’E. è ricorrente nell’architettura medievale e rinascimentale, ed è spesso costituita da due colonne con sovrapposto frontone (finestra a E., nicchia a E.)
  • Edilizia
    È il complesso delle opere che riguardano la costruzione e la manutenzione di edifici pubblici e privati, di strade, ponti, ferrovie, ecc. E’ necessario distinguere all’interno della vasta materia dell’E. due diversi argomenti: uno riguarda l’E. intesa come processo produttivo, e si chiama industria dell’E., riguarda il cantiere e l’opera vera e propria; l’altro riguarda tutto ciò che si riferisce al piano regolatore di una città e all’urbanistica in genere, che prescrive norme, e rgolamenti (edilizi) con lo scopo di progettare insediamenti demografici razionali.
  • Effetto serra
    Effetto che produce un aumento di temperatura dell’ambiente in cui esso si genera. Tale ambiente è costituito da una superficie trasparente (generalmente vetro) che consente il passaggio della radiazione solare icidente e riscalda gli oggetti ed i materiali in esso contenuti. I quali, una volta riscaldati, re-irraggiano energia termica ad una lunghezza d’onda dipendente dalla temperatura del corpo, in base alla legge di Wien, e tale energia è trattenuta dalla superficie trasparente.
  • Efflorescenza
    L'efflorescenza è una proprietà di alcuni sali di perdere molecole di acqua di cristallizzazione.  Il fenomeno è dovuto alla differenza di pressione di vapore esistente tra il composto idrato e la pressione del vapore acqueo atmosferico. Ciò si traduce nella tendenza dell'acqua di cristallizzazione del composto ad abbandonare il solido passando in fase vapore nell'aria (quando si è in condizioni di bassa umidità relativa o di buona evaporazione).  In conseguenza a ciò, il composto tenderà a divenire anidro. Esempi classici di composti efflorescenti sono: il gesso, (CaSO4·2H2O), il solfato rameico pentaidrato, CuSO4·5H2O (che, perdendo acqua, passa da una colorazione blu a una bianca. Altri composti efflorescenti sono anche alcuni cloruri e nitrati idrati. Il processo può considerarsi come un caso opposto alla deliquescenza (tendenza ad assorbire umidità atmosferica). Il termine viene impiegato in edilizia nel senso più lato dove, per efflorescenze, si intendono quei depositi di cristalli visibili che si formano sulla superficie di murature in pietra o mattoni a vista o di altri elementi architettonici come gli intonaci o i pavimenti. Questi cristalli sono generati a seguito della semplice evaporazione dell'acqua nella quale erano disciolti dentro la superficie. Le efflorescenze sono volgarmente, ed erroneamente, dette anche salnitri (termine che in verità descriverebbe soltanto l'effetto del nitrato di potassio). Le efflorescenze si possono formare sia all'interno che all'esterno di un edificio danneggiando la pittura e l'intonaco, quando questi sono applicati prima che la costruzione abbia avuto il tempo di asciugarsi oppure in manufatti in esercizio a seguito di fenomeni di risalita umida o aerosol marini. Tipologie Le forme più comuni di efflorescenze sono costituite da depositi biancastri ad aspetto cristallino, pulvurulenti o appiccicose. Più raramente (ed in ambienti umidi) anche in cantine, grotte e stalle dove è possibile l'azione dei batteri nitrificanti che convertono l'urea dei composti organici (quali gli escrementi) in sali nitrati (queste efflorescenze hanno un aspetto filamentoso simile a lanugine bianca). Formazione ed effetti Condizione necessaria alla formazione dell’efflorescenza (così come intesa in edilizia) è la presenza contemporanea di sali solubili e della loro acqua. Le efflorescenze infatti sono dovute ai sali solubili che migrano in superficie quando l’acqua nella quale sono contenuti evapora con conseguente asciugatura del muro. Una volta asciugata la parete, i sali si concentrano sulla superficie della muratura e cristallizzano. Il passaggio alla fase solida con ripetuto accumulo di cristalli provoca un forte aumento di volume. Se il manufatto, durante la sua vita, è soggetto a ripetuti cicli di bagnatura e asciugatura, l'alternanza della solubilizzazione e ricristallizzazione dei depositi salini superficiali porta allo sfaldamento di intonaci, malte, pitture ecc. Normalmente l'efflorescenza è un fenomeno superficiale, poiché l'acqua, evaporando, trascina i sali disciolti verso l'esterno. La cristallizzazione per evaporazione avviene solitamente in superficie e nei primi 15 - 20 mm sotto la superficie. Più in profondità i sali rimangono ancora in soluzione e normalmente non sono in grado di fare danno. Sono quindi le sub-efflorescenze a ridosso della superficie che determinano il distacco delle parti più superficiali della muratura, similmente a fenomeni dovuti all'azione del gelo.
  • Elastòmero
    Indica tutte quelle sostanze (polimeri) che hanno proprietà elastiche simili a quelle della gomma, dovute all’allineamento delle macromolecole.
  • Eleotèrio
    Stanza delle terme per ungersi e profumarsi.
  • Elettrosmosi
    Fenomeno elettrocinetico osservato per la prima volta da F.F. Reuss nel 1809 che consiste in un flusso di liquido attraverso i capillari di un diaframma poroso non conduttore ed ha luogo quando si applica una differenza di potenziale a due elettrodi metallici immersi nelle due parti di liquido separate dal diaframma stesso. Il flusso, che innalza il livello di liquido da una parte del diaframma e lo deprime dall’altra, si arresta quando la differenza di livello così creata raggiunge un valore tale da dar luogo ad un flusso di liquido uguale e contrario al flusso elettrosmotico. L’e. avviene a causa della formazione di un doppio strato elettrico al contatto fra liquido e solido cui è associato un potenziale. he è caratteristico appunto dell’elettrosmosi. Il senso del flusso elettrosmotico dipende dal segno della carica superficiale del solido: se questo, per es., è caricato negativamente, i controioni del doppio strato sono positivi e il liquido si sposta verso l’elettrodo negativo. Il fenomeno è sfruttato praticamente per il drenaggio e prosciugamento di terreni imbevuti d’acqua: infiggendo nel terreno da drenare due elettrodi, tra i quali venga mantenuta una differenza di potenziale costante, l’acqua si sposta verso l’elettrodo negativo; se questo è collocato in un pozzo di drenaggio, l’acqua vi affluisce e può essere estratta.
  • Èlici
    Le volute minori del capitello corinzio (vedi).
  • Eliocamino
    Nelle antiche case era la stanza con soffitto a volta, bene esposta al sole, dove si abitava preferibilmente d’inverno; era opposta al catogeo.
  • Èmbrice
    Laterizio piano di forma trapezia, con i bordi rialzati sui due lati obliqui. Vengono disposti lungo l’inclinazione del tetto, in file parallele, intercalate da file di tegole curve disposte in modo analogo (v. coppo), costituendo la così detta copertura alla romana.
  • Emiciclo
    La parte dell’anfiteatro o del circo dove erano poste le gradinate per gli spettatori. Per analogia, oggi, si indica lo spazio a forma semicircolare che si trova al centro delle grandi sale per le assemblee ed è delimitato da sedili dispo- sti, appunto, ad anfiteatro. Esempio è la camera italiana dei deputati.
  • Emplecton
    Struttura muraria greca formata da conci all’esterno, con lo spazio intermedio riempito da una miscela di frammenti di pietre rozze e malta.
  • Encausto
    Antica tecnica pittorica, consiste nell’adoperare colori sciolti nella cera fusa e riscaldati al momento di dipingere. Oggi l’E. è l’intonaco a base di calce usato per esterno ed interno, il colore è bianco puntinato di nero, e con finitura perfettamante liscia ed impermeabile.
  • Èntasi
    Rigonfiamento del fusto della colonna posizionato ad un terzo inferiore della sua altezza. La colonna con E. si dice accorpata. (anche ventre)
  • EP
    Resina epossidica
  • Episcènio
    Palco superiore della scena degli antichi teatri. Gli E. potevano arrivare ad essere fino ad un numero di tre.
  • Epistìlio
    Vedi Architrave.
  • Epìtide
    Membro superiore di una cornice.
  • EPM – EPDM
    Elastomeri termoplastici etilene-propilene.
  • Erma
    Scultura formata da un piccolo pilastro rastremato in basso che termina con una testa di Ermete, o Mercurio. Se la testa è di un’altra divinità tale scultura cambia nome, esempio Ermapollo, Ermercole, Ermopane.
  • Ermeo
    Sala dei più grandi palazzi di Roma Imperiale, dedicata a Mercurio; riservata solitamente ai conviti
  • Esàstilo
    Edificio con sei colonne sulla fronte. La maggior parte dei templi greci era di questo tipo.
  • Esedra
    Sala all’aperto, con o senza portici, con sedili per conversazioni. Nella casa greca e romana signorile l’E. era collocata davanti o vicino l’atrio. Negli edifici pubblici, specialmente in età romana, era a forma di emiciclo, con sedile fisso di pietra o di marmo lungo tutta la parete. Esempio è l’E. del teatro di Pompeo, dove talvolta si riuniva il Senato. La forma ad E. venne applicata spesso negli edifici, come nei Mercati Traianei e nella recinsione del foro di Augusto a Roma. Anche nell’architettura moderna, generalmente, ogni disposizione planimetrica a semicerchio si dice ad E.
  • Estinzione
    È l’operazione di versare acqua sulla calce (vedi) per farla fermentare e ottenere la calce spenta.
  • Estradosso (di un arco)
    Vedi Arco
  • Estrusione
    Operazione meccanica per fabbricare tubi o barre profilate di metallo, e di resine sintetiche, sfruttando la plasticità del materiale a conveniente temperatura. Si usano presse idrauliche di grande potenza capaci di dare pressioni di alcune tonnellate per cmq. La matrice, fatta di acciai speciali, è applicata alla parte terminale della filiera e serve a foggiare il materiale che viene spinto a forza; si può passare agevolmente la lavorazione da un profilo ad un altro cambiando solamente la matrice. I metalli che si estrudono sono: piombo, stagno, alluminio e le sue leghe, ottone, rame e le sue leghe.
  • Eternit
  • Eùstilo
    Misura dell’intercolunnio greco, con la distanza fra una colonna e l’altra di due diametri e un quarto.
  • Facciata continua
    E’ costituita da facciata metallica prefabbricata, applicata in vario modo, alla struttura in acciaio oppure in calcestruzzo armato dell’edificio. L’origine di tale sistema si riconnette alle murature di tamponamento nelle strutture a scheletro. I pannelli prefabbricati sono appesi alla struttura principale e la loro posa in opera si esegue ancorandoli ad un’ orditura secondaria di sostegno, mediante la sigillatura e la sovrapposizione dei lembi per ottenere una perfetta tenuta che eviti le infiltrazioni di aria e di acqua. Tenendo conto della dilatazione termica, sarà necessario provvedere alla messa in opera di opportuni giunti telescopici. (anche curtain walls, che in italiano significa “pareti a pannelli”)
  • Facciata sospesa
    E’ composta da vetrate trasparenti o riflettenti sospese, la struttura retrostante (di controventamento) sostiene il peso del vetro (carico verticale) e la spinta del vento (orizzontale). Vengono, generalmente, adoperati vetri monolitici temperati con uno spessore minimo di 12 mm e i bordi sono sigillati con silicone che ha solo la funzione di evitare infiltrazioni d’acqua.
  • Facciata strutturale
    È un tipo di facciata continua (vedi) nella quale il vetro non è inserito in sistemi di intelaiatura, ma è fissato all’esterno dei telai formando con gli altri pannelli di vetro una faccita compatta senza interruzioni. Il fissaggio avviene mediante l’applicazione di sigillanti detti strutturali con requisiti di elevata sicurezza. Si distinguono due sistemi di applicazione: il fissaggio dei pannelli di vetro avviene con battitura tradizionale sui due lati orizzontali, e con sigillante strutturale su i due verticali, oppure il fissaggio con sigillante strutturale su tutti e quattro i lati del pannello di vetro.
  • Facciavista (a)
    Facciata in cui gli elementi che costituiscono il tamponamento o la struttura dell’edificio (muratura in laterizi, pietra, calcestruzzo, ecc.), non vengono rivestiti da alcuna rifinitura superficiale (es. intonaco). Naturalmente è necessaria una scelta accurata dei materiali ed accorgimenti particolari per l’esecuzione.
  • Faenze
    Prodotti di ceramica a pasta colorata, porosa, rivestita con uno smalto bianco, brillante, a base di ossido di piombo e di stagno. L’uso è simile a quello delle maioliche.
  • Falda
    E’ la superficie inclinata di un tetto; v. impluvio e displuvio. (anche spiovente)
  • Famèdio
    Tempio funerario o cappella all’interno di un cimitero dove sono sepolti gli uomini illustri.
  • Fan Coil
  • Faro
    Torre eretta all’ingresso dei porti o in prossimità della costa, sulla cui sommità è situato uno speciale apparecchio di segnalazione luminosa per guidare di notte o durante le tempeste i naviganti. F. è considerato anche l’apparecchio luminoso stesso, la lanterna con la caratteristica disposizione delle lenti convergenti che la circondano, orientate in maniera da riflettere la luce a fasci paralleli a grande distanza. Si dice F. anche un monumento a scopo celebrativo o commemorativo, nel quale l’elmento terminale è un fanale. Esempio il F. di New York, in forma di colossale figura femminile (la “statua della Libertà”).
  • Fasce
    Nell’operazione di intonacatura è la messa in opera sulla parete di guide realizzate con malta, o con metallo, su cui far scorrere il frattazzo durante la posa della malta; v. fratazzatura.
  • Fascia
    Modanatura piana di forma allungata, con leggero aggetto. Fasce sono le tre parti leggermente aggettanti l’una sull’altra che costituiscono l’architrave dell’ordine ionico e dei suoi derivati. Per disposizione in fascia, invece, si intende la costruzione di un muro dove i mattoni sono disposti con il lato lungo secondo l’asse longitudinale del muro.
  • Fastigio
    La parte più elevata di un organismo architettonico. Si dice F. anche il frontone dei templi greci.
  • Fauces
    L’ingresso all’atrio della casa romana.
  • Fazzoletto
    Piastra metallica che serve a collegare, mediante chiodatura, le aste di pareti alle briglie, superiore ed inferiore, nelle travi reticolari di acciaio chiodate.
  • Fe
    Sigla che indica gli acciai impiegati per laminati a caldo in profilati, barre, larghi piatti, lamiere, tubi, ecc. Nelle tabelle UNI sono indicati gli acciai: Fe 360 (Fe37), Fe 430 (Fe 44), Fe 510 (Fe 52) nella qualità A, B, C e D. il numero che segue la sigla indica il carico minimo di rottura in N/mmq (kgf/mmq). Le lettere A, B, C e D indicano, in ordine crescente, l’idoneità alla saldatura. Anche sigla dell’elemento chimico ferro.
  • Feldspati
    Gruppo di minerali monoclini e triclini costituiti da silicati di alluminio e di potassio, o sodio o calcio. Hanno in media durezza 6 nella scala di Mohs. I F. si trovano in quasi tutte le rocce eruttive; v. durezza.
  • Felloplastica
    Arte di scolpire figure in sughero. Era l’antica arte usata per costruire modelli di edifici.
  • Fenestella
    Nelle catacombe e nelle prime basiliche cristiane era la piccola apertura nel tramezzo che separava le tombe dei martiri e dei santi dai fedeli, in seguito fu posta sotto le confessioni (F. confessionis). Esempi: in S. Pietro in Vaticano, in S. Apollinare in Classe a Ravenna, in S. Lorenzo a Roma, ecc.
  • Fermapiedi
    È così chiamata la tavola di legno alta cm 20, messa di costa ed aderente al piano di calpestio dei ponteggi di legno, su tutti i lati esposti verso il vuoto. Unitamente al F. è obbligatorio anche un robusto parapetto alto non meno di 1 m
  • Ferro
    Metallo diffusissimo ed abbondante in natura, raramente si trova allo stato libero, per la sua ossidabilità. Ha numero atomico 26, peso atomico 55.85, densità 7.85 g/cmc, fonde a 1535 °C. Si trova in numerosi minerali, quali la magnetite, l’ematite, la limonite, la siderite, la pirite. Il F. si ottiene in forni speciali (altiforni), che permettono di ricavare la ghisa che può essere usata direttamente o trasformata in acciaio. La massima parte del F. viene, oggi, usata nella produzione di acciai speciali; v. acciaio. Il primo edificio in solo ferro e vetro, in ordine di tempo, è il palazzo di Cristallo in Hyde Park a Londra del 1851, poi il Glaspalast di Monaco del 1853 e il Salone delle macchine e la torre Eiffel a Parigi in occasione dell’Esposizione del 1889. In Italia un esempio è la grande tettoia della Stazione di Milano.(il suo simbolo chimico è Fe)
  • Ferrofinestra
    Profilati di acciaio a caldo usati per serramenti esterni ed interni. Impiegati principalmente in locali secondari perché non hanno buone caratteristiche (soggetti a corrosione, presentano elevato coefficiente di conducibilità termica e la tenuta all’aria non è perfetta).
  • Fibra
    Nella scienza delle costruzioni, è ognuna delle striscie elementari in cui può pensarsi suddivisa una trave, con la condizione che in ogni sua sezione trasversale tutti i punti di una striscia siano ugualmente sollecitati.
  • Fibre di vetro
    Ottenute attraverso vari procedimenti, fino all’attuale TEL, con lo scopo di avere fibre sempre con migliori prestazioni. In commercio si hanno: - noduli per il riempimento dell’intercapedine nelle murature a cassa vuota - pannelli rigidi e semirigidi di spessore da 1.5 fino a 10 cm, di varie dimensioni usati per isolamento di pareti e solai - pannelli di varie dimensioni e spessori per la formazione di controsoffitti - coppelle di vario spessore e diametro usate per isolamento di tubazioni.
  • Fibre minerali
    Prodotti fibrosi naturali, che si formano nel regno minerale, come: tremolite, actinolite, crocidolite, ecc.
  • Fibrocemento
    Vedi Cemento – Amianto - Eternit
  • Filagna
    Traversa di legno utilizzata nei ponteggi, parallela al fronte dell’edificio, vincolato ai montanti verticali (o antenne).
  • Filare
    Vedi Corso (di mattoni).
  • Finestra
    Apertura praticata nei muri esterni di un edificio, con lo scopo di dare luce e aria agli ambienti interni e a consentire la vista verso l’esterno. Parti principali della F. sono: - la luce, - l’architrave - gli stipiti - il davanzale. Tipi di finestre sono: - ad ante verticali, i battenti sono incernierati sui lati verticali - a vasistas, il battente è incernierato sul lato orizzontale inferiore - a bilico, il telaio mobile ruota attorno ad un asse orizzontale meridiano - a saliscendi, l’apertura dell’infisso avviene mediante scorrimento verticale. Tranne il primo, gli altri esempi presentano difficoltà per l’affaccio e per la pulitura.
  • Fink (trave)
    Trave reticolare, realizzata generalmente in acciaio, nella quale non tutte le maglie sono triangolari. Per determinare gli sforzi nelle singole aste si può usare il metodo analitico e, con qualche accorgimento, anche il metodo grafico.
  • Fire-Clay
    Prodotto ceramico, il colore tende al giallastro. Usato per apparecchi igienico-sanitari ove le esigenze estetiche siano limitate e si richiedano buone proprietà meccaniche. (anche Grès porcellanato)
  • Float-glass
    Tecnica recente per fabbricare il vetro in lastre; il vetro fuso galleggia su di un bagno fuso, in atmosfera inerte.
  • Fogliame
    Decorazioni scultoree ispirate alle foglie di piante ed alberi. Alcune foglie sono caratteristiche di uno stile, perché cresciute proprio dove si sviluppava lo stile, ad esempio lo stile egizio usò principalmente il papiro e il loto, quello greco e romano la palma e l’acanto, il gotico le foglie della flora nordica, come quercia, faggio, prezzemolo, ecc.
  • Fondazioni
    Parte della struttura dell’edificio che si trova ad immediato contatto con il terreno, alla quale è affidata la funzione statica principale di trasmettere a terra il peso della costruzione (carichi permanenti e accidentali), in misura compatibile con le possibilità portanti del terreno prescelto. È necessario quindi che l’analisi del tipo di fondazione da adottare segua due fasi distinte: la prima riguarda il terreno di F.; la seconda l’opera di F. propriamente detta. Si distinguono F. dirette su terreni resistenti superficiali, F. indirette su terreni resistenti profondi e F. su terreni cedevoli di scarsa resistenza e melmosi; v. palo, trave rovescia, cassone, plinto.
  • Fontana
    Costruzione dalla quale si fanno scaturire uno o più getti d’acqua. Fin dall’epoca Classica si hanno esemplari di gran pregio compositivo: o semplici vasche con l’acqua che sgorga da una protome leonina, o costruzione prostila spesso con absidi e nicchie con statue. La F. venne, invece, sostituita dai pozzi in tutta la prima parte del Medioevo. È soprattutto con il Rinascimento e poi con il Barocco che la F. diviene elemento importantissimo nella decorazione di vie e piazze monumentali: la F. di Trevi a Roma, dove predomina il motivo architettonico, la F. dei Fiumi in piazza Navona, la F. del Tritone, la Barcaccia di piazza di Spagna a Roma (progettate da Bernini), dove il risalto maggiore è dato alla parte plastica, le cosiddette “mostre d’acqua”, a grandiosa cascata come la F. dell’Acqua Paola a Roma, ecc.
  • Formella
    Pezzo di mattone, ceramica, marmo, ecc. usato per pavimentazioni, o se decorato con pitture o rilievi trova impiego in applicazioni ornamentali. Anche elementi decorati inquadrati in una cornice che si ripetono in serie (es. i cassettoni del soffitto). L’insieme di formelle si dice formellato.
  • Fòrmica
    Nome di una classe di resine sintetiche ottenute da urea e fenolo-formaldeide. Commercializzato in laminati multistrati, che possono essere variamente colorati e recanti qualsiasi disegno, ottenuto con procedimenti di fotoincisione o stampando uno strato, ricoperto da un altro sottile e trasparente di resina melaminica. La F. è usata per rivestimenti di pareti interne, di mobili d’arredo ed ha buona resistenza all’acqua, all’usura e al calore.
  • Fòrnice
    Negli antichi edifici e monumenti era una grande apertura praticatabile e destinata al pubblico transito. Ad esempio lo spazio sottostante un arco trionfale, quello di porte urbiche, ecc.
  • Foro
    Centro vitale delle città antiche; in tale spazio, spesso circondato da porticato, si erigevano basiliche, templi, palestre, terme, ginnasi, curie. Celebri a Roma i Fori Imperiali.
  • Fossa settica
    Vasca o sistema di vasche per l’eliminazione di acque luride domestiche, in mancanza di fognatura urbana. Prima operazione è la chiarificazione delle acque che avviene mediante sedimentazione dei fanghi, che vengono decomposti attraverso la fermentazione anaerobica che spontaneamente subiscono in assenza di aria, per cui le sostanze organiche vengono così trasformate in sostanze inorganiche, in forma liquida, e non più fetide che sono poi disperse nel terreno mediante una fogna perdente costiuita da tubi forati. (anche F. biologica o F. a depurazione biologica)
  • Freccia
    Elemento ornamentale e terminale, spesso di guglie, proprio dell’architettura gotica. In geometria e nelle costruzioni la F. è la distanza verticale fra la linea di imposta e il punto più alto dell’intradosso dell’arco; sinonimi sono: monta di un arco e saetta.
  • Fregio
    Decorazione con andamento prevalentemente orizzontale; parte della trabeazione degli ordini classici compresa fra l’architrave e la cornice (es. metope e triglifi nel tempio dorico).
  • Fresatura
    Lavorazione meccanica dei metalli mediante la fresa; utensile rotativo a taglienti multipli disposti simmetricamente rispetto all’asse di rotazione; per cui ogni spigolo tagliente uno dopo l’altro viene a contatto con il pezzo in lavoro. La fresa può avere diverse forme (cilindrica, conica, ecc.) ed essere impiegata nella macchina a diverse velocità di rotazione.
  • Frigidàrio
    Sala delle terme romane a fredda temperatura con vasca per il bagno freddo, alla quale si giungeva dopo aver passato il caldario e il tepidario; v. piscina notatoria.
  • Frontone
    Coronamento di un edificio, di una finestra, una nicchia, ecc. a forma di triangolo, perché deriva dalla testata del tetto a due spioventi. Il F. dei templi greci e romani è sempre triangolare e le sue parti sono il timpano e il sima o geison. Già in molte soluzioni di epoca romana il F. diventa circolare, spezzato, accorciato, forme queste riprese nel Rinascimento, ed è poi con l’arte barocca che si sviluppano fino alle più libere e talora stravaganti espressioni. (anche frontispizio, coronamento, fastigio)
  • Fumaiòlo
    Parte della cappa del camino sporgente al di sopra della copertura dell’edificio per assicurare il tiraggio della combustione e l’allontanamento del fumo, in genere si usa il termine comignolo. Il termine F. è usato nell’architettura industriale dove acquista dimensioni rilevanti e impotanza funzionale. (più raro fumaiuolo)
  • Fusto
    Parte centrale e più importante della colonna, compresa fra la base (la colonna dorica è priva di base) e il capitello. (anche scapo, tronco)
  • Gabbionata
    Tipo di argine costituito da gabbioni parallelepipedi di rete di filo di ferro zincato, riempiti di pietrame e disposti in corsi regolari così da formare una grande e robusta muratura per protezione di scarpate fluviali, per costruzione di briglie in alveo e simili.
  • Galleria
    Generalmente spazio coperto di sviluppo longitudinale con lo scopo di mettere in comunicazioni due luoghi, due ambienti, ecc. Le G. di opere stradali e ferroviarie, possono essere rettilinee o con curve, ma sempre con un profilo altimetrico non orizzontale (eccetto per G. molto corte) per evitare il ristagno delle acque. La peforazione di una G. presenta, nella maggioranza dei casi, molte e gravi difficoltà: durezza delle rocce, presenza di acque sotterranee, pressioni elevate, distacchi e franamenti, emanazioni di gas, alte temperature, ecc., difficoltà quasi tutte correlate con la natura del terreno, è quindi necessario uno studio accurato geognostico preventivo alla progettazione e all’esecuzione dell’opera. Nella composizione degli edifici e nelle varie epoche le G. assumono funzioni ed aspetti diversi: nell’architettura medievale gli interni delle chiese avevano G. o loggiati ad archi, sopra le navate centrali (v. matroneo), oppure serie di archetti, anche a più ordini sovrapposti, nelle facciate; nei grandi palazzi del Rinascimento, e del Barocco le G. erano lunghe sale che collegavano varie parti dell’edificio e contenevano opere d’arte (in seguito sale museali).
  • Ganascia
    Pezzo di legno duro e tenace, generalmente olmo, che collega mediante chiodi elementi di legno accostati. La sezione è di circa cm 4 x 6 e di varia lunghezza, i fori per i chiodi sono preventivamente praticati per evitare che si producano spacchi.
  • Gattello
    Specie di mensola di sotegno in legno duro di forma trapezoidale. Nella capriata tiene saldi gli arcarecci.
  • Geison
    Parte del frontone nel tempio greco: è la cornice sporgente sopra il fregio della trabeazione. (anche sima)
  • Gelività
    Caratteristica di alcuni materiali di disgregarsi per azione del gelo, a causa della porosità di detti materiali l’acqua penetra, e diventando ghiaccio aumenta di volume e facendo pressione ne provoca la disgregazione.
  • Gelosia
    n genere tutti quei tipi di serramenti di finestra che permettono la vista verso l’esterno, ma impediscono la vista dell’interno dal di fuori. Anche come sinonimo di persiana alla romana.
  • Geminate
    Due colonne che dipartono dal medesimo tronco. In genere si utilizza il termine gemine quando porte, finestre, arcate e simili sono unite due a due.
  • Geotecnica
    Campo della geologia che studia tutte le applicazioni pratiche, le proprietà meccaniche, fisiche, chimiche e le caratteristiche geologiche dei terreni; allo scopo di risolvere tutti i problemi di proporzionamento ed esecuzione di opere di fondazione e di scavo, e di tutti i tipi di opere in terra.
  • Gerber (trave)
    Trave su più appoggi resa isostatica con l’inserimento di vincoli (cerniere) intermedi. Rispetto alla trave continua ha il vantaggio di essere praticamente insensibile a piccoli cedimenti degli appoggi. Il suo uso è molto largo nei ponti metallici e di calcestruzzo armato a più luci, ma il principio è applicabile anche a costruzioni più modeste.
  • Gesso
    Solfato di calcio nelle sue varie forme: di minerale, di roccia, di legante; quest’ultimo ottenuto dalla cottura della cosiddetta pietra da gesso o gesso crudo. Esistono vari tipi di G. con diverse applicazioni e prestazioni in edilizia; derivanti dalle diverse qualità del minerale di base e le differenti temperature di cottura: - gesso fino, utilizzato per lavori di modellismo e stucchi; cottura intorno a 130°C - gesso comune, o gesso da presa, a presa rapida; usato nella posa in opera di manufatti e per stucchi, cottura intorno a 170°C - gesso forte; a presa lenta ma di elevata resistenza; usato per fabbricare lastre, e altri manufatti, la cottura avviene intorno a 300°C - gesso da pavimento; nella cottura, che avviene intorno a 1000°C, viene impastato del calcare, aumentando la sua resistenza. Usato nella realizzazione di sottofondi di pavimenti da incollare.
  • Gettata
    Operazione di riempimento con calcestruzzo delle casseforme o di versamento del conglomerato su una superficie orizzontale (es. gettare il massetto per realizzare il pavimento). È opportuno non eseguire strutture in calcestruzzo quando la temperatura ambientale è prossima o inferiore a 0°C, e nei periodi invernale è necessario aggiungere all’impasto sostanze antigelo che abbassano il punto di congelamento dell’acqua di impasto.
  • Ghiaia
    Materiale che proviene dalla frantumazione naturale di rocce; se queste sono compatte, non friabili, non idrosolubili (es. gesso), non polverulente, con buona resistenza al gelo e a compressione; il pietrisco che ne deriva forma il materiale inerte per la preparazione dei calcestruzzi, insieme alla sabbia e ad un legante (generalmente cemento), mescolati con acqua. La G. è impiegata anche per pavimentazioni stradali. Si distingue in G. piccola, media o grossa; in particolare si chiama: pietrischetto se i frammenti hanno dimensioni fra 4 e 8 mm; pietrisco o ghiaia mezzana fra 8 e 20 mm; pietrisco o ghiaia ordinaria fra 20 e 31,5 mm; ghiaia grossa o grossolana fra 31,5 e 63 mm.
  • Ghiera
    Nella formazione del cemento armato precompresso (vedi) è un anello filettato che blocca, all’interno di una cassaforma, la testa cilindrica di acciaio alla quale fanno capo i singoli fili di ogni cavo, prima di rimuovere il martinetto che ha esercitato il tiro. Anche arco estradossato di spessore uniforme.
  • Ghimberga
    Negli edifici gotici, è il frontespizio di un palazzo civile, o di una chiesa, affiancato da guglie.
  • Ghisa
    Lega di ferro e carbonio con tenore di carbonio maggiore di 1,7%. Più è basso il tenore di carbonio e di silicio in essa contenuto più la G. è dura, tuttavia se aumenta la durezza diminuisce la lavorabilità. Esistono le G. bianche, contenenti praticamente tutto il carbonio allo stato combinato, sono dure e fragili; le G. grigie o comuni, permettono buona lavorabilità del prodotto e notevole tenacità; le G. trotate di scarso impiego perché troppo dure e fragili. Le G. trovano impiego in costruzioni di pezzi meccanici, vashe da bagno e apparecchi igienici se sono porcellanate o smaltate, ecc.
  • Giardino pensile
    Giardino creato su una terrazza; celebri quelli di Babilonia (detti fra le meraviglie del mondo) sospesi su terrazze artificiali sostenute da pilastri e volte.
  • Gineceo
    Parte della casa antica riservata alle donne.
  • Gineconito
    Nelle prime chiese cristiane, il G. era la galleria collocata nelle navate laterali e riservata alle donne; v. matroneo.
  • Ginnasio
    Luogo dell’antica Grecia dove i giovani si esercitavano nei giochi atletici. È dalla seconda metà del sec. 4° a.C. che il G. divenne un complesso architettonico, formato da palestra, cui seguivano sale per i bagni e per gli unguenti, poi vi erano tre portici, uno attiguo al peristilio della palestra, gli altri due da questo dipartivano ad angolo retto. In seguito la funzione del G. venne ampliata; divenendo luogo di educazione spirituale e di ritrovo. A Roma, invece, non ebbe così grande sviluppo e significato, e rimase esclusivamente con scopo atletico.
  • Gipsoteca
    Edificio che contiene una raccolta di calchi di gesso di opere d’arte e la raccolta stessa. A Roma vi è una ricca G. presso la Scuola di archeologia. Gipsea è la pietra da cui si ricava il gesso.
  • Giunto
    Elemento che stabilisce la continuità o l’accoppiamento fra due parti costruttive. Il G. murario è l’unione dei conci o dei mattoni; il G. lineare è usato per ottenere un elemento lungo unendo fra loro due o più pezzi, in questo caso il G. può essere ad incastro, a dente semplice o scalettato. Fra i G. ad incastro esiste quello a tenone e mortasa: il tenone è l’estremità di un elemento di legno intagliata che penetra, generalmente in senso ortogonale, in un incavo, detto mortasa, di un altro elemento. Il G. a dente è usato per congiungere, in genere, elementi fra loro ortogonali (ad esempio trave con parete); vengono asportati dagli elementi due piccoli tasselli rettangolari corrispondenti fra loro, la giunzione fra i due pezzi diventa, così, solidale e si impediscono scorrimenti longitudinali e trasversali. Il G. di dilatazione è in pratica un taglio che si effettua nelle strutture in calcestruzzo armato per consentire, sia pure parzialmente, la dilatazione ed i ritiri provocati dalle variazioni termiche, altrimenti si provocherebbero tensioni tali da compromettere la stabilità delle opere. I G. di dilatazione hanno un’ampiezza fra i 2 e 5 cm, devono attraversare tutta la costruzione, dalle fondazioni alla copertura, e devono essere posti alle seguenti distanze: ogni 5-10 m nei muri di calcestruzzo isolati; 10-20 m nei muri di sostegno; 30-40 m (fino ad un massimo di 50 m) negli edifici a uno o più piani. Nelle dighe di sbarramento, in generale nelle grandi masse murarie di calcestruzzo ed in altre opere; è necessario progettare opportuni G. di contrazione disposti molto ravvicinati, fra 3 e 8 m rispetto a quelli di dilatazione che come si è visto possono essere spaziati a 50 m.
  • Gneiss
    Rocce metamorfiche olocristalline, contenenti uno o più feldspati associati a minerali vari. Gli G., abbondanti nelle Alpi e in Calabria, sono usati per ricavarne lastre di diversi spessori e dimensioni, trovano impiego nella costruzione di gradini, nella pavimentazione stradale, nel rivestimento di facciate, architravi, pilastri. Molto note sono le piastre di G. dette bèole della Val d’Ossola.
  • Goccia
    Nell’ordine dorico sono è ciascuno degli elementi decorativi a forma di piccolo tronco di cono posti sotto i triglifi e i mutuli. (anche gocciola)
  • Gocciolatoio
    Elemento orizzontale, con pendenza verso l’esterno (che può essere parte della cornice di un fabbricato, parte terminale di un muretto, o di un parapetto, il corrente in legno o un profilo metallico incastrato al telaio mobile di un serramento rispettivamente di legno o di metallo) che protegge da infiltrazioni d’acqua o dalla pioggia battente le superfici verticali su cui è aggettante. Può essere in pietra, in marmo, in legno e in metallo (presentano una piccola scanalatura sottostante detta rompi goccia per non far arrivare l’acqua piovana alla superficie verticale protetta). Il G. è anche la membratura della cornice classica, aggettante rispetto alle modanature della sottocornice e al piano del fregio, e sormontata dalla cimasa.
  • Gola
    Modanatura il cui profilo è costituito da due archi di cerchio a forma di S.
  • Gomma vulcanizzata
    Gomma naturale nella quale è stata incorporata una certa quantità di zolfo che la rende più elastica, non solubile, isolante, più resistente e non adesiva.
  • Gomme naturali
    Prodotti derivanti per coagulazione del lattice ottenuto per incisione dai tronchi di alcune piante delle zone tropicali, e aventi proprietà elastiche. Sono impiegate nella fabbricazione di pneumatici, guarnizioni di tenuta e tubi elastici.
  • Gomme siliconiche
    Prodotti elastici di alta qualità; idrorepellenti, stabili al calore, ed alla luce ed a molti solventi organici. Sono impiegate nella fabbricazione di tubi, rivestimenti elettrici, nastri isolanti, ecc.
  • Gomme sintetiche
    Vari polimeri di sostanze insature quali: stirolo, etilene ed altri; hanno proprietà simili a quelle della gomma naturale
  • Gotica (disposizione)
    Tipo di muratura nella quale i mattoni di uno stesso ricorso sono disposti in maniera incrociata: alternando mattoni disposti in chiave a mattoni disposti in lunghezza o a fascia.
  • Granito
    Pietra costituita da quarzo, feldspati e uno o più minerali femici del gruppo delle miche. Il suo colore varia dal grigio al rossastro, in relazione al contenuto di feldspato e di ferro. Ottima resistenza agli agenti atmosferici ed a compressione: da 800 a 2200 kg/cmq. Viene impiegata, soprattutto, come materiale ornamentale per rivestimento, per scale, in genere di rappresentanza, anche all’aperto, per pilastri, colonne, basamenti, ecc. I tipi più comune di G. sono: gli alcali-calcica o G. comuni; i G. alcalini; i G. aplitici.
  • Grappa
    Barra di metallo ripiegata all’estremità inserita nella struttura muraria con lo scopo di tener fissi gli elementi della struttura stessa oppure a sostenere oggetti appesi esternamente alla struttura. Già in uso nell’architettura greca e romana per unire l’uno all’altro i blocchi della muratura, ha assunto varie forme: a C, a doppio T, a S, a coda di rondine. Oggi, raramente ha funzione costruttiva di legameno (per l’impiego dei materiali conglomeranti), ma diviene semplice mezzo per l’ancoraggio di parti particolarmente sollecitate. Nelle strutture in legno è usata per unire e fissare assi o travi.
  • Grassello
    Aggiungendo acqua alla calce viva si ottiene la calce spenta detta G. che si presenta sottoforma di pasta untuosa; v. calce.
  • Grattacielo
    Edificio dove lo sviluppo verticale è predominante su quello orizzontale. La struttura può essere in cemento armato (con limite massimo finora raggiungibile di 150 m), in acciaio, o combinando i due sistemi (montanti verticali in profilati di acciaio e i solai in calcestruzzo). Difficoltà e aspetti particolari presentano gli impianti antincendio, sia di prevenzione sia di estinsione, e gli impianti per i trasporti verticali. Esemplari da menzionare sono: l’Empire State Building di New York con 102 piani e 381m di altezza, nella stessa città il Chrysler Building alto 319m con 77 piani, la Lever House alta 180m, uno dei primi edifici dove si è adottata la facciata continua (con pannelli prefabbricati di acciaio e vetro).
  • Greca
    Motivo ornamentale, costituito dalla ripetizione di segmenti perpendicolari fra loro con sviluppo longitudinale. La G. puo essere in rilievo o dipinta.
  • Grès
    Materiale ceramico a pasta dura compatta, sonora, impermeabile ottenuto dalla cottura (da 1200 a 1400 °C) di un impasto di argille naturali autofondenti. Si distinguono il G. ordinario o comune, il G. fino, il G. porcellanato: il primo è quello ottenuto impastando argille plastiche refrattarie, contenenti per lo più ferro; la cottura avviene a 1200 e 1300 °C, il colore è variabile fra il giallo, il bruno, il grigio, ma in genere è rosso, impermeabile, duro e resistente agli agenti chimici. Trova impiego nella fabbricazione di recipienti alimentari, tubazioni, mattonelle per pavimenti o per rivestimenti anche di apparecchi chimici. Il G fino si ottiene con impasti più duri a base di caolino, quarzo, feldspato, ecc., la cottura avviene a 1300 e 1400 °C, si usa per oggetti artistici di uso domestico, per piastrelle, per apparecchi igienico-sanitari, ecc.
  • Grifo
    Animale fantastico col corpo di leone e testa, collo ed ali di aquila, usato come motivo ornamentale negli stili classici. (anche grifone)
  • Griglia parafoglie
    Griglia usata per mantenere liberi i discendenti dell’acqua piovana, è collocata, nelle coperture piane, all’imbocco di questi.
  • Gripers
    Listelli di legno utilizzati come ancoraggio dei tessuti che rivestono pareti interne; vengono chiodati o incollati al supporto murario rivestiti, compresa la superficie da essi racchiusa, con fogli di feltro sui quali viene posto in opera, per mezzo di chiodatura (con pistola meccanica o pneumatica) il tessuto in tensione.
  • Gronda
    Parte del tetto sporgente in fuori, che protegge il muro dalla pioggia.
  • Grondaia
    Vedi Canale di gronda.
  • Grottesca
    Particolare tipo di decorazione parietale, derivante da quella della Domus aurea, residenza di Nerone, raffigurante fantastiche forme vegetali miste a figurette umane o animali, ed eseguita a stucco o ad affresco. Celebri le G. dipinte da Giovanni da Udine, allievo di Raffaello, nelle Logge Vaticane. Guglia     (anche aguglia o pinnacolo) Elemento architettonico a forma piramidale molto allungata, posto come coronamento di strutture a sviluppo verticale (campanili, contrafforti, ecc.), e arricchito da motivi ornamentali (figurativi e non). Elemento caratteristico dell’architettura medievale, e soprattutto dell’arte gotica, infatti la G. sottolinea ancora di più il verticalismo tipico nelle opere gotiche.
  • HE (profilati)
    Profilati a caldo di acciaio. La sezione è a forma di doppio T, le ali superiori e inferiori, sono larghe e vengono prodotte in tre serie: A, B, C, e rispettivamente si dicono leggera, normale, rinforzata. L’altezza della sezione varia da 100 a 600 mm. Il momento d’inerzia della sezione rispetto all’asse trasversale baricentrico varia da un minimo di 349 cm4 per A, 450 cm4 per B, 1143cm4 per C, ad un massimo di 141230 cm4 per A, 171041 cm4 per B, 237447 cm4 per C.
  • Hegemones
    Tegole frontali a forma di palmetta poste sulle fronti e sull’orlo dei tetti nelle costruzioni greche.
  • Heròon
    Costruzione antica dedicata alla memoria di un eroe, talvolta anche semplicemente tomba.
  • Howe (trave)
    Trave reticolare, realizzata generalmente in acciaio, nella quale i montanti verticali, di minor lunghezza, sono soggetti a trazione, e le aste diagonali, più lunghe, sono soggette a compressione.
  • ICITE
    Istituto Centrale per l’Industrializzazione e la Tecnologia Edilizia è l’istituto di ricerca del Consiglio Nazionale delle ricerche (CNR)
  • Iconostasi
    Nelle basiliche cristiane bizantine è l’elemento costruttivo che separa il presbiterio dalle navate, può essere formato da un colonnato sormontato da architrave, con gli intercolumni chiusi da transenne marmore tranne che nei tre punti di passaggio. Splendido esemplare è quello di S. Marco a Venezia. Attualmente, l’I. nelle chiese cattoliche è costituita da un muro pieno con tre porte: santa è quella di mezzo, attraverso la quale può passare solo il vescoco e il sacerdote; una conduce alla protesi; l’altra conduce al diakonikòn (sagrestia).
  • Idrante antincendio
    Attacco unificato collegato ad una rete di distribuzione idrica. All’interno dell’edificio è prevista una rete di distribuzione idrica (antincendio) con tubazioni metalliche; ad ogni piano deve essere derivato, con tubazione di diametro non inferiore a 40 mm, un idrante da 45 mm UNI, collocato in una cassetta con sportello di vetro.
  • Igroscopia
    E' la capacità di una sostanza di assorbire prontamente le molecole d'acqua presenti nell'ambiente circostante. Tali sostanze sono dette igroscopiche. Il grado di igroscopicità definisce la maggiore o minore attitudine di una sostanza ad assorbire umidità. L'igroscopia differisce dall'idrofilia in quanto la prima riguarda la capacità di assorbire umidità, la seconda la capacità di assorbire acqua in forma liquida.
  • Imbasamento
    Vedi Stereobate
  • Imbibizione
    Assorbimento di un liquido da parte di un solido, senza dare luogo a fenomeni chimici. L’I, a seconda del meccanismo con cui si manifesta, può essere capillare, osmotica o molecolare: nella prima il liquido penetra attraverso fori del solido, sprigionando gas eventualmente presenti; nell’I. osmotica il liquido viene assorbito per osmosi; nel terzo caso il liquido assorbito provoca un aumento di volume del solido (rigonfiamento).
  • Imbotte
    Superficie interna di una volta o di un arco; v. intradosso. Anche l’elemento che circoscrive un vano seguendo l’andamento di questo (rettangolare, ad arco, ecc.) e addossato alla muratura in cui il vano stesso è aperto.
  • Imbraga
    Negli impianti idraulici degli edifici è la tubazione angolare di raccordo fra vaso e fecale. (anche braga)
  • Imbragare
    In genere legare, con cavo o catena, un oggetto pesante che si deve sollevare o manovrare. Anche ancoraggio per mezzo di staffa ad anello, che viene stretta con viti e relativi dadi, fra un elemento e il suo supporto di sostegno (es. fissare tubi metallici alla struttura muraria). (anche imbracare)
  • Imbrecciata
    Preparazione di un letto di ghiaia di grossa pezzatura prima della stesura del manto stradale.
  • Imbutitura
    Lavorazione a freddo, di lastra metallica (di acciaio dolce, o di rame, o di lega di rame e di alluminio) effettuata: a mano, con apposito martello a testa arrotondata, od a macchina (pressa o tornio), per ottenere la deformazione della lamiera da piana a corpo cavo, senza modificarne lo spessore.
  • Imoscapo
    Il diametro inferiore di una colonna.
  • Impalcatura
    Struttura provvisoria in legno o in metallo che si erige intorno ad un edificio in costruzione per consentire l’accesso dei muratori e il trasporto dei materiali; v. ponteggi. Anche l’insieme dei materiali in legno che formano l’ossatura di un pavimento; in questo caso si dice pure impalcato.
  • Impiallacciatura
    Rivestimento con una sottile sfoglia di legno pregiato (mogano, noce, o altro).
  • Impiantito
    Pavimento per ambienti interni.
  • Impianto antincendio
    Serve a prevenire, segnalare e combattere incendi. Tale protezione richiede la presenza di estintori, bocche di presa d’acqua, paratie resistenti alle fiamme (paratie taglia-fuoco, porte REI), chiusure e aperture di sicurezza, circuiti segnalatori di un aumento lento o repentino della temperatura ambiente, ecc. il servizio antincendio è esplicato dal corpo dei Vigili del fuoco. Impianto antincendio a gas Halon: (è sempre combinato con un impianto di rilevazione d’incendio) Il gas Halon viene immagazzinato sotto pressione in bombole d’acciaio, allo stato liquido e quindi superpressurizzato con azoto. Lo spegnimento avviene mediante reazione chimica con il combustibile. Impianto antincendio a polvere: (può funzionare automaticamente, con il sussidio di rilevatori d’incendio, o manualmente) Lo spegnimento avviene tramite l’erogazione della polvere da ugelli collegati ad apposite tubazioni derivanti da uno o più serbatoi, che vengono adeguatamente pressurizzati. Impianto antincendio a schiuma: lo spegnimento avviene per soffocamento provocato dalla schiuma estinguente (particolaremente indicato in presenza di liquidi infiammabili). Impianto antincenio ad anidride carbonica: costituito da un sistema di tubazioni e valvole che permettono l’erogazione di CO2 allo stato liquido. L’impiego del CO2 è vietato in presenza di persone. Impianto antincendio automatico a pioggia (o Sprinkler): finalizzato a spegnere l’incendio nella sua fase iniziale e a facilitarne l’arresto da parte dei servizi antincendio. Impianto automatico di rivelazione d’incendio: ne esistono di vari tipi, in base al metodo di rilevazione dell’incendio, e cioè mediante rilevatori di calore, di fumo, di fiamma e di gas.
  • Impluvio
    Parte del pavimento, in genere una vasca, nell’atrio dell’antica casa romana; dove si raccoglieva l’acqua piovana che scendeva dal compluvio del tetto. Oggi si dice linea d’impluvio la direzione dove confluiscono le acque piovane raccolte dalle falde sia inclinate a tetto, sia piane (sinonimo di linea di compluvio)
  • Imposta
    Membratura orizzontale, liscia o con modanature, sostenuta dal piedritto; dalla quale inizia e si appoggia l’arco o la volta. La linea d’I. è l’intersezione fra l’intradosso della volta e la parete interna di sostegno. Anche sinonimo di anta o scuretto degli infissi di legno.
  • Impostami
    Per lo più termine usato al plurale per indicare il complesso degli affissi di un edificio.
  • In foglio
    Disposizione a coltello (nel senso dello spessore) dei mattoni di una muratura.
  • Incastro
    Intaglio di varia forma praticato in pietre da costruzione o in pezzi di legno, con lo scopo di unirli saldamente, e, negli elementi in legno senza l’uso di chiodi.
  • Incatenamento
    Sistema costruttivo di paramenti murari, consistente nella disposizione dei conci in modo che le connessure di un filare non corrispondano con le connessure dei filari adiacenti.
  • Incrudimento
    Fenomeno collegato alla deformazione plastica di metalli, generando cambiamenti delle proprietà meccaniche: aumento del limite elastico, del carico di rottura, della durezza, diminuzione della resilienza, dell’allungamento, ecc. L’I. è operazione per la trafilatura di prodotti che debbono avere requisiti di durezza e rigidità (es. chiodi, ecc.).
  • Indiana
    Tipo di intercapedine vuota e ventilata, realizzata fra il muro di sostegno del terreno ed il muro interrato dell’edificio.
  • Inerti
    Materiale composto da frammenti lapidei di varie dimensioni, come: sabbia, ghiaia, pietrisco che derivano da pietre naturali; oppure laterizi, ed altri che provengono dalla frantumazione di materiali artificiali. I materiali I. costituiscono una parte degli impasti dei conglomerati, essi non subiscono nessuna modificazione chimica durante il processo di presa e di indurimento.
  • Infisso
    Vedi Serramento.
  • Inginocchiata
    Tipo di inferriata di finestra con la parte bassa ricurva (la parte concava è verso l’interno) per dare modo di appoggiare le braccia sul davanzale ed affacciarsi comodamente. Anche finestra che arriva quasi a terra.
  • Intaglio
    Operazione eseguita con strumenti manuali, che consiste nell’asporto di materia dal legno, dal marmo, da pietre dure, dal metallo, dall’avorio, ecc., per ottenere opere scolpite.
  • Intàrsio
    Decorazione di pezzi di legno o marmo, ottenuta incastrando nella superficie dell’opera elementi di varia materia, dando luogo a disegni, scritte, ecc.
  • Interasse
    Distanza, misurata per lo più in orizzontale, fra gli assi di simmetria di due elementi strutturali, verticali e paralleli. Esempio: la distanza fra due pidritti di una trave, oppure la distanza fra i due stipiti di una porta, ecc.
  • Intercapedine
    Spazio fra due superfici, solitamente parallele. L’I. è rappresentata dallo spazio vuoto (o riempito a vespaio) fra il terreno e le murature interrate degli edifici, per impedire l’infiltrazione dell’umidità dal sottosuolo nelle strutture murarie. È buona norma prevedere un sistema di areazione nell’I.; dove, talvolta, si aprono le finestre degli ambienti interrati (I. chiusa superiormente da griglie dalle quali entra luce ed aria). I. è anche la cosiddetta camera d’aria delle murature in elevazione, o al disotto dei solai per l’isolamento termico e acustico fra gli ambienti abitati; v. muratura a cassa vuota.
  • Intercolùnnio
    La distanza, in orizzontale, fra i fusti di due colonne, misurata in corrispondenza del diametro inferiore (imoscapo). Tale distanza, secondo Vitruvio, poteva essere: - picnostilo (diametri 1 e un quarto) - sistilo (2) - eustilo (2 e un quarto) - diastilo (3) - aerostilo (altre i 3 diametri). La trattatistica rinascimentale assegna in media da 2 a 2 e un quarto all’I. corinzio, da 2 e un quarto a 3 e un quarto all’I. ionico, da 2 e un quarto a 3 al dorico.
  • Intonaco
    Materiale di rivestimento delle murature, con funzioni protettive e di preparazione per altri trattamenti delle superfici murarie, quali: decorazioni pittoriche, semplici verniciature o (se intonaco interno) rivestimenti cartacei. Costruttivamente esso è ottenuto applicando sulla superficie grezza delle murature uno strato di malta di spessorre complessivo da 1,5 a 2,5 cm. L’applicazione dell’I. viene eseguita a strati successivi di materiale: arricciatura (rustica o fratazzata) con malta di calce su muri retti o centinati (dello spessore di mm 15); e lo strato di colla con malta fina (dello spessore da 3 a 5 mm) rimaneggiato e lisciato a perfetta levigatura. Fra gli intonaci: il cosiddetto stucco romano o I. a stucco lucido; composto da calce spenta grassa e polvere di marmo bianco o colorato, si ottiene una superficie lucida, suscettibile di perfetta levigatura e molto resistente agli agenti atmosferici; gli I. impermeabilizzanti, usati specialmente nei locali sotterranei, nei serbatoi, ecc., sono a base di cemento a lenta presa e sabbia fine.
  • IPE
    Vedi Doppio T.
  • Ipetrale
    Cella del tempio antico che, almeno in parte, è priva del tetto.
  • Ipocausto
    Locale delle antiche terme romane dove si accendeva il fuoco per riscaldare l’acqua, in grandi vasi, per i bagni tiepidi e caldi.
  • Ipogeo
    In genere qualsiasi costruzione sotterranea. Esempi sono gli antichi santuari e tombe che riuniti formavano le necropoli (egiziane, greche, etrusche).
  • Iposcènio
    Nel teatro greco antico, rappresentava quello che oggi si chiama sottopalco; cioè lo spazio vuoto sotto la scena.
  • Ipòstila
    Sala o cella di un tempio il cui tetto è sostenuto da colonne. Esempi ne esistono già nei templi egiziani (sala I. del tempio di Ramses II a Karnak, che aveva 52 m di profondità e quasi il doppio di larghezza).
  • Ippòdromo
    Luogo dove si svolgono le gare ippiche, nasce nell’antica Gracia, non come costruzione ma come campo, dove al principio e al termine della pista, c’erano pilastri e colonne in funzione di mete.
  • Ìptero
    Tempio greco, caratterizzato dalla cella aperta nel soffitto; v. ipetrale.
  • ISO (International Standardizing Organization)
    Organismo che detta norme per la preparazione di macchine, di apparecchi, di manufatti, ecc. In Italia le norme internazionali introdotte dall’ISO sono riportate nelle tabelle e norme UNI (vedi).
  • Isòdomo
    Disposizione dei conci di una muratura in modo di avere i filari tutti di uguale altezza e spessore. Si dice pseudo-isodomo o isodomo alterno quando la disposizione dei conci nei filari ha diverse altezze che però rimangono costanti per tutto il filare, e si ripetono in modo alterno.
  • Isotropo
    Sostanza che presenta le medesime proprietà fisiche, in ogni direzione.
  • Klinker
    Materiale composto da un impasto di argille caoline, sabbia quarzifera e feldspati, addizzionato con ossidi coloranti, la cottura avviene alla temperatura di 1250 e 1300°C. Il K. è resistente agli agenti atmosferici e all’usura, ed è usato per pavimentazioni e rivestimenti.
  • Kraft (carta)
    Prodotto ottenuto con cellulosa, resistente all’acqua ma non al vapore, impiegato come ulteriore protezione al vento ed alla pioggia, in genere è collocato sopra al rivestimento strutturale.
  • L (profilati ad)
    Profilati a caldo di acciaio a forma di L. I lati possono essere uguali (norma UNI 821-823), oppure disuguali (norma UNI 824-827), in entrambe i casi gli spigoli sono arrotondati. (anche angolari)
  • Laconico
    Sala circolare o poligonale delle terme romane per i bagni di sudore, i vapori provenivano dall’ipocausto mediante aperture in alto sulla volta.
  • Lacunari
    Vedi Cassettoni.
  • Lambrècchia
    Tipo di laterizio utilizzato come prima copertura di pavimenti e tetti.
  • Lamiera
    Materiale metallico prodotto in lastre dalle dimensioni variabili (da 1 x 2 m fino a 4 x 12 m) e di spessore da 0,2 a 50 mm. Le lavorazioni che generalmente si eseguono sulle L. sono: la tranciatura, la piegatura, l’imbutitura. Si possono ottenere L. striate, sono sagomate a forma di losanghe in rilievo su una faccia. E’ di questo tipo la L. bugnata, su una faccia presenta una serie di rilievi di varia forma, variamente orientati, le L. striate e bugnete sono impiegate nella fabbricazione di scale metalliche, impalcati industriali, ecc.; L. stampate, è di questo tipo la L. grecata, ha il profilo a forma di greca o simile, è impiegata nella costruzione di solai nelle strutture metalliche, lo spessore nei punti maggiori varia da 35 a 120 mm; e ancora L. stirate, ondulate, forate, ecc.
  • Lamierino
    Lastra di materiale metallico di piccolo spessore, secondo le norme UNI a questa categoria appartengono le L. di acciaio che hanno uno spessore compreso fra 0,3 a 4 mm escluso.
  • Lana di roccia
    Materiale composto da strati sottilissimi ricavati dalla filatura di rocce naturali miste a scorie; usato come isolante.
  • Lana di vetro
    Fibre di vetro di lunghezza variabile; usate come materiale isolante, sia termico sia elettrico, o acustico.
  • Lanterna
    Elemento terminale di molte cupole, a forma di edicola rotonda o poligonale sulla quale si appoggia una copertura cuspidale. Oltre alla sua funzione ornamentale e di coronamento, costituisce la sorgente luminosa centrale della cupola. Già usata dai romani diventa motivo importante nella composizione di chiese rinascimentali e soprattutto barocche. Esemplari sono: la L. di S. Pietro in Vaticano, la L. di S. Ivo alla Sapienza a Roma, la L. della Cappella della Santa Sindone a Torino, progettata da G. Guarini, ecc.
  • Lapideo
    Si dice sia di materiale simile alla pietra, sia di manufatti realmente di pietra.
  • Lastricato
    Tipo di pavimentazione, in genere stradale, costituita da lastre di pietra poggiate su uno spesso letto di malta. (anche selciato)
  • Laterizio
    Materiale composto da argilla, contenente quantità variabili di carbonato di calcio (fino al 30%), sabbia, ossido di ferro; la cottura avviene a temperatura variabile, da 900 a 1000°C. I L. si distinguono in: pieni, forati, e per coperture. I mattoni comuni appartengono alla prima categoria, le dimensioni medie sono di 25 x 12 x 5,5 cm, hanno resistenza a compressione di circa 150 kg/cmq. Tavelle, tavelloni, volterrane, ecc. appartengono, invece, alla categoria dei forati; si distinguono per dimensioni e per il numero dei fori, sono impiegati per muri divisori, solai, ecc. I L. per coperture, chiamati talvolta terrecotte ornamentali, sono composti dalla cottura di argille molto grasse e si distinguono in: tegole piane (romane e marsigliesi), tegole curve (coppi), pezzi speciali usati per comignoli, colmi, ecc.
  • Laterocemento
    Prodotto costituito da laterizi forati (pignatte), calcestruzzo semplice e armato, in genere è usato per la costruzione di solai; il laterizio ha il compito di alleggerire la struttura, il calcestruzzo armato in forma di travetti viene gettato in opera o prefabbricato, ed il calcestruzzo semplice è poi gettato superiormente per completamento. I travetti possono essere disposti secondo un unico asse oppure incrociati.
  • Laterogesso
    Prodotto costituito da laterizi forati (tavelloni a 4 o a 8 fori) e gesso. I laterizi vengono incastrati fra loro in modo da costituire un pannello verticale, che poi è rivestito su una o entrambe le superfici da gesso, oppure su una faccia da un pannello isolante.
  • Latte di calce
    Tipo di calce che si ottiene aumentando la dose di acqua nella fase di spegnimento della calce; ne deriva un liquido denso, di colore bianco, usato per tinteggiare le pareti; v. calce.
  • Lavagna
    Roccia metamorfica, simile all’ardesia, ma meno facilmente suddivisibile in lastre sottilissime, di colore plumbeo-nerastro. È spesso impiegata, nei paesi nordici, come materiale per copertura dei tetti.
  • Leca
    Acronimo di Lightest Expanded Clay Aggregate sinonimo di argilla espansa.
  • Legante idraulico
    I leganti idraulici sono materiali inorganici che, finemente macinati e uniti con elementi solidi inerti, una volta mescolati con acqua formano una pasta, inizialmente deformabile e lavorabile, che si indurisce gradualmente fino ad assumere consistenza pietrosa. Tale proprietà è dovuta alla formazione di composti idrati, insolubili o scarsamente solubili, a partire da silicati, alluminati e ferriti di calcio presenti nel legante. Ciò li rende capaci di rimanere durevolmente solidi se esposti all'aria e all'acqua una volta completato il processo di indurimento. Sono leganti idraulici la vecchia calce idraulica ed i cementi. L'originale calce idraulica deve tale proprietà alla presenza di composti argillosi che induriscono reagendo con acqua. La si otteneva tramite cottura di calcari. Si differenzia dalla calce aerea per la presenza di idrauliti (cioè silicati e alluminati simili a quelli del cemento). Attualmente viene chiamata così una miscela di calcare e argilla (detta anche "calce idraulica artificiale") o un semplice aggregato ottenuto miscelando cemento Portland e calce idrata. Le differenze rilevanti tra la calce idraulica e il cemento sono solo la presenza di ossido di calcio libero nella prima che richieded una temperatura di cottura più bassa. Il cemento è il legante idraulico oggi più utilizzato. Viene mescolato con aggregati inerti e acqua per produrre malta e calcestruzzo.
  • Leganti
    Materiali naturali che, mescolati con acqua oppure da soli, si collegano saldamente, mediante un processo di presa, con altri materiali da costruzione (laterizi, pietre naturali, ecc.). La presa può avvenire all’aria, e questi sono detti L. aerei (calci aeree, gesso), oppure può avvenire a contatto, anche permanente, con l’acqua, sono questi i L. idraulici (cementi, calci idrauliche), che possono però fare presa anche all’aria.
  • Legno
    Materiale naturale non omogeneo a struttura fibrosa ed elementi cellulari allungati; la sua, in genere, notevole resistenza meccanica, la sua leggerezza e la sua lavorabilità, ne fanno un ottimo materiale per l’edilizia. Esistono diverse classificazioni per i legnami, fra cui quella in base alle caratteristiche meccaniche (da essenze forti o dure, a essenze dolci o tenere); in base all’impiego (da legnami per combustione a legnami da lavoro); ecc. In commercio vengono forniti in varie dimensioni e forme, fra cui: pali a sezione uniforme, diametro da circa 25 cm, e lunghezza da 2 a 8; antenne di diametro 12-25 cm alla base, 6-7 alla punta, lunghezza 5-14 m; sostacchine a sezione quadrata variabile da cm 5x5 a 10x10 e lunghezza 4 m." Legno lamellare     Lavorazione del legno consistente nel produrne pezzi da costruzione formati dall’incollaggio di quattro o più tavole sovrapposte, ogni tavola è spessa circa 38 mm, larga da 10 a 24 cm e lunga da 4 a 6 m. In genere la continuità fra i pezzi è assicurata da giunti a pettine e l’incollaggio (nel senso della lunghezza e larghezza) con colle all’urea-formaldeide o alla resorcina, ottenendo pezzi per costruzioni di dimensioni variabili. In genere viene usato il legno di conifera: abete rosso ed anche abete bianco e pino silvestre.
  • Lesena
    Elemento verticale decorativo dall’aspetto di semicolonna o semipilastro poco sporgente dal muro.
  • Limbello
    Rientranza a sezione rettangolare ricavata nel rivestimento in marmo dell’alzata del gradino di una scala.
  • Linoleum
    Materiale commercializzato in fogli o rotoli, costituito dall’impasto di un legante a base di olio di lino e di resine speciali, utilizzato per pavimentazioni e per rivestimenti di pareti.
  • Listello
  • Loggia
    Parte di edificio o edificio stesso formato, almeno in parte da un colonnato, una fila di arcate, ecc. con la funzione di portico.
  • Loggiato
    Forma simile alla loggia, ma con funzioni secondarie; di coronamento, o come mezzo di collegamento, o disimpegno fra gli ambienti di un edificio.
  • Lunetta
    Porzione di parete compresa fra l’arco che interseca la parete con la volta ed il piano d’imposta di quest’ultima. Anche finestra a forma di luna usata specialmente sopra le porte.
  • Macadam
    Pavimentazione stradale costituita da una massicciata di pietrisco. Il M. ordinario o all’acqua, può essere strutturato senza fondazioni se il terreno è asciutto e compatto, ma in genere si preferisce preparare un sottofondo di pietrame o di materiale di demolizione, il pietrisco di cui è costituita la massicciata, sotto la forza di rullo compressore produce polvere che bagnata con acqua costituisce il legante, se il pietrisco usato ha un basso potere legante esso viene corretto con l’aggiunta di pietrischetto calcareo. Il M. all’acqua può essere trattato in superficie con l’applicazione di un materiale bituminoso, che lo protegge dall’azione disgregatrice dell’acqua piovana e del gelo. Il M. cementato è rinforzato, durante il costipamento mediante rullo compressore, con l’aggiunta di malta di cemento.
  • Magatelli
    Piccoli tavole in legno che vengono incorporati al massetto del solaio e permettono la chiodatura per l’applicazione del parquet.
  • Magra
    Tipo di calce ottenuta con una bassa percentuale di acqua e un’alta quantità di sabbia; v. calce.
  • Magrone
    Tipo di calcestruzzo di cemento, con una bassa percentuale di legante, usato quando non è richiesta nessuna caratteristica statica, ad esempio nella gettata al di sotto dei plinti di fondazione.
  • Maiolica
    Prodotto ceramico, meno fine della porcellana, a pasta porosa, opaca colorata oppure bianca, con rivestimento trasparente o colorato. Le M. si suddividono in tre categorie: M. verniciate, M. smaltate o comuni, M. fini o terraglie. Trovano largo impiego nel rivestimento di ambienti che richiedono qualità igieniche.
  • Malta
    Qualsiasi prodotto legante impastato con acqua e materiali inerti (l’acqua manca solo nelle M. a base di leganti idrocarburati, e cioè asfalti, bitumi e catrami). I vari tipi di M. si distinguono in base alla natura dei leganti (gesso, calce, cemento, bitume, ecc.) e al processo di presa del conglomerato; sia che avvenga in presenza di aria: M. aeree (di leganti idrocarburati), sia che avvenga in presenza di aria o di acqua: M. idrauliche (di calce idraulica, cemento, ecc.). Fra i vari tipi: la M. bastarda nella quale oltre alla calce sono presenti altri leganti (cemento, gesso); M. per stucchi nella quale l’inerte è costituito da polvere di marmo; M. adesiva che nel composto contiene percentuali di silicio, carbonato, sabbia e additivi, derivandone un adesivo impiegato per incollaggio di piccoli elementi ceramici (30x30 cm).
  • Mandorla
    Nella pittura e nella scultura a bassorilievo, specialmente gotica, è l’inquadratura formata da due archi che s’intersecano in alto e in basso, in cui viene posta la figura scolpita o dipinta; era collocata sopra porte, finestre, tabernacoli, ecc. celebre quella sopra la porta detta appunto della Mandorla del Duomo di Firenze.
  • Mansarda
    Piano abitabile sufficientemente finestrato ricavato nell’altezza del tetto a falde inclinate, spesso a profilo spezzato. Sistema molto usato in Francia e nei paesi nordici, esistono esempi già nell’epoca medievale, ma riproposto nella seconda metà del sec. XVII dagli architetti francesi F. e J.H. Mansard.
  • Mantellata
    Opera di difesa degli argini di un fiume, formata da una specie di grossa stuoia fatta di sottili pertiche e grossi vimini, fissata con paletti alla scarpata da proteggere. La M. può essere anche in calcestruzzo armato, formata da elementi collegati fra loro da fili di ferro zincato o anche articolati con cerniere di calcestruzzo armato.
  • Marabutto
    Mausoleo dove è sepolto un santone musulmano.
  • Marmetta
    Lastra costituita da uno strato di conglomerato cementizio ed uno strato superficiale di cemento misto a graniglia di marmo; si possono ottenere vari colori tinteggiando la malta di cemento e usando vari tipi di marmo. Le dimensioni variano da cm 20x20 a cm 40x40 con spessori da cm 1,7 a cm 3,5. Le lastre sono usate soprattutto per pavimenti.
  • Marmettone
    Lastra di cemento puro e pezzi di marmo, generalmente di forma quadrata con spessore da 1,8 a 2,5 cm e dimensioni da 20x20 cm a 50x50 cm; impiegata per pavimentazioni, soprattutto d’interni; v. marmetta.
  • Marmo
    Roccia calcarea, cristallina, a grana piuttosto uniforme; può essere lucidata e lavorata per ottenere lastre, blocchi, colonne, architravi, ecc., le lastre sono usate soprattutto per pavimenti e rivestimenti. I M. possono essere policromi (venati, broccati, listati, screziati, fioriti, ecc.) e monocromi se la colorazione è uniforme. Fra le numerose varietà ricordiamo i M. di Carrara: bianchissimi e traslucidi se puri, ed i M. rari: alabastri orientali, cipollini, sieniti, onici e graniti. I M. hanno una resistenza a compressione che varia di solito tra 900 e 1200 kg/cmq, e peso specifico tra 2400 e 2800 kg/cmc.
  • Marmo artificiale
    Materiale costruito ad imitazione del marmo. Ottenuto dalla mistura di gesso, allume, solfato di zinco, cloruro di calcio ed altre sostanze che lo rendono lavabile e ne aumentano la resistenza; il composto viene posto in forme e pressato, poi levigato e lucidato. Può essere ottenuto anche da lastre di cemento, di amianto o di lavagna poi lucidate e colorate. Impiegato soprattutto in lastre per il rivestimento di pareti.
  • Marmorino
    Tipo di intonaco lucido, impermeabile e biancastro; usato per paramenti interni ed esterni.
  • Martellinatura
    Lavorazione, effettuata con la martellina, sulla superficie di conglomerati, asportando parti e mettendo in evidenza il pietrame del conglomerato. In genere lavorazione di superfici di materiali quali laterizi, pietre, rame, ottone, bronzo, ecc., per abbellimento.
  • Mascelle
    Pezzi di legno squadrati fissati su palancati inclinati usati come protezione anti scivolo.
  • Maschio
    Muro di sostegno, di spessore rilevante, con contrafforti a contatto con il terrapieno da sostenere; si dice soletta verticale di sostegno se il muro è in cemento armato. Nei castelli medievali e nelle rocche rinascimentali è la torre principale; esempio il Maschio Angioino. (anche mastio)
  • Masonite
    Particolare tipo di cartone derivato dal legno, sottoposto ad alte pressioni. La M. viene usata per costruzioni leggere, ed è anche impiegata come isolante elettrico e acustico.
  • Massicciata
    Strato di materiale lapideo che forma la sovrastruttura di una strada; v. macadam, ballast.
  • Mastaba
    Sepolcro egiziano a forma di tronco di piramide. Le M. sono costruite per lo più in pietra, hanno un pozzo, una finta porta ed un nascondiglio per il defunto. Tali monumenti sorgevano, di solito, nelle prossimità delle tombe dei re, ed erano i sepolcri dei ministri e funzionari dello Stato.
  • Mastio
    Vedi Maschio
  • Matroneo
    Loggiato interno delle antiche basiliche cristiane e di molte chiese medievali, riservato alle donne (da cui il nome); si apriva lungo la navata principale ed era collocato sopra le navate laterali, aveva pianta a sviluppo longitudinale nelle chiese di tipo basilicali, anulare nelle chiese a pianta centrale. Celebri esempi di M. in Italia sono: nella chiesa di S. Lorenzo fuori le mura a Roma, in Sant’Ambrogio a Milano, in S. Marco a Venezia. La composizione del M. si è ripetuta anche in chiese rinascimentali e barocche, ma in questo caso si chiama tribuna o galleria.
  • Mattone
    Laterizio che è elemento tipico delle costruzioni in muratura, di strutture di solai e di coperture. Può essere pieno o forato, nel primo caso è un parallelepipedo pieno, le sue superfici si dicono: fascia o piatto quella maggiore; testa o punta quella minore; lista, costa o fianco quella di mezzo. Il M pieno può avere sulla fascia o piatto incavi di limitata profondità, oppure fori verticali passanti della superficie uguale o inferiore al 15% della fascia stessa. Esistono poi i M. semipieni, e si distinguono dai precedenti perché possono avere fori verticali passanti della superficie compresa fra il 15% e il 45% della fascia stessa. I M. forati, utilizzati per tramezzature e per la formazione di solai in laterocemento (vedi), sono di varie dimensioni e prendono nomi diversi: tavelle, tavelloni, pignatte, ecc., in tutti la foratura è disposta in senso orizzontale, e la malta non penetra nei fori i quali costituiscono principalmente un isolante termico; v. laterizio.
  • Mattonella
    Laterizio piatto di forma quadrata, rettangolare, esagonale, ottagonale, usato per pavimentazioni. La M. può essere ottenuta anche con altri materiali: cemento e graniglia oppure asfalto compresso per pavimentazioni stradali; v. marmetta e marmettone.
  • Mausoleo
    Sepolcro monumentale ricco e sontuoso, prende il nome dal monumento eretto in onore del re Mausolo ad Alicarnasso. In Italia celebri sono: il M. di Adriano, oggi Castel Sant’Angelo, quello di Augusto, di Cecilia Metella a Roma; di Teodorico e di Galla Placidia a Ravenna.
  • Mazzetta
    Elemento verticale collocato fra gli stipiti e la battuta di porte o finestre, al quale è collegato il telaio dell’infisso, in genere lo spessore della M. è quello di una testa di mattone.
  • Mazzocchio
    Altro termine per indicare la modanatura di toro specie se usato nella base della colonna.
  • Meandro
    Motivo decorativo simile alla greca, ma in questo caso gli elementi che compongono il disegno non sono rettilinei ma curvilinei; sono cioè forme geometriche a S intrecciate e sovrapposte.
  • Megalite
    Monumento preistorico delle epoche neolitica e del bronzo, tali costruzioni sono erette con grandi blocchi di pietra tagliati grossolanamente e di proporzioni colossali, tanto che si credevano essere costruiti dai cìclopi. Dolmen, Menhir, cromlech, sono opere megalitiche.
  • Mègaron
    Edificio della civiltà micenea, forse deriva da un tipo di casa preistorica della Grecia settentrionale, costituito (nella sua forma più completa ritenuta quella del M. di Tirinto) da un vestibolo, sulla cui fronte sono due colonne in legno; da un’antisala e da una sala più grande dove si trovava il focolare rotondo. Dal M. deriverebbe secondo alcuni archeologi il tempio greco.
  • Mènhir
    Monumento megalitico, con destinazione incerta, ma è probabile il carattere funerario e commemorativo; v. megalite. (anche mènir)
  • Meniano
    Percorso anulare che divideva in settori la cavea del teatro e dell’anfiteatro romano. Nell’architettura romana è anche la sporgenza di un edificio simile ad una loggia o ad un balcone; elemento ripreso in molti palazzi romani del sec. 18° e 19°, utilizzato soprattutto come comodo punto di vista in occasioni di feste e cerimonie. Nell’architettura moderna è sinonimo di ballatoio pensile.
  • Mensola
    Struttura di varie dimensioni e materiali, che si fissa ad un estremo lasciando che la restante parte sia in aggetto per sostenere altre strutture. Nella trabeazione degli ordini classici e in vari tipi di cornici e cornicioni, la M. sostiene, spesso non staticamente, la parte sporgente costituita dal gocciolatoio. La mensola di raccordamento si chiama la superficie, spesso a forma di grande voluta, che collega la parte centrale e più alta con le parti più basse della facciata di molte chiese rinascimentali, come in quella di S. Maria Novella a Firenze.
  • Mensolone
    Grande mensola che ha funzione prevalentemente costruttiva di sostegno per terrazzi, balconi, ecc.
  • Merlo
    Rialzo in muratura che guarnisce la sommità di taluni edifici, e specialmente di torri, castelli, ed altro. Oltre che coronamento delle mura, serviva soprattutto come riparo ai difensori. Nel Medioevo i M. si distinsero in guelfi e ghibellini.
  • Messa a terra
  • Mètopa
    Nella trabeazione dei templi dorici è lo spazio, per lo più di forma quadrata, costituito da un grosso blocco o da una lastra sottile di pietra (o di terracotta), posto fra due triglifi; in origine era dipinta in rosso e turchino, ma poi fu scolpita a rilievi, soltanto nelle facciate anteriore e posteriore (Est e Ovest). Soltanto nel Partenone nell’Acropoli di Atene, tutte le 92 M. sono scolpite e raffigurano: la Gigantomachia nella facciata principale (Est); l’Amazzonomachia a Ovest; l’Iliuperside a Nord; e la Centauromachia, con intermezzi di miti attici, a Sud.
  • Mezzanino
    Il piano di un edificio che si trova fra il piano terreno e il primo piano.
  • Mezzorilievo
    Tipo di bassorilievo (vedi).
  • MF
    Resine Melamminiche.
  • Minareto
    Torre dalla quale il muezzin invita, più volte il giorno, per la preghiera, i credenti musulmani. In origine era una torre quadrata, coperta a terrazza con torretta centrale, in seguito assunse la forma costituita da un cilindro, spesso su basamento conico, con cuspide, pure conica, come coronamento. Il M. sorge a fianco della moschea, può essere più di uno, ed è divenuto elemento caratteristi- co dell’architettura islamica.
  • Modanatura
    Membratura che dà rilievo alle cornici architettoniche, formata da un profilo geometrico che raggruppa in modo vario elementi rettilinei e curvilinei. Fra i tipi di M. più comuni sono: la fascia, il listello, il guscio o cavetto, l’ovolo o echino, la gola diritta o lesbia, la gola rovescia o dorica, la scozia, il toro o astragalo, il becco di civetta, il tondino, i dentelli, ecc.
  • Mòdulo
    Misura numerica o figura geometrica che si assume come modello fondamentale (con i suoi multipli e sottomultipli) per determinare e proporzionare le misure di un insieme. Gli architetti del Rinascimento chiamarono M. l’unità di misura per il dimensionamento degli ordini classici; questa misura è il diametro all’imoscapo della colonna. (anche mòdano)
  • Modulor
    Scala di misure armoniche, creata da Le Corbusier, basata sulla statura umana, che permette di ordinare il mondo delle forme, architettoniche o non architettoniche, e di istituire fra di esse un rapporto che può dirsi umano.
  • Monaco
    Elemento verticale e centrale della capriata palladiana, posto fra le testate dei due puntoni, e collegato, nella sua estremità inferiore, mediante staffa metallica, alla catena, ed in questo punto s’innestano i saettoni obliqui di rinforzo dei puntoni stessi.
  • Monastero
    Residenza dei monaci o delle monache, se il superiore è un abate il M. si chiama abbazia (vedi). I primi M. cristiani sorsero durante la decadenza dell’Impero Romano, nei sec. IV e V. Nel Medioevo, ebbero una grande importanza nello sviluppo della cultura; v. convento, certosa.
  • Monocottura
    Prodotto smaltato ottenuto da materiali di partenza simili a quelli dei grès e del klinker.
  • Monòptero
    Tempio a pianta circolare senza cella e con una sola fila di colonne. (anche monòttero)
  • Monta
    Distanza verticale dalla chiave fino alla linea d’imposta.
  • Montante
    Elemento, in genere ligneo o metallico, ad andamento longitudinale e disposto, per lo più in verticale per sostegno e rinforzo di strutture. Ad esempio le aste verticali nelle strutture reticolari, l’elemento verticale che sostiene un serramanto esterno, ecc.
  • Moquette
    Specie di tappeto di lana o di fibra sintetica che si fissa al pavimento che ne è interamente ricoperto. Il rovescio della M., per facilitare l’opera di incollaggio a pavimento, viene, spesso, impregnato con lattice di gomma. È prodotta in rotoli di altezza da 0,7 a 5 m e di lunghezza fino a 35 m, oppure in quadrotti di varie dimensioni.
  • Morsa
    Nella costruzione di muratura in pietra o mattoni che deve essere temporaneamente interrotta, o si deve realizzare un paramento trasversale a quello costruito; si lasciano i conci con addentellature cioè alternativamente sporgenti e rientranti, in modo che il nuovo tratto possa legarsi a quello già eseguito; è questo un tipo di attacco che serve a dare una migliore continuità diminuendo il pericolo delle incrinature, che si possono formare lungo l’unione per l’assestamento della nuova costruzione; v. addentellato. (anche ammorsatura)
  • Mosaico
    Tecnica decorativa consistente nell’applicare ad un fondo di malta pozzolanica, o mastice, piccoli elementi di pietre naturali, o di terracotta, o di paste vitree, bianche, nere o colorate, detti tessere, con le quali viene riprodotto un disegno. Il M. viene impiegato per la decorazione di pavimenti, pareti o anche singoli elementi architettonici. Tecnica antichissima, deriva, forse, dalle decorazioni a tasselli compiute dai Sumeri (24° sec. a. C.), o dai coni di terracotta infissi in muri di argilla della Mesopotamia (3500-3000 a. C.). Con l’arte greca e romana si sviluppano diversi tipi di M.; per primo l’opus signinum, poi l’opus segmentatum con inserti di tessere di marmi colorati, l’opus scutulatum con semplici disegni geometrici. In età cristiana, il M. divenne l’ornamento principale delle chiese: (dal sec. 11° al sec. 13°) absidi di S. Maria in Trastevere a Roma, del duomo di Cefalù e di Monreale in Sicilia, di S. Marco a Venezia; nelle pale degli altari della basilica di S. Pietro 17° sec.; ecc.
  • Moschea
    Tempio di culto musulmano, che all’esterno è fiancheggiato da uno o più minareti (vedi). Parti fisse di ogni M. sono: la nicchia, che indica la direzione della Mecca verso cui ci si rivolge nella preghiera, e il minbar ovvero il pulpito.
  • Mostra
    La cornice che inquadra nella parte esterna ed interna il vano di una porta o di una finestra.
  • Muffa
    Le muffe sono un tipo di funghi pluricellulari capaci di ricoprire superfici sotto forma di spugnosi miceli e solitamente si riproducono per mezzo di spore. È comunemente chiamata muffa un agglomerato di questi sottili miceli, formatisi su materia vegetale o animale, generalmente come uno strato schiumoso o filamentoso, come segno di decomposizione e marcescenza. Nella tassonomia e nella filogenia le muffe non costituiscono un gruppo preciso, trovandosi nelle divisioni Zygomycota, Deuteromycota e Ascomycota. Le numerose spore rilasciate dalle muffe generalmente non causano alcun danno nell'uomo, ma le ife che crescono da queste spore possono aderire alle cellule del primo tratto dell'apparato respiratorio e causare seri problemi a chi ha delle insufficienze immunitarie.
  • Murale
    Travicello in legno, per lo più a sezione quadrata (circa cm 8 x 8), impiegato nell’orditura secondaria dei tetti a falde; si chiama mezzo murale il tavicello a sezione rettangolare di, circa, cm 8 x 4.
  • Muratura
    È la struttura composta da elementi (mattoni, pietre, ecc.) disposti in maniera da formare una superficie compatta. La M. può essere: - M. di pietra da taglio, costruita con blocchi di pietra, in genere parallelepipedi rettangolari, che sono collegati fra loro con varie tecniche (incastri con perni di ferro o in pietra, addentellature, ecc.). Le pietre usate sono normalmente graniti e basalti, calcari e arenarie compatte. Questo tipo di M. è impiegato quando l’edificio richieda particolare importanza architettonica. - M. di pietrame, le pietre utilizzate sono irregolari e di modesto taglio, la loro dimensione maggiore è disposta perpendicolare alla faccia esterna del muro, non sono utilizate pietre argillose, gessose e gelive. - M. a sacco, struttura impiegata per fondazioni continue; i blocchi di pietra (calcare, tufo calcare, ecc.) sono di grande pezzatura e non sono squadrati, vengono gettati nello scavo e completamente avvolti dalla malta di allettamento (calcestruzzo idraulico o cementizio, molto fluido). - M. a secco, costruita con blocchi di pietre irregolari connessi senza interposizione di malta, gli interstizi sono chiusi dall’innesto di piccoli frammenti di pietra. Per assicurare un corretto comportamento statico, è necessaria una buona esecuzione, e, a parità di forze agenti, un maggiore spessore rispetto alle M. con malta e pietre tradizionali. - M. a cassa vuota, composta da due paramanti paralleli e vicini (circa 5 cm) di mattoni (pieni quelli verso l’esterno, forati o pieni quelli interni) e collegati fra loro da mattoni pieni dispoti ortogonali alla parete, ogni 3 o 4 teste; la camera d’aria che si viene a formare fra una parete e l’altra assicura l’isolamento termico e acustico. Tipologia impiegata soprattutto per tamponatura negli edifici con struttura “a gabbia” - M. armata, costruita con mattoni e con tecniche tradizionali, l’armatura può trovarsi: o nell’intercapedine in calcestuzzo fra i due paramenti, o diffusa e passante in appositi fori dei mattoni, o concentrata in particolari punti in blocchi di calcestruzzo. - M. di pietrame listato, è una M. mista, composta da pietrame e mattoni, questi ultimi, disposti secondo le tecniche tradizionali, sono impiegati in particolari punti (spigoli, stipiti di vani, archi, piattabande, ecc.), e in corsi orizzontali semplici o doppi distanziati in altezza di 80 – 100 cm, la restante parte del paramento è costruita con pietrame.
  • Muro di mattoni
    Muratura largamente impiegata, i mattoni possono essre pieni e forati. Se viene costruito senza il completamento superficiale dell’intonaco, si chiama M. a cortina. Per lo spessore, il M. di mattoni si dice: in foglio o accoltellato quando il mattone posa sul piano col suo spessore; di una testa o soprammattone, quando ha lo spessore della larghezza di un mattone; di due teste se ha per spessore una lunghezza di mattone, pari a due larghezze; di tre teste se ha lo spessore di una larghezza e mezza pari a tre larghezze e così via.
  • Mùtuli
    Elementi decorativi della trabeazione dorica; consistono in membrature sporgenti con sotto i caratteristici chiodi cilindtici (guttae), collocati al di sotto del gocciolatoio, in corrispondenza delle metope e dei triglifi del fregio
  • Naos
    Termine greco che indica la cella del tempio classico.
  • Nartece
    Nelle basiliche paleocristiane era la parte riservata ai catecumeni e ai penitenti, costituita da un vestibolo all’esterno della facciata, più raramente all’interno, formato da colonnato aperto, e dal quale si accedeva all’interno. Nelle chiese di epoche successive il vestibolo antistante la facciata si chiama atrio o pronao; v. basilica.
  • Natatio
    Piscina all’aperto delle terme romane.
  • Navata
    Spazio interno di una costruzione (chiesa, tempio, ecc.), delimitato da muri perimetrali o da file di sostegni (colonne, pilastri) che sorreggono la copertura e che articolano e compongono lo spazio interno. Questo tipo di distribuzione planimetrica, si trovava già nelle costruzioni dell’antico Egitto (nel tempio di Karnak). Quasi sempre le navate sono tre, ma in alcuni antichi templi, o in alcune chiese medievali sono in numero maggiore, per lo più dispari. Tale forma architettonica è caratteristica delle chiese (dalle basiliche paleocristiane in poi): la N. di mezzo si dice centrale, è la più larga e la più alta, favorendo l’apertura di finestre o la realizzazione di gallerie che nel Medioevo erano dette matronei; quelle di fianco si dicono laterali; e la navata trasversale si dice transetto. (raro nave)
  • Necròpoli
    Cimitero vasto e monumentale; v. ipogeo.
  • Neoprene
    Gomma sintetica al policloroprene. Resistente al vapore acqueo, all’acqua, alla putrefazione, all’ozono, ecc. Lavorata per estrusione, è impiegata per la realizzazione di guarnizioni per vetrature, e per giunti fra pannelli cementizi.
  • Nervatura
    Sistema costruttivo che aumenta la resistenza di una struttura. Le N. possono rimanere occultate entro la massa della struttura, come nelle volte e murature romane ove la loro funzione di irrigidimento è affidata interamente all’uso di materiali più resistenti (costruzioni di archi nella muratura stessa), oppure sporgere dalla superficie assumendo oltre che carattere strutturale anche carattere compositivo (es. i costoloni nelle cattedrali gotiche); v. costolone.
  • Nicchia
    Incavo nello spessore del muro, a sezione circolare o poligonale, con coronamen- to, in genere, formato da un quarto di sfera. Costituisce elemento decorativo, per lo più destinato ad accogliere una statua.
  • Nichel
    Elemento chimico di simbolo Ni, numero atomico 28. Si trova in natura in vari minerali (nichelina, smaltite, ecc.). Solo di rado il metallo si trova allo atato libero, per es. in qualche meteorite. Il suo colore è bianco lucente, d’aspetto simile all’argento; resistente agli agenti atmosferici. Il N. si impiega, più che per la fabbricazione di oggetti, per ricoprire altri metalli a scopo protettivo (nichelatura) o decorativo, e nella preparazione di acciai tenaci e resistenti alla corrosione.
  • Ninfeo
    In origine era così chiamato il luogo, grotta o altro, dedicato alle ninfe. In seguito, in epoca ellenistica e romana, era una costruzione a pianta poligonale o circolare con fronte colonnato, spesso caratterizzata da un aspetto fastoso e scenografico, era destinata alla celebrazione delle nozze o a luogo di piacere. Celebri sono i N. che si trovano a Mileto, ad Efeso e nella Villa Adriana a Tivoli. Anche nelle grandi ville rinascimentali e barocche si costruirono N. caratterizzati sempre da monumentali e scenografiche fontane; ad esempio il N. a Villa d’Este a Tivoli.
  • NR
    Gomma naturale.
  • Nuraghe
    Costruzione preistorica (dal secondo millennio a.C. all’invasione romana) caratteristico della Sardegna, dove se ne trovano più di 6000. Eretto con rocce sedimentarie o eruttive, sempre senza malta cementizia; hanno, in genere, forma di torre tronco-conica con porta architravata. La loro funzione, probabilmente non era quella di sepolcro, ma di abitazione fortificata; v. megalitico.
  • Obelisco
    Monumento commemorativo dell’antico Egitto, a forma di tronco di piramide quadrata, molto lungo e sottile; la pietra utilizzata era in genere la sienite, talvolta il basalto, la punta veniva spesso dorata perché riflettesse i raggi del sole. L’O. più alto è quello, incompiuto, che si trova nella cava di Assuan (m 41,75); segue quello lateranense (m 32).
  • Ogivale
    Arco a sesto acuto.
  • Oikos
    Ambiente delle case antiche, destinato ai lavori femminili. Se ne ha un esempio nella casa di Priene.
  • Ometto
    Vedi Monaco.
  • Opistòdomo
    Nei templi classici era la parte opposta ed uguale al pronao; aperta verso l’esterno e quasi sempre non comunicante con la cella.
  • Opus alexandrinum
    Tipo di mosaico (vedi) con disegni in bianco e nero, utilizzato per pavimenti.
  • Opus caementicium
    Impasto che i romani utilizzavano, o per formare il nucleo centrale delle strutture murarie, che all’esterno dovevano presentarsi con superfici regolari e piane, o nelle fondazioni, o ancora nei sottofondi stradali; costituito da frammenti lapidei, caementa, disposti più o meno alla rinfusa e annegati in abbondante malta di calce e sabbia (o sabbia vulcanica detta pozzolana usata ancora oggi).
  • Opus incertum
    Struttura muraria in uso nell’antica Roma; il paramento era composto da pietrame informe, che veniva rifinito agli angoli con zone di mattoni
  • Opus mixtum
    Struttura muraria in uso nell’antica Roma; il paramento era composto da zone di tufo e filari, variamente disposti, di mattoni.
  • Opus reticulatum
    Struttura muraria in uso nell’antica Roma; il paramento era composto da blocchetti di tufo piramidali con la base quadrata in facciata, disposti con rotazione di 45°.
  • Opus signum
    Vedi Mosaico.
  • Opus spicatum
    Struttura muraria in uso nell’antica Roma; il paramento era composto da pietre rettangolari disposte a spina di pesce.
  • Orchestra
    Nel teatro greco era lo spazio circolare, non lastricato, posto fra la scena e la cavea, dove il coro recitava e danzava.
  • Ornato
    Il complesso dei motivi ornamentali che decora l’architettura degli edifici.
  • Orsatura
    Lavorazione dei conci che consiste nel pulimento mediante sfregamento con una pietra dura.
  • Ottàstilo
    Tempio antico la cui facciata è composta da otto colonne. Il Partenone di Atene è O. (anche octàstilo)
  • Ottone
    Lega di rame e zinco. Gli O. si contraddistinguono con un numero progressivo che indica il loro tenore in rame (sigla UNI: OT60, al 60% di rame; OT63, al 63% di rame; OT72, al 72% di rame). L’O. è impiegato per la fabbricazione di oggetti ornamentali o di arredo, di pezzi meccanici, rubinetterie, parti statiche di imbarcazioni perché resistente all’acqua marina, ecc.
  • Òvolo
    Tipo di modanatura avente il profilo a forma di quarto di cerchio, in genere questa è ornata da piccoli motivi a rilievo detti ovoli, divisi fra di loro da un altro motivetto a rilievo, il dardo o la freccia o lancetta, nome che deriva dalla sua forma. La modanatura ad O. termina nell’angolo, generalmente con una foglia d’acanto o di palma.
  • Padiglione
    Tipo di costruzione, in origine piccolo edificio che faceva parte di un complesso più ampio (es. i P. delle ville seicentesche), oggi costruzione isolata in uno spazio libero e destinato ad usi vari, come esposizione, sosta e ritrovo in parchi, ecc. Vedi anche Volta, Tetto.
  • Pagoda
    In origine edificio sacro dei paesi dell’Oriente. In India prendono il nome di stupa o di caitya: sorgono spesso accanto a un monastero e hanno forme diverse, per lo più di un emisfero su base cubica, sormontato da una piramide o da un cono, e da singolari strutture che simboleggiano i cinque elementi, le regioni celesti, ecc. In Cina assumono spesso forma di torri, a pianta poligonale (raggiungono fino a 60 m di altezza). In Europa, nel sec. 18°, la moda dell’Oriente mise in voga le P. come elementi decorativi nei parchi e nei giardini.
  • Palafitta
    In generale qualsiasi costruzione sostenuta da pali, ma di solito con tale termine s’intende la palificata di fondazione, realizzata con pali eseguiti fuori opera e successivamente infissi.
  • Palanca
    Grossa tavola di legno (cm 4x25x400), o elemento tubolare metallico; utilizzato, nelle opere in costruzione, per livellare superfici varie, oppure come piano praticabile nei ponteggi.
  • Palancole
    Tavole di legno, con bordi sagomati, o analoghi elementi di ferro, o calcestruzzo armato, collegati fra loro e infissi nel terreno, in modo di ottenere una parete continua ed impermeabile posta attraverso un corso d’acqua, per passarvi sopra a piedi, o anche per contenimento dell’acqua o di terreno incoerente (paratia).
  • Palazzo
    Edificio che può avere diverse funzioni (abitazione civile, uffici, ecc.), ed è di più grandi dimensioni rispetto alla casa; tale carattere è proprio dell’architettura moderna. In passato il P. era edificio maestoso, costruito con ricchezza di materiale e per lo più artisticamente decorato, dimora di principi o di signori o sede di uffici pubblici.
  • Pali di fondazione
    Elemento resistente di forma per lo più prismatica o cilindrica di notevole lunghezza, impiegato nelle fondazioni sia dove il terreno fondabile è molto profondo e tale da non essere economicamente raggiungibile con le fondazioni a piloni, sia per la presenza di falde idriche sotterranee che renderebbero oneroso lo scavo di pozzi. I P. possono essere in legno, in ferro e in cemento armato; la loro messa in opera può classificarsi in due categorie: i P. infissi nel terreno mediante battitura, e i P. formati in opera mediante trivellazione del terreno stesso. Fra i vari metodi per la costruzione dei P. abbiamo:" - Palo Simplex, è formato in opera, mediante infissione, per battitura (senza asportazione di terra), di un tubo di acciaio del diametro di 40 cm, detto camicia, munito di puntazza recuperabile. Dopo l’infissione, si getta, entro il tubo, calcestruzzo, opportunamente pilonato, e contemporaneamente si estrae il tubo, sollevandolo con l’argano del battipalo. Quando il tubo non viene recuperato si dice intubato. La portata in relazione alla natura del terreno, è di circa 30 tonnellate. - Palo Duplex, è formato in opera, mediante infissione, per battitura di un secondo P. Simplex, concentrico al primo, quando il calcestruzzo è ancora fresco. La portata in relazione alla natura del terreno, è di circa 100 tonnellate. - Palo Franki, è formato in opera, gettando calcestruzzo quasi asciutto nel tubo-forma (camicia), appoggiato sul piano di campagna battendolo con un maglio da 3 t cadente da parecchi metri d’altezza (senza asportazione di terra). Il tubo, nel fondo, ha un tappo di calcestruzzo o di acciaio, sul quale agisce il maglio, che trascina il tubo con sé: il quale affonda nel terreno fino alla profondità voluta, impedendo alle eventuali acque sotterranee di penetrare nella forma. - Palo Strauss, è formato in opera per trivellazione, con asportazione di terra: il calcestruzzo viene colato nel tubo-forma che ha il bordo inferiore a denti di sega, e l’infissione avviene generalmente per rotazione. Se il terreno è incoerente, contemporeaneamente alla trivellazione penetra una pesante sonda, munita di valvola di fondo con la quale si asporta il materiale sciolto. Poi si procede all’estrazione del tubo-forma e contemporaneamente si comprime il calcestruzzo.
  • Paniforte
    Pannello di legno composto da un’anima di spessore notevole, in listelli di legno incollati e da un rivestimento di due strati superficiali di legno compensato.
  • Pannelli radianti
    Nei sistemi di riscaldamento i P. radianti possono essere sia i comuni radiatori a forma di piastra, sia un sistema di tubazioni in acciaio, rame, o resine sintetiche, annegato nel massetto di sottopavimentazione dei locali da riscaldare, o inserito in appositi elementi prefabbricati di calcestruzzo con cui si rivestono le pareti o i soffitti. L’acqua calda che circola nel sistema a serpentina viene mantenuta alla temperatura di circa 25 – 30 °C.
  • Pannello Sandwich
    Elemento che unito alla struttura di sostegno e agli ancoraggi costituisce il moderno sistema di paramenti di facciata detto Curtain Walls (vedi). Caratteristiche fondamentali dei P. Sandwich sono la resistenza agli agenti atmosferici, agli urti e al fuoco, debbono essere sufficientemente rigidi, buoni isolanti acustici e termici, ed impermeabili all’aria e all’acqua. Sono formati da uno strato di materiale isolante, inserito solidamente fra due strati sottili di materiale diverso dei quali, quello esterno lo protegge dagli agenti atmosferici e quello interno dagli urti. Lo spessore complessivo dei P. Sandwich oscilla dai 5 ai 15 cm, ed il peso dai 25 ai 75 kg/mq.
  • Pannello solare
    Costituito da una o più lastre trasparenti, generalmente di vetro e da una lastra assorbente; composta da parte piana e da un sistema di tubi entro i quali scorre il liquido vettore del calore, il quale confluisce in un boiler che funzionando da scambiatore di calore riscalda l’acqua di rete, che anch’essa è confluita nel boiler, per poi essere distribuita a servizio degli utenti. (anche collettore piano)
  • Pannello tamburato
    Può essere classificato come tipo di pannello sandwich (vedi). Il P. tamburato è in legno, costituito da due strati superficiali generalmente di compensato e bordati da listelli di legno massiccio. Il nucleo centrale ha lo scopo di conferire rigidità all’insieme, e può essere realizzato in vari modi: - listelli di legno incrociati che formano un disegno di quadrati o losanghe - listelli di legno curvati a spirale - strisce di compensato ondulato - nido d’ape a maglie esagonali con carta Kraft (vedi) - riempimento con resine sintetiche.
  • Pannello truciolare
    Pannello costituito da particelle di legno (trucioli), che vengono impregnate di collante e distribuite su una superficie pari a quella del pannello, poi avviene la pressatura a caldo. Le dimensioni dei pannelli, così ottenuti, variano da 160x305 cm a 185x308 cm, e lo spessore da 6 a 40 mm.
  • Paradiso
    Era così chiamato il cortile a quadriportico antistante le basiliche paleocristiane e alcuni tipi di chiese romaniche da esse derivate, spesso coltivato a giardino a simboleggiare il Paradiso terrestre.
  • Paradosso
    Trave principale in legno che nell’orditura del tetto segue l’inclinazione della falda, e nei ponteggi provvisori è appoggiata sulle opere murarie già edificate.
  • Parasta
    Semi pilastro addossato ad una parete.
  • Parquet
    Tipo di pavimento in legno formato da doghe o tavolette quadrate di varie dimensioni, o quadroni di lato da 80 a 120 cm formati da piccoli pezzi posti a disegno; può essere chiodato, oppure incollato sul sottofondo ben lisciato o su un pavimento esistente, secondo varie disposizioni: a spina di pesce, a lista o a tolda. Dopo la posa in opera, si procede con lame o arrotatrici meccaniche all’eliminazione dei piccoli risalti, per poi passare alla lucidatura con cera o vernice trasparente. Vengono usate specie legnose forti (pitch-pine, teak, larice, noce, rovere, castagno, ecc.).
  • Passafuori
    Travetto di legno inchiodato al puntone di un tetto, sporgente oltre il filo esterno del muro perimetrale, per sostenere il cornicione sovrastante.
  • Passinata
    Serie di correnti e travicelli nell’orditura di un soffitto o di un tetto.
  • Passone
    Palo di legno (quercia, ontano, castagno, pino rosso, ecc.) di lunghezza da 2 a 4 m, con diametro di circa 15 e 50 cm e più; utilizzato per il costipamento di un terreno incoerente superficialmente; v. pali di fondazione.
  • Patio
    Luogo simile ad un cortile all’aperto, sul quale si affacciano i vari ambienti della casa, spesso con porticato o loggiato che si apre verso il giardino interno.
  • Pavimentazione a coda di pavone
    Tipo di pavimentazione per esterni formata da elementi in porfido di piccole dimensioni (da 4x4 cm e 6 cm d’altezza, a 9x9 cm e 12 cm d’altezza), allettati su sabbia, e l’inserimento nelle connessure di malta liquida di cemento. La loro disposizione planimetrica è spesso quella del ventaglio, o di archi contrastanti, si usano in genere due colori che danno forza al disegno (disegno a ventagli incrociati).
  • Pavimentazione alla veneziana
    Pavimentazione costituita da frammenti di marmo, di varie dimensioni e colori, disposti in modo di ottenere un disegno geometrico, inseriti in uno strato di malta di sabbia e cemento (per interni da 1 a 1,5 cm di spessore; per esterni da 1,5 a 2 cm), steso sopra un primo strato di calcestruzzo di cemento magro (per interni da 4 a 6 cm di spessore; per esterni da 10 a 12 cm).
  • Pavimentazione galleggiante
    Tipo di pavimentazioni per interni con lo scopo di assicurare un buon isolamento acustico fra un piano e l’altro dell’edificio; il piano di calpestio viene posto sopra uno strato di calcestruzzo leggero ed uno strato isolante che rivolta verticalmente sulle pareti per interrompere la continuità.
  • Pavimentazione sopraelevata
    Il pavimento è formato da pannelli con più strati di vario materiale che assicurano un buon isolamento termoacustico, sono mobili e rigidi, e appoggiati sul solaio mediante sostegni in acciaio, di altezza regolabile (da 10 a 100 cm). Nell’intercapedine così costituita possono essere installate canalizzazioni varie. Impiegati soprattutto nei centri tecnici attrezzati, radiofonici, uffici, ecc. Da non confondere con il pavimento galleggiante.
  • Pece
    Sostanza vischiosa che si ottiene principalmente dalla distillazione di varie qualità di catrame. La P. comune è una massa di color nero, insolubile nell’acqua, usata per proteggere dall’umido e dall’acqua, per unire fra loro le parti in legno di botti, della carena delle navi, ecc., e nella preparazione di asfalti artificiali per pavimentazioni, di cartoni e feltri catramati, per vernici e come materiale isolante
  • Pecile
    Luogo porticato nell’agorà di Atene, decorato di pitture nel sec. 5° a.C. raffiguranti l’amazzonomachia di Teseo, Ilio distrutta e la battaglia di Maratona. Vi si riunivano i filosofi seguaci di Zenone, (detti stoici; v. stoa). Nella Villa Adriana a Tivoli era così chiamata un’area porticata in ricordo del P. di Atene.
  • Pedata
    Parte orizzontale del gradino, dove poggia il piede. La sua dimensione p (nella direzione della rampa) è in diretta relazione con l’alzata a, la parte verticale del gradino, secondo varie formule, fra cui: 2a + p = 64 cm; a + p = 48 cm; oppure 4/3 a + p = 52 cm.
  • Peduccio
    Pietra liscia o variamente scolpita che serve di appoggio all’imposta dell’arco o della volta, spesso per la sua forma e funzione si chiama capitello pensile. (anche piede)
  • Pennàcchio
    Parte di una volta costituita dalla superficie di raccordo fra i piedritti, e la forma rotonda o poligonale della volta, quando questa sia impostata su un ambiente a pianta diversa da quella della volta stessa (ad esempio una cupola impostata su un ambiente a pianta quadrata o poligonale). In genere il P. prende la forma di triangolo sferico, è spesso decorato con affreschi o mosaici, celebri ad esempio i P. a triangolo nel battistero della basilica di S. Marco a Venezia.
  • Pensilina
    Struttura a sbalzo addossata ad un edificio o isolata e sostenuta in vari modi, per proteggere dalla pioggia o dal sole le persone che devono transitarvi o sostarvi.
  • Pentàstilo
    Tempio che in facciata presenta cinque colonne.
  • Pentèlico
    Qualità di marmo greco, a grana fina, assume, esposto agli agenti atmosferici, una patina calda e dorata che rende particolarmente suggestive le opere architettoniche con esso eseguite. Il Partenone e i Propilei nell’Acropoli di Atene sono in marmo P.
  • Peperino
    Roccia sedimentaria piroclastica o tufo vulcanico, di colore grigiastro con macchie simili a grani di pepe. Impiegato in edilizia soprattutto per zoccolature, fasce, modanature e altre ornamentazioni.
  • Pèrgamo
    Nell’architettura sacra equivale a pulpito, che in talune chiese è formato da una sorta di balcone sporgente, che si trova o all’esterno o all’interno, e può essere addossato a pareti o isolato e sostenuto in vario modo.
  • Perìptero
    Tempio antico che ha una fila di colonne intorno alla cella, sia essa rotonda o rettangolare; il Partenone di Atene è un tempio P.
  • Peristilio
    In genere si dice di qualsiasi porticato a colonne intorno ad un edificio, perché tale termine in origine indicava il cortile circondato da portici all’interno delle antiche case greche e romane. Celebre fra i tanti ritrovati, il P. della casa degli Amorini dorati a Pompei.
  • Persiana
    Chiusura mobile posta esternamente alle finestre, con lo scopo di attenuare l’illuminazione, e la luce diretta del sole, permettendo il passaggio dell’aria. Le P. si possono dividere in tre categorie principali: a sportello girevole, a sportello scorrevole, avvolgibili. I primi due tipi sono detti P. alla romana; sono costituiti da un telaio perimetrale cui viene fissata una serie di tavolette inclinate dall’interno verso l’esterno, fisse o mobili. Il sistema di apertura nelle P. a sportello girevole avviene per movimento a ribalta con cerniere verticali, mentre nelle P. a sportello scorrevole il movimento è di scorrimento, per mezzo di rotelle, su due rotaiette poste sul davanzale, all’inteno del muro perimetrale; tale sistema rende molto difficili gli eventuali interventi di manutenzione o di riparazione all’apparato di scorrimento. I materiali impiegati nella costruzione delle P. alla romana sono il legno, e più raramente l’alluminio, e le materie plastiche, recentemente viene impiegato il ferro zincato, specialmente nelle grandi città per protezione dai furti. Le P. avvolgibili sono costituite da tante stecche sottili (in legno o in materie plastiche) di adatto profilo, tenute assieme da laminette di acciaio; la P. avvolgibile scorre verticalmente dentro due guide metalliche fatte ad U fissate agli stipiti del vano, avvolgendosi su un rullo sistemato in un incasso collocato sopra l’architrave.
  • PF
    Resina fenolica.
  • Pianella
    Mattonella in laterizio di circa cm 20x20, e 2 cm di spessore, impiegata come materiale per pavimentazioni rustiche; il pavimento risulta assorbente, polveroso e antigienico.
  • Piano di campagna
    Quota presa come riferimento dalla superficie naturale del terreno dove avviene la misurazione degli edifici da costruirsi o costruiti, emergenti dal terreno o interrati, ovviamente tale riferimento ha una certa approssimazione a causa delle irregolarità naturali che presenta il piano stesso.
  • Piano quotato
    Misurazione altimetrica di un terreno o altro, attraverso un piano orizzontale immaginario posto ad una certa quota a partire da un punto di riferimento, rispetto al terreno da misurare, si determineranno altri punti e se ne misurerà la quota dal terreno fino al piano immaginario, in modo da ottenere il rilievo esatto della sezione del terreno misurato. Inoltre i punti misurati saranno legati da una maglia triangolare (triangolazione) che permetterà anche il rilievo della planimetria del terreno, o di ciò che si è misurato (ad es. un interno di edificio).
  • Piantana
    Asta verticale in legno o tubolare metallico che unita ai correnti (aste orizzontali) costituisce la struttura portante del ponteggio.
  • Piattabanda
    Elemento strutturale che ha la stessa funzione dell’architrave, ma impiegato per luci modeste (porte, finestre), costruito con una serie di mattoni pieni o forati, o pietre da taglio, disposti per ritto e saldati con uno strato di malta, disposta in modo da formare un arco molto ribassato che scarica sulle spalle il peso sovrastante.
  • Picnòstilo
    Distanza dell’intercolunnio (vedi) di un diametro e mezzo.
  • Piedistallo
    Basamento di elementi architettonici (obelischi, guglie, pinnacoli, colonne, statue). Nell’ordine architettonico classico ha il compito di sostenere colonne o statue, è formato da un parallelepipedo detto dado poggiato su una base costituita da una cornice sporgente verso il basso, lo zoccolo; e delimitato superiormente da una cornice sporgente verso l’alto, la cimasa.
  • Piedritto
    Sostegno verticale su cui poggia l’arco, o l’architrave, o la piattabanda. I P. debbono sopportare sollecitazioni di compressione, dovute al carico su di essi insistente, e quelle relative al rovesciamento per effetto di spinte orizzontali indotte sia dalle strutture sostenute, sia direttamente da altre forze esterne. (anche spalla)
  • Pietrisco
    Vedi Ghiaia.
  • Pignatta
    Mattone cavo in laterizio, di dimensioni e numero dei fori variabili. Impiegato soprattutto, unitamente a travetti di calcestruzzo armato, per la costruzione di solai. In alcuni tipi la faccia superiore risulta particolarmente resistente in modo da limitare al minimo lo spessore del sovrastante getto di calcestruzzo, o ancora esistono tipi che hanno la faccia inferiore con due sporgenze laterali di dimensioni pari alla metà della larghezza del travetto, per ottenere un intradosso omogeneo; v. laterizio, laterocemento.
  • Pila
    Struttura portante, spesso costituita da un massiccio muro, che sorregge due arcate o due travi continue di un ponte, trasmettendo al terreno i carichi permanenti ed accidentali (peso della struttura e quello che deriva dal transito sul ponte). La P. può essere costruita in muratura, in calcestruzzo semplice o armato (a traliccio o internamente cava). Necessario è uno studio preliminare, sia delle maggiori piene possibili, sia della velocità massima del defluire dell’acqua; v. antibecco, retrobecco.
  • Pilastro
    Elemento strutturale di sostegno, ad asse verticale di forma per lo più prismatica, può essere incassato nel muro, isolato (consentendo la riduzione degli ingombri), oppure leggermente sporgente dal muro (parasta). Lo scopo del P. è di concentrare su di esso sollecitazioni a compressione e a flessione derivanti dai carichi sostenuti, in relazione alla sezione, al materiale ed all’altezza del P. stesso. In genere viene ripetuto ad intervalli, secondo punti stabiliti dalla cosiddetta “maglia strutturale”
  • Pilastro pendolare
    Pilastro usato nelle strutture metalliche, vincolato a cerniera alle due estremità; ciò consente movimenti di traslazione e di rotazione alla struttura sostenuta. Le cerniere sono del tipo sferico o cilindrico.
  • Pilastro polistilo
    Tipo di pilastro caratteristico dell’architettura romanica, ma soprattutto di quella gotica, per sostenere le nervature (costoloni) delle volte; presenta una sezione cruciforme, cioè quadrangolare con quattro semicolonne accorpate, che corrispondono ciascuna a una nervatura, in seguito, specialmente con il gotico francese, le colonne che formano il pilastro aumentano di numero, diventando, spesso, più sottili, e dalla nervatura fino in terra non hanno punti di discontinuità accentuando così il verticalismo dell’edificio caratteristico di quest’architettura. (anche a fascio)
  • Pilone
    Elemento strutturale ad asse verticale costruito in muratura o calcestruzzo armato. Può assumere diverse funzioni: se fuori terra è l’elemento che sostine le arcate o le travi di un ponte (vedi pila), se costruito sotto terra è elemento di sostegno delle fondazioni di edifici. Altro significato:    Caratteristico portale monumentale dei templi egiziani, costituito da due tratti di muraglia di elevato spessore, rastremati verso l’alto, tra i quali si apre la porta.
  • Pilotis
    Pilastri, per lo più in cemento armato e a sezione circolare, isolati e ripetuti ad intervalli; che sostengono un edificio, isolandolo al piano terreno, delimitando uno spazio coperto, libero da pareti, e in diretta relazione con l’esterno. I P. costituiscono uno dei cinque punti programmatici enunciati da Le Corbusier.
  • Pinnàcolo
    Vedi Guglia.
  • Pirex
    Vedi Pyrex.
  • Piscina notatoria
    Nelle terme romane era così chiamata la vasca maggiore all’aperto, riempita con acqua fredda. (anche natatio)
  • Plafoniera
    Particolare tipo di portalampada, che viene applicato direttamente al soffitto o al controsoffitto di un ambiente. Il suo scopo è quello di nascondere tutto l’apparato necessario al sistema illuminante. Esistono “infiniti” tipi di P. con diverse forme e disegni tali da costituire elemento di decoro per l’ambiente.
  • Platea
    E’ un tipo di fondazione che si esegue quando la resistenza del terreno è molto debole rispetto al carico unitario tasmesso dall’edificio alla fondazione, o quando il terreno resistente è tanto profondo da non essere economicamente raggiungibile. La P. è costituita da una piastra di calcestruzzo armato formata da una soletta inferiore, appoggiata sul terreno, portata da un sistema di travature principali e di travi secondarie, se l’edificio da costruirsi è di limitata altezza la P. è costituita da un solettone. Condizione essenziale per la stabilità della P. è che il terreno sia il più omogeneo possibile, sia superficialmente sia in profondità, per uno spessore pari almeno una volta e mezza la largezza della P.
  • Plexiglas
    Vetro acrilico, ossia resine di metacrilato di metile. Viene fabbricato in lastre, tubi, bacchette, articoli vari e di fantasia. Presenta trasparenza, minor peso specifico del vetro, infrangibilità, elevata resistenza alla rottura, ma purtroppo ha una bassa resistenza all’abrasione che ne limita notevolmente l’impiego.
  • Plinto
    Nell’architettura classica è la parte inferiore della base della colonna a forma di basso paralleledipedo a sezione quadrata.
  • Plinto di fondazione
    Struttura in cemento armato costituita da un solido a forma di piramide tronca o di parallelepipedo, di preferenza a pianta quadrata, che ha la funzione di ripartire il carico del pilastro sul terreno; così da costituire un naturale allargamento della sezione del pilastro (in cemento armato o in acciaio), elemento portante dell’edificio. I plinti isolati in cemento armato possono essere alti e rigidi, o bassi e flessibili: - plinto rigido, la sua forma è a tronco di piramide, o a gradoni, l’altezza del plinto è notevole rispetto alla base, e la pendenza laterale è compresa fra i 45° e i 60°, salvo una leggera griglia posta alla base può essere privo di armatura metallica, perché l’altezza della sezione del conglomerato cementizio è tale da poter sopportare le relative sollecitazioni di flessione e taglio - plinto flessibile, la sua forma è a tronco di piramide o a parallelepipedo, la pendenza laterale è uguale o inferiore a 45°. Le forze presenti sono il carico verticale trasmesso dal pilastro e la reazione del terreno esercitata sulla base del P.; l’armatura in questo caso è sempre presente, e i tondini di acciaio sono disposti prevalentemente sul lembo inferiore. Ai fini della ripartizione uniforme del carico sul terreno, i P. rigidi (alti e poco armati) sono sempre da preferirsi a quelli bassi e flessibili
  • Pluviale
    ubo vertivale di scarico delle acque meteoriche provenienti dalla copertura. Può essere realizzato sia esterno all’edificio sia inglobato all’interno della muratura; nel primo caso è un tubo composto di vari elementi sovrapposti e incastrati l’uno sull’altro, di lamiera zincata o in PVC rigido, mentre la parte inferiore è realizzata in ghisa per proteggerla dagli urti.
  • Podio
    Piedistallo su cui erano costruiti molti monumenti classici; i templi romani erano quasi sempre poggiati su alti P., le cui fronti erano variamente interrotte da scalinate. Negli anfiteatri il P. era il basamento del palco su cui erano i sedili dell’imperatore, dei senatori, dei magistrati e delle vestali.
  • Policarbonato
    Vetro organico, simile al plexiglas (vedi).
  • Policloruro di vinile
    Vedi PVC.
  • Polietilene
    Prodotto di polimerizzazione dell’etilene, da liquido può diventare fino a masse cerose più o meno dure; quest’ultime sono le più importanti dal punto di vista pratico, sono pochissimo solubili nei vari solventi, impermeabili all’acqua, con caratteristiche elettriche di bassa permettività, basso fattore di potenza, elevata resistenza dielettrica, ecc; sono insensibili agli acidi, agli alcali, ecc.; sono però degradate dall’ossigeno atmosferico che le rende fragili; si aggiungono quindi additivi antiossidanti. Il suo impiego è ampio: dalla produzione di film, per avvolgere prodotti alimentari e altro, alla fabbricazione di tubi, alla riduzione in fogli per impermeabilizzare coperture e tetti.
  • Polifora
    Finestra con parecchie aperture.
  • Polimero
    Sostanza formata da due o più molecole dello stesso composto. I P. comprendono composti naturali (la gomma, la cellulosa), o sintetici (materie plastiche o resine sintetiche, fibre artificiali, ecc.).
  • Polistilo
    I templi egiziani erano P. perché sostenuti da un gran numero di colonne; v. pilastro polistilo.
  • Poliuretano
    Polimero ottenuto per poliaddizione di polialcoli e diisocianati. I P. trovano impiego come materiali da stampaggio, adesivi, vernici, e come elastomeri e fibre sintetiche. I vari manufatti in P. hanno buone proprietà dielettriche, meccaniche, termiche; si possono ottenere blocchi e pannelli con porosità chiuse, usati per isolamento termoacustico.
  • Ponte
    Opera architettonica costruita con vari materiali e sistemi strutturali, con lo scopo di consentire l’attraversamento di un luogo (fiume, strada, ferrovia, ecc.) da un punto ad un altro. Si hanno P. in legno, in ferro o altri materiali metallici, in calcestruzzo semplice o armato, e in cemento armato precompresso. I P. in muratura o in calcestruzzo semplice sono tutti P. ad arco, non potendo questi materiali sostenere bene alcuna sollecitazione che non sia la pressione semplice. I P. in ferro o in cemento precompresso possono avere una maggiore varietà di schemi statici (da semplici travi continue ai P. sospesi)
  • Ponte termico
    Zona locale limitata dell'involucro edilizio che rappresenta una densità di flusso termico maggiore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti.
  • Ponteggio
    Costruzione provvisoria di legno o di tubi, che serve ai muratori per lavorare agli edifici in costruzione. E’ preferibile utilizzare P. metallici realizzati con tubi di acciaio zincato (la denominazione commerciale è generalmente tubi Innocenti) del diametro interno mm 48 e spessore mm 4; per il montaggio più rapido, per il completo recupero degli elementi utilizzati e per una maggiore resistenza e indeformabilità. I tubi sono collegati fra loro mediante giunti, serrati con bulloni (esistono diversi brevetti). (anche impalcatura)
  • Porcellana
    Prodotto ceramico pregiato, formato da pasta a grana finissima e compatta assai bianca, traslucida, sonora, impermeabile. Deriva dalla cottura alla temperatura fra i 1350°C e 1450°C di argilla pura bianca (caolino), quarzo e feldspato impastati con acqua. Impiegata, sia allo stato grezzo sia ricoperta da un rivestimento trasparente, per vari usi; da oggetti per uso domestico, a elementi isolanti elettrici, a vasche e tubi utilizzati per contenere anche liquidi aggressivi.
  • Porfido
    Roccia eruttiva o effusiva, di vario colore, dal rosso scuro, al verde, al grigio fino al nero. Si distinguono i P. granitici, i P. quarziferi, ecc. Ha buona resistenza a compressione che può superare anche i 2000 kg/cmq, per quanto il peso specifico non sia molto grande (da 2400 a 2700 kg/mc) perché leggermente porosa; è adatta per pavimentazioni stradali e interne e per rivestimenti
  • Portale
    Porta esterna d’ingresso ad un edificio, ma più imponente e artisticamente più studiata di una semplice porta. Spesso è l’elemento più caratteristico di tutta una facciata. Celebri e di esemplare bellezza, sia per la loro composizione, sia per la loro decorazione scultorea, sono i P. gotici come, per es.: il P. del Giudizio di Notre-Dame a Parigi, il P. della Vergine Dorata della Cattedrale di Amiens, il P. centrale della facciata della Cattedrale di Saint-Etienne a Bourges.
  • Pòrtico
    Ambiente a pianoterra coperto, del quale almeno un lato è aperto e composto da colonne o pilastri. Esempi se ne hanno dall’antichità fino ai nostri giorni. Celebri a Roma sono: il P. di Ottavia, il colonnato di S. Pietro, ecc.
  • Postmenio
    Piazza posta fuori delle mura di una città.
  • Pozzetto
    Manufatto in muratura o prefabbricato in calcestruzzo che serve a raccogliere per poi convogliare alla rete fognaria le acque piovane che scendono dai pluviali, le dimensioni sono variabili di circa 40x40x40 cm con coperchio superiore d’ispezione a pefetta tenuta, in ferro, ghisa od anche in calcestruzzo armato. Di dimensioni maggiori (con sezione minima di 70x70 cm) sono i P. d’ispezione collocati ogni 20 o 30 m lungo le tubazioni delle fogne, per consentire l’ispezio- ne e la pulizia della rete di fognatura.
  • Pozzo artesiano
    Tipo di pozzo che serve a prelevare acqua da una falda artesiana (falda che scorre fra due strati impermeabili, in pressione come se scorressero entro tubazioni), o comunque da falde acquifere superficiali o profonde. Con il tubo d’acciaio (tubi Norton), che fa da condotto di estrazione dell’acqua, si procede alla percussione del terreno; che avviene a più riprese sui diversi tronchi del tubo avvitati l’uno sull’altro per mezzo di giunti a vite e manicotto. Con la percussione a mano si possono raggiungere profondità di circa 7 o 8 m; con la percussione a mezzo di battipalo circa 20 o 30 m
  • Pozzo nero
    Sistema di raccolta dei liquami di scarico di edifici sprovvisti di fognatura. È un vano interrato con pareti di muratura o di calcestruzzo, bene intonacate. Sono obbligatori almeno due spurghi l’anno, e in base a questo, in fase di progetto, sarà misurata la sua capienza. Tale sistema è ormai sostituito dalla fossa settica (vedi).
  • Pozzolana
    In origine era un tipo di sabbia vulcanica, di cui a Pozzuoli esistono giacimenti di qualità rinomata, che durante la presa dà luogo con la calce a reazioni complesse che assicurano all’impasto una particolare solidità e anche notevoli proprietà idrauliche. Oggi, impropriamente, sono così chiamati i prodotti, sia naturali sia artificiali, che hanno la proprietà di reagire con la calce e in presenza di acqua, costituendo così dei leganti che hanno notevoli proprietà idrauliche e una particolare resistenza alle acque aggressive naturali più comuni.
  • Pratt (trave)
    Trave reticolare, generalmente realizzata in acciaio, la cui struttura è rappresentata da montanti verticali (di minor lunghezza) sottoposti a sollecitazioni di compressione, e le aste diagonali (più lunghe) sono, invece, sottoposte a trazione.
  • Precinzione
    Vedi Balteo
  • Presbitèrio
    Parte della chiesa situata sul fondo della navata centrale, riservata al coro e alla collocazione dell’altare maggiore. E’ quasi sempre leggermente rialzata rispetto al piano della chiesa (in numerose chiese medievali il P. è notevolmente rialzato, perché sotto di esso trovava posto la cripta alla quale si accedeva direttamente dalle navate). Il P. è spesso separato dalle navate mediante balaustra o simili.
  • PRFV
    Resina poliestere rinforzata con fibra di vetro.
  • Primer
    Sostanza liquida, a rapido asciugamento, utilizzata per far aderire meglio lo strato d’impermeabilizzazione ad ogni tipo di supporto, e per saturare le porosità del cemento.
  • Profilato
    Sbarra metallica ottenuta al laminatoio, la forma della sezione trasversale è quella che dà il nome al P. Nelle tabelle UNI sono riportati i valori caratteristici dei P. in base alle loro dimensioni; v. C, L, HE, doppio T, T.
  • Prònao
    Negli antichi templi era l’atrio antistante la cella, con colonne sul fronte; v. prostilo.
  • Propilei
    Antico ingresso monumentale composto da un colonnato che sorregge una copertura piana, o a falde inclinate. Il colonnato è disposto ortogonalmente alla direzione d’ingresso, e può essere ripetuto in modo da formare una o anche più navate, ed anch’esse hanno la loro direzione longitudinale, ortogonale rispetto a chi entra. Celebri sono i P. nell’Acropoli di Atene.
  • Pròstilo
    Tempio che presenta una fila di quattro o più colonne sul fronte del pronao. Nel tempio P. le ante (i prolungamenti in avanti delle pareti laterali della cella) non arrivamo fino alla fila delle colonne del fronte, come invece avviene nel tempio in Antis, che, infatti, ha il pronao lateralmente chiuso.
  • Pròtesi
    Piccolo ambiente per lo più a pianta quadrata che si trova in alcune basiliche cristiane e nelle basiliche ravennati, situato a fianco dell’abside, la sua funzione non è ben nota; forse lì si benediceva il pane e il vino, o forse i fedeli vi deponevano le offerte. (anche oblatorium)
  • Protìride
    Tipo di mensola, o la chiave dell’arco quando è a forma di mensola.
  • Pròtiro
    Piccolo atrio posto davanti l’ingresso di chiese medievali, ma soprattutto romaniche, formato da una volta sorretta sul davanti da colonne o pilastri, che per lo più poggiano sul dorso di leoni, e spesso sopra la volta si trova un’edicola o altro elemento architettonico. Il P. deriva dal nartece delle basiliche cristiane. Celebri in italia sono: il P. della cattedrale di Piacenza, il P. del duomo di Ferrara, il P. del duomo di Modena, ecc.
  • Pseudo isodomo
    Tipo di assestamento (vedi) di una muratura in cui i conci di pietra o i mattoni sono tutti di uguale altezza nello stesso filare, ma ogni filare ha diversa altezza.
  • Pseudoperìptero
    Tempio in cui manca il peristilio caratteristico del tempio periptero, ma le colonne sono incassate nel muro della cella, in modo da costituire semicolonne o semipilastri; derivando così il nome di P.; vale a dire un falso periptero. I templi P. sono tipicamente romani.
  • Pùlpito
    Vedi Pergamo
  • Pulvino
    Elemento strutturale o puramente decoratico, formato da un blocco, generalmente di pietra e scolpito, con le faccie inclinate (spesso a forma di tronco di piramide rovescia), collocato sopra il capitello. Esempi sono quelli nelle chiese bizantine.
  • Puntone
    Nelle strutture reticolari è l’elemento soggetto prevalentemente a sollecitazione di compressione assiale, come nel caso, ad esempio, delle capriate, in cui i P. sono le aste inclinate secondo la pendenza del tetto, mentre le aste soggette a sollecitazione di trazione sono dette tiranti. Quando i P. sono molto snelli, aventi cioè lunghezza notevole rispetto alla sezione trasversale, può verificarsi l’inflessione laterale, ed è allora indispensabile la verifica a carico di punta.
  • Puteale
    Parapetto di forma circolare o poligonale che protegge l’orifizio dei pozzi, in genere è, nella sua superficie esterna, decorato con motivi architettonici o rilievi scolpiti, soprattutto nei pozzi medievali; che adornavano i chiostri dei monasteri e dei conventi.
  • Putrella
    Profilato di acciaio a doppio T, usato negli edifici in muratura per la costruzione di solai, accoppiato a tavelloni laterizi di vario tipo, o come architrave sopra i vani del fabbricato; e negli edifici a struttura di acciaio.
  • PVC
    Sigla con la quale si indica il cloruro di polivinile, una delle prime materie plastiche studiate e preparate, e forse anche la più usata. Il cloruro di vinile viene prima essiccato, liquefatto e distillato, poi polimerizzato in blocco o in soluzione, ma più spesso coi sistemi in emulsione o in sospensione, e i prodotti che si ottengono nei vari casi hanno proprietà e caratteristiche leggermente diverse. Nella mescola saranno aggiunti al polimero, stabilizzanti, plastificanti, materiali di carica, pigmenti, lubrificanti, ecc. Il cloruro di polivinile può essere foggiato con o senza l’aggiunta di plastificanti; nel primo caso (il più comune) si ottengono prodotti più o meno flessibili e resilienti, nell’altro prodotti rigidi. Il PVC è di uso comune in una vasta gamma di applicazioni: nell’edilizia è impiegato per la preparazione di tubi flessibili, di lastre, di valvole, e per il rivestimento di pareti e pavimenti (es. linoleum al PVC), pannelli per esterni, ecc.
  • Pyrex
    Tipo di vetro formato da 80,9 % di quarzo; 12,6 di anidride borica; 4,4 di ossido di sodio; 1,8 di alluminia; 0,3 di ossido di calcio. Ha un bassissimo coefficiente di dilatazione cubica e pertanto resistente agli sbalzi termici, al calore resiste fino a 550°C.
  • Quadratura
    Tecnica per la pittura murale a prospettive, nella decorazione di pareti, volte, cupole, ecc. usata in epoca classica, rinascimentale, ma soprattutto barocca; ricordando il quadraturista bolognese G. Curti il Dentone. L’applicazione illusionistica della prospettiva è presente anche nelle opere di architettura e di pittura eseguite da Donato Bramante, ricordando il braccio del coro simulato, attraverso una finta volta a botte cassettonata realizzata in stucco, nella chiesa di Santa Maria presso S. Satiro a Milano.
  • Quadrìfora
    Finestra divisa in quattro luci da tre regoli, o pilastri, o colonnine.
  • Quadrilobo
    Elemento architettonico caratteristico dell’arte gotica, è un motivo ornamentale, spesso un’apertura, diviso in quattro lobi disposti in croce. Se il Q. è inscritto in un cerchio, è chiamato quadrilobato. (anche quadrifilo)
  • Quadriportico
    Portico con quattro archi e quattro fronti. Più spesso s’intende con tale termine il portico del cortile quadrilatero che precede la basilica paleocristiana o romanica, e talora il cortile stesso.
  • Quarzo
    Minerale molto diffuso e usato. È anidride silicica trigonale, in forma di cristalli. Si distinguono numerose varietà in base al colore: Q. ametista, Q. citrino, Q. latteo, ecc. Il Q. è uno dei componenti essenziali di molte rocce eruttive, metamorfiche e sedimentarie. Si dicono pitture al quarzo plastico quelle pigmentate con Q. macinato, hanno il pregio di far evaporare l’eventuale umidità della muratura su cui sono applicate, attraverso la microporosità che si crea sulla pellicola essiccata.
  • Quota
    Misura reale dell’oggetto edilizio rappresentato nel disegno, sia esso rappresentato in pianta, sia in sezione, sia in prospetto. L’insieme delle misure che corredano un disegno è chiamato quotatura. Le norme per il disegno tecnico, tenendo conto del tipo di oggetto da rappresentate, suggeriscono il numero, la posizione ed il sistema di quote da usare.
  • Radiatore
    È l’elemento che cede calore all’ambiene da riscaldare; è costituito da elementi cavi in ghisa, lamiera d’acciaio o alluminio entro cui scorre acqua calda (termosifone). Nei sistemi a riscaldamento elettrico il R. è invece costituito da un apparecchio nel quale una resistenza è riscaldata dal passaggio della corrente.
  • Rampa
    Piano inclinato che permette di superare un dislivello. Anche successione di un certo numero di gradini compresa fra due ripiani o pianerottoli.
  • Rampante
    Una tipologia di arco (vedi arco)
  • Rastremazione
    Diminuzione progressiva del diametro del fusto di una colonna, con misura maggiore all’imoscapo e minore al sommoscapo, oppure a partire da un terzo dell’altezza; v. entasi. Il termine è più genericamente impiegato per indicare la riduzione progressiva delle dimensioni della sezione di un elemento costruttivo ad andamento verticale (piedritti, pilastri, muri), se tale riduzione avviene mediante cambiamenti bruschi della sezione, è detta risega.
  • Ratta
    Estremità rastremata di una colonna. La R. superiore è detta sommoscapo, la R. inferiore è detta imoscapo.
  • Refrattario
    Si dice di materiale che resiste alle alte temperature senza fondere, né deformarsi, né screpolarsi. Uno dei più importanti prodotti di partenza per la fabbricazione di materiali R. è il caolino. Le qualità dei R. dipendono dalla natura del materiale, dalla composizione chimica, dalla specie e dal tenore delle impurità, e dalle aggiunte necessarie per formare l’impasto. I materiali R. si suddividono in R. acidi come l’argilla; R. basici, come la dolomite e la magnesia; e R. neutri come la cromite. Con tali materiali si fabbricano generalmente mattoni pieni e semipieni, che presentano superfici liscie e spigoli vivi, e debbono essere posti in opera interi, confezionando pezzi speciali per raccordi, angoli, ecc., in genere, si fa a meno di cementanti, qualora occorressero si adoperano malte refrattarie; che sono della stessa natura dei R. che esse cementano. I mattoni sono impiegati per rivestimento di focolai di caldaie, anche di uso domestico, nei caminetti, nei cunicoli per l’uscita dei fumi caldi, nella schermatura di elementi strutturali in acciaio, ecc. (le caratteristiche di tali materiali sono stabilite dalla norma UNI 4678).
  • Règgia
    È il complesso degli edifici destinati all’abitazione del sovrano e della sua famiglia ed ai servizi relativi. Nella struttura compositiva della R. elemento di grande importanza è la realizzazione di giardini e cortili, che a seconda delle epoche e dei luoghi assumono varie tipologie, ma sempre accomunate dal carattere scenografico e spettacolare; dalle R. dell’antichità, a quelle dei popoli islamici o dell’Estremo Oriente, a quelle europee sia rinasimentali, sia, e soprattutto, barocche.
  • Regola d’arte (a)
    Si dice dell’esecuzione di un lavoro edilizio secondo le buone usanze comunemente acquistate. In realtà tale espressione non è basata su regolamentazioni ufficiali e, per questo, è spesso causa di equivoci.
  • Regolo
    Membratura a superficie piana che serve a separare elementi architettonici, ad esempio sono R. i tre anelli che cingono la sommità del fusto della colonna dorica. (anche listello)
  • REI
    Sigla che indica la stabilità R, la tenuta E, l’isolamento termico I; requisiti che deve avere l’elemento costruttivo per resistere al fuoco, secondo un programma termico prestabilito e per tempo determinato; v. porta antincendio.
  • Remenato
    Tipo di arco formato da un quarto di circonferenza.
  • Rena
    Termine che indica la sabbia, usata per la preparazione di malte. (anche arena)
  • Reni
    Le parti dell’arco comprese fra l’estradosso dell’arco, la linea di continuazione del piedritto e la tangente al colmo della curva; analogamente in ponti ad arco.
  • Resilienza
    Indice di resistenza dei materiali; resistenza a rottura dinamica di un materiale ricavata con una prova d’urto. L’opposto del valore di R. è l’indice di fragilità. La R. si misura in kgm/cmq; v. durezza.
  • Resine
    Prodotti di natura plastica e viscosa di origine naturale (sia vegetale, sia animale) o sintetica, con cui si fabbricano vernici, materiali isolanti, ecc. si distinguono in R. naturali e R. artificiali: le prime vengono prodotte naturalmente dalla secrezione di piante, sono sostanze trasparenti, insolubili in acqua, solubili nei solventi organici; si usano per la fabbricazione di materiali isolanti, di vernici, di saponi, ecc. L’unica R. di origine animale è costituita dalla gomma lacca, impiegata per la lucidatura di mobili, ma anche per la preparazione di vernici da levigatura, ecc. Le R. artificiali sono i prodotti macromolecolari ottenuti per polimerizzazione, o per policondensazione, o presenti in natura come tali e resi plastici attraverso opportuni trattamenti chimici, ad esempio il polistirolo, il polietilene, il polivinile, i fenoplastici, i poliesteri, poliammidi, ecc. Inoltre si dicono R. termoindurenti quelle sintetiche che polimerizzano per effetto del calore, ed una volta ultimato il processo divengono rigide, e si mantengono tali sia a freddo, sia a successivi riscaldamenti. Le R. termoplastiche sono quelle che rammolliscono per effetto del calore e sono lavorabili in queste condizioni, a fine processo ridiventano rigide, ma possono di nuovo rammollire se esposte nuovamente al calore; v. polimero, polietilene.
  • Restauro
    In generale qualsiasi intervento volto a rimettere in efficienza un prodotto dell’attività umana. Si avrà dunque un R. relativo a manufatti industriali e un R. relativo all’opera d’arte. Il R. primario è quello che riguarda l’opera d’arte, e costituisce l’insieme delle tecniche e teorie che hanno lo scopo di conservare e parzialmente reintegrare la visione e il godimento dell’opera d’arte, senza commettere un falzo artistico o un falzo storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell’opera d’arte nel tempo; sulla necessità di questo comportamento si basano tre principi fondamentali: l’integrazione deve essere sempre riconoscibile (invisibile alla distanza a cui l’opera d’arte deve essere guardata, ma subito riconoscibile ad una visione ravvicinata); la materia che costituisce l’aspetto dell’opera d’arte è insostituibile, non però la sua struttura; ogni intervento di R. non deve rendere impossibili, anzi deve poter facilitare gli eventuali interventi futuri.
  • Rete di terra
    Utilizzata per convogliare e disperdere a terra quelle scariche elettriche e correnti, che possono essere causate da numerose fonti (masse metalliche presenti nell’edificio), non previste e quindi non controllabili provenienti dall’impianto di distribuzione elettrica di un edificio.
  • Reticolare
    Tipo di struttura composta da aste, travi ad asse rettilineo, fra loro collegate in corrispondenza dei nodi, a formare un traliccio a maglie per lo più triangolari. Le capriate, le travi, e archi reticolari fanno parte dei sistemi R. piani. Le volte reticolari fanno parte dei sistemi R. spaziali. Dal lato costruttivo le travi R., ad esempio, sono formate, come accennato, da un insieme di aste sollecitate prevalentemente da sforzi assiali; le aste che limitano la trave superiormente ed inferiormente si dicono briglie, le altre invece: aste di parete; di queste quelle verticali sono dette montanti, e quelle inclinate diagonali. I punti ove concorrono e si collegano, più o meno rigidamente, due o più aste si dicono nodi. L’altezza delle travi supera raramente 1,20 m, quelle al di sotto dei 70 cm sono dette travi basse e le altre normali; v. Howe, Pratt, Vierendeel, Warren.
  • Retrobecco
    Sperone sporgente, in muratura o in altra struttura, della pila di un ponte, che ha lo scopo di regolarizzare il moto delle acque per ridurre la formazione di vortici alla base della pila. E’ collocato in posizione opposta all’antibecco (vedi) ed è spesso sagomato come questo.
  • Riflumento
    Deformazione del suolo, causata da spostamenti sotterranei di terra; derivati dall’azione del carico delle fondazioni dell’edificio.
  • Rinfianco
    Negli archi da ponti a struttura in muratura il R. è il sostegno, costruito in muratura di mattoni e spesso alleggerita con l’adozione di voltine, della massicciata stradale e viene appoggiato sull’estradosso dell’arco.
  • Ringhiera
    Parapetto leggero, di metallo, di legno, ecc. che ripara un balcone, una terrazza, una scala, un ballatoio. Numerosi sono gli esempi di R. in ferro battuto, talora adorne di parti di bronzo od ottone e con gran varietà di disegni. Oggi, con l’utilizzo di nuovi materiali metallici (e non) e, soprattutto del vetro, esistono R. con forme originali e talvolta bizzarre.
  • Rinzaffo
    Primo strato dell’intonaco (vedi) necessario per regolarizzare la superficie rustica del paramento. È costituito da malta di calce o di cemento. (raro rabbocco)
  • Riporto
    L’aggiunta di terra con lo scopo di colmare una depressione sull’andamento altimetrico naturale del terreno, o per formare un rilevato stradale, un argine, una diga, ecc. (anche rinterro, terrapieno)
  • Risarcitura
    Ripristino di un elemento architettonico costruttivo, decoratico, ecc.
  • Risega
    Riduzione brusca della dimensione di un elemento architettonico o strutturale, in genere s’intende la R. di una struttura muraria; v. addentellato.
  • Ritiro
    Durante il fenomeno di presa del calcestruzzo e quindi d’indurimento, si presenta anche il fenomeno di contrazione, detto appunto R., la cui entità tende asintoticamente nel tempo a un valore finale. Il R. aumenta all’aumentare della dosatura di cemento e del rapporto acqua/cemento, mentre diminuisce sensibilmente all’aumentare del grado di umidità. Il problema che può presentarsi durante tale fase è una diversa contrazione delle superfici esterne rispetto a quelle interne; ciò provoca, nel conglomerato, stati di coazione e conseguenti fessurazioni. Invece il R. del legno significa la riduzione della sua dimensione causata dalla diminuzione dell’umidità contenuta. Nelle costruzioni in muratura portante, per R. s’intende la diminuzione dello spessore del muro da un piano all’altro.
  • Rocca
    Complesso architettonico rinascimentale utilizzato come residenza fortificata di un principe, o residenza di una guarnigione. Deriva dal castello feudale, ma a differenza di questo presenta la caratteristica di potersi difendere dalle armi da fuoco; infatti, la R. è la tipologia che preclude la fortificazione bastionata.
  • Rocchio
    Blocco di pietra cilindrico che costituisce una porzione del fusto della colonna.
  • Rodiaco
    Nell’antica casa greca era il peristilio riservato ai soli uomini.
  • Rosa
    Grande finestra circolare riccamente decorata; v. rosone.
  • Rosa dei venti
    Rappresentazione grafica, entro un cerchio, del sistema dei venti.
  • Rosone
    Motivo ornamentale, di forma circolare, generalmente composto da assi radiali riccamente e variamente decorati, i cui disegni raffigurano elementi, stilizzati, della flora. In uso nell’antica architettura orientale, egiziana, greca, e ripreso in epoca rinascimentale; il R. decorava le volte cassettonate, i lacunari dei soffitti, ecc. Dal R. classico deriva il R. caratteristico dell’architettura medievale; aumenta notevolmente il suo diametro, assume la funzione di grande finestra circolare; costituisce, spesso, l’elemento architettonico più importante delle facciate di chiese. E’ suddiviso interamente da una intelaiatura marmorea radiale, formata da colonnine, raccordate da archetti, dona all’ambiente interno della chiesa un’incantevole e affascinante illuminazione. Di carattere più sobrio e regolare il R. romanico, mentre diventa riccamente e variamente decorato di sculture e rilievi, raggiungendo diametri variabili fra i 9 e i 13 m (Notre-Dame di Parigi) il R. gotico.
  • Rosta
    La tipica inferriata arcuata a forma di ventaglio posta, generalmente, sopra l’imposta di una porta o finestra.
  • Rostrata
    Tipo di colonna che, nell’antica Roma, era monumento commemorativo di una vittoria navale, era, infatti, adornata con i rostri tolti alle navi nemiche.
  • Rùdere
    Resto di un manufatto dell’attività umana (edificio, statua, ecc.), più spesso usato al plurale per indicare gli avanzi di edifici antichi. Nella teoria del restauro il R. assume una fondamentale importanza, non tanto per la sua consistenza attuale, ma per il suo passato, perché è testimonianza dell’opera umana nella storia, e, per ciò, è necessaria una sua conservazione per il futuro. (raro rùdero)
  • Rustico
    Edificio in cui il paramento murario e le aperture sono decorati a bugne. La definizione al rustico significa, invece, le dimensioni di un elemento edilizio escluse le opere di finitura (intonaco, rivestimento, ecc.).
  • Sabbiatura
    Tecnica di pulitura di superfici murarie, o di pezzi metallici, o per la finitura di questi; l’operazione avviene mediante il getto ad aria compressa di sabbia silicea o di graniglia metallica contro l’elemento da ripulire, o rifinire.
  • Sacello
    Nell’antica Roma era una piccola area all’aperto, in genere privata, dove si adoravano le divinità protettrici della gens. Con il cristianesimo, il S. è una picccola chiesa isolata edificata per ringraziamento, oppure la piccola cappella all’ingresso dei cimiteri dove vengono deposti i morti prima di seppellirli.
  • Sacrario
    Parte del tempio pagano dove si conservava la suppellettile sacra. Con il cristianesimo, il S. è una piccola vasca con l’acqua per le purificazioni dei vasi e dei lini sacri, oppure i resti di oggetti benedetti, ridotti in cenere; e la vasca, all’interno della chiesa, per il Battesimo.
  • Saetta
    Pezzo di legno a sezione quadrata, che rinforza il puntone della capriata, ed è appoggiato sul monaco.
  • Saettone
    Trave di legno che, nella capriata semplice, dalla metà del puntone va all’estremità inferiore del monaco, e serve ad aumentare la capacità portante del puntone.
  • Sagrestia
    Ambiente annesso alla chiesa per custodirvi i paramenti sacri.
  • Sale
    Composto chimico elettricamente neutro costituito dall'insieme di più ioni (anioni e cationi) generalmente disposti all'interno di un reticolo cristallino, uniti da un legame ionico di ionicità più o meno elevata. I sali possono essere ottenuti sostituendo gli atomi di idrogeno di un acido con atomi metallici o con un gruppo funzionale che possa mostrare comportamento metallico o cationico. I sali sono composti ionici e possono essere - organici o inorganici - semplici o complessi - binari, ternari, ecc. e presentano caratteristiche esteriori variabili e diverse (colore, odore, sapore, trasparenza) a seconda della loro composizione. Possono essere, a seconda delle caratteristiche del legame ionico, e della polarità degli ioni idrolizzati risultanti, molto solubili o completamente insolubili in acqua, dove i due gruppi uniti da legame ionico si dissociano. I sali formati da elettroliti forti si sciolgono bene in solventi polari come l'acqua, hanno un punto di fusione variabile, spesso bassa durezza e bassa comprimibilità. Se fusi o disciolti in acqua son detti elettroliti e conducono elettricità proporzionalmente all'elettronegatività degli atomi costituenti, comportandosi quindi da conduttori di seconda specie. Tipi di sali Oltre ai più noti sali semplici, binari e ternari inorganici, ne esistono numerosi caratterizzati da molecole più complesse. I sali possono allora essere: - acidi o basici a seconda del livello di sostituzione della componente anionica e cationica del composto (carbonato acido di sodio, o bicarbonato, un esempio del primo caso, cloruro di cobalto, cloruro basico di bario o idrossicloruro di bario nel secondo) - semplici come il cloruro di sodio o doppi, tripli, eccetera come l'allume di potassio (o di cromo), di acidi semplici o complessi (ad es degli eteropoliacidi), come il ferrocianuro di potassio, dall'acido ferrocianidrico, il fosfomolibdato di sodio dall'acido fosfomolibdico - composti che, anche se formalmente sali, assumono caratteristiche affini ad una lega, come i semiconduttori arseniuro di gallio e fosfuro di indio. Gli acidi organici come gli acidi carbossilici, gli acidi solfonici, fosfonici, eccetera, formano altresì i corrispondenti sali (diidrossiazonaftalen-trisolfonato di sodio, fosfonati, e via dicendo). Nomenclatura Le regole di nomenclatura usate in chimica assegnano ai sali nomi a partire dagli ioni che li costituiscono. Frequentemente nomi dei componenti cationici, spesso ioni metallici o ammonici, sono dati per primi, seguiti dai nomi del componente anionico. Gli anioni sono spesso chiamati in accordo al loro acido coniugato, sostituendo il suffisso -idrico con il suffisso -uro, il suffisso -oso con il suffisso -ito e il suffisso -ico con il suffisso -ato; alcuni esempi: acetati sono sali dell'acido acetico carbonati sono sali dell'acido carbonico cloruri sono sali dell'acido cloridrico cianuri sono sali dell'acido cianidrico nitrati sono sali dell'acido nitrico nitriti sono sali dell'acido nitroso fosfati sono i sali dell'acido fosforico solfati sono sali dell'acido solforico fluoruri sono i sali dell'acido fluoridrico bromuri sono i sali dell'acido bromidrico ioduri sono i sali dell'acido iodidrico Sapore dei sali I sali inorganici neutri possono avere due sapori: amaro o salato. Se l'uno o l'altro dipende dalla somma dei diametri delle specie ioniche. Come riferimento viene preso il bromuro di potassio che ha un sapore intermedio e la somma dei diametri ionici è pari a 0,658 nm. Sali che hanno un valore minore di questa somma sono salati (il cloruro di sodio, o sale da cucina, ha 0,556 nm); valori superiori (come quello del cloruro di magnesio, 0,850 nm) conferiscono un sapore amaro.
  • Sanavivària
    Porta dell’anfiteatro da cui uscivano i gladiatori vincenti.
  • Sancta-sanctorum
    Secondo l’Antico Testamento era l’ambiente più interno del tempio antico di Gerusalemme, ove si custodiva l’arca dell’alleanza e le tavole della legge. Talvolta s’intende con tale termine la parte vicina all’altare maggiore della chiesa, oppure al tabernacolo del Sacramento.
  • Sandwich (pannello)
    Elemento che unito alla struttura di sostegno e agli ancoraggi costituisce il moderno sistema di paramenti di facciata detto Curtain Walls (vedi). Caratteristiche fondamentali dei P. Sandwich sono la resistenza agli agenti atmosferici, agli urti e al fuoco, debbono essere sufficientemente rigidi, buoni isolanti acustici e termici, ed impermeabili all’aria e all’acqua. Sono formati da uno strato di materiale isolante, inserito solidamente fra due strati sottili di materiale diverso dei quali, quello esterno lo protegge dagli agenti atmosferici e quello interno dagli urti. Lo spessore complessivo dei P. Sandwich oscilla dai 5 ai 15 cm, ed il peso dai 25 ai 75 kg/mq.
  • Santuario
    Luogo che ha carattere sacro. Può definirsi come la forma primitiva del tempio; celebri nell’antica Roma i S. laziali, di Giove Anxur a Terracina, della Fortuna Primigenia a Preneste, e di Ercole Vincitore a Tivoli; sono grandi complessi architettonici con porticati ed esedra. I S. cattolici sono chiese o complessi sacri che godono di particolari privilegi liturgici che mirano a soddisfare le esigenze devozionali dei fedeli. Talvolta attorno al S. sorgono spazi per l’assistenza dei pellegrini o per altri fini di culto o di beneficenza.
  • SBR
    Elastomero termoplastico stirenebutadiene.
  • Sbraccio
    Distanza, misurata sia in altezza sia in lunghezza, alla quale un operaio puo gettare la terra di uno scavo durante il trasporto di terre escavate. La misura in altezza non può superare 2,00 m.
  • Scagliola
    Tipo di stucco formato da gesso cristallino mescolato con gesso cotto, al quale si aggiungono, talvolta, o una soluzione di colla forte, o materie coloranti per imitare le pietre venate.
  • Scala
    Costruzione che serve per superare forti dislivelli. I vari tipi di scala sono: - S. a rampa diritta, è quella con la rampa che segue una linea retta. - S. a forbice o a tenaglia, è il tipo di s. a doppie rampe rettilinee disposte simmetricamente ai lati di una rampa centrale alla quale fanno seguito. - S. a chiocciola, o a spirale, o elicoidale, si svolge su pianta circolare, più raramente ovale o poligonale, in una rampa pressochè continua a spirale. - S. alla marinara, è molto ripida, in cui i gradini, con pedata minima, sono sfalzati solo leggermente l’uno rispetto agli altri. Nelle scale verticali, lo sfalzamento è nullo. - S. mobile, è costituita da una serie di gradini fissati a catene continue, rotanti su un doppio binario.
  • Scalèa
    Scala monumentale, per lo più costruita all’aperto.
  • Scalinata
    Scala molto ampia con gradini molto larghi.
  • Scalino
    Elemento che fa parte della scala, sul quale si poggia il piede per salire o scendere; v. pedata. (anche gradino)
  • Scalone
    Scala monumentale, costruita all’interno di un edificio, in genere destinata all’accesso ai piani di rappresentanza.
  • Scanalatura
    Incavo di piccola profondità e larghezza, eseguito su un oggetto di pietra, legno e metallo, come ornamento o per motivi funzionali. La S. è uno degli elementi caratteristici della colonna degli ordini classici; nella colonna dorica ci sono da 16 a 20 S. separate l’una dall’altra da spigoli acuti; negli altri ordini il numero di scanalature è 24 e sono dette a pianuzzo, perché fra l’una e l’altra S. c’è un listello verticale.
  • Scandola
    Assicella di vario materiale (legno, asfalto, ardesia, cemento, ecc.) e di varie dimensioni utilizzata per rivestimento dei tetti, soprattutto per quelli molto inclinati.
  • Scapo
    Fusto di una colonna; imoscapo è la parte inferiore della colonna, sommoscapo è la parte superiore della colonna.
  • Scarificazione
    Operazione che si compie, mediante macchine meccaniche (scarificatori), per demolire una massicciata stradale, o per rimuovere terreni particolarmente tenaci, fino a circa 30 cm di profondità.
  • Scarpata
    Muro o terreno che ha la superficie esterna inclinata rispetto alla verticale (argine, basamento di un edificio, ecc.). (anche scarpa)
  • Scavo
    Qualunque sottrazione di terra per realizzare le fondazioni di un edificio o altra struttura. Le opere di S. si distinguono in S. subacquei; v. cassone, e S. a cielo aperto, quest’ultimi si suddividono in S. a sezione ristretta, e S. di sbancamento. I primi hanno sezione ristretta, possono essere continui, di larghezza fra 0,8 e 2,0 m e profondità fra i 4 e 5 m, e sono detti a trincea; mentre a pozzisono quelli con profondità che può superare anche 25 m, e le altre due dimensioni sono notevolmente più piccole. Gli S. di sbancamento o splateamenti sono quelli in cui la superficie orizzontale è preponderante rispetto alla profondità dello scavo, in genere si ricorre a questi per le fondazioni a platea (vedi). I mezzi utilizzati per le opere di S. possono essere: manuali, ad es. pala, zappa, piccone, secondo la natura del terreno e del volume di terra da scavare; meccanici, ad es. per mezzo di mine esplosive, e per mezzo di macchine escavatrici.
  • Scialbatura
    Tinteggiatura di pareti a colore unito, tenue e slavato.
  • Scossalina
    Elemento metallico, in lamiera sottile, utilizzato per evitare infiltrazioni d’acqua o d’umidità fra pezzi di vario genere accostati fra loro, o per formare una sorta di gocciolatoio, o ancora come terminale architettonico.
  • Scozia
    Modanatura dalla sezione a forma di curva concava, spesso eccedente il semicerchio, con la parte della curva più lunga in basso.
  • Selce
    Roccia sedimentaria, dura, di colore scuro. Il termine viene spesso usato al mashile e plurale, i selci, per indicare blocchetti di roccia a sezione rettangolare, grossolanamente sbozzati; impiegati per pavimentazioni stradali.
  • Selciato
    Tipo di pavimentazione usato per strade, piazze, cortili e sotterranei, costituito da selci, o ciottoli, o lastre di pietra; v. acciottolato, lastricato.
  • Sepolcro
    Luogo di sepoltura di persona illustre.
  • Serapeo
    Tempio dedicato al dio Serapide; fra i più belli quello di Alessandria, cui era unita la celebre biblioteca, distrutto da un incendio nel 391 d. C. Grandioso era quello di Roma in Campo Marzio.
  • Serraglia
    Sinonimo di chiave dell’arco o della volta; spesso è decorata, assumendo forma di mensola che sorregge figure umane, protomi, ecc., come negli archi di trionfo; o come nelle volte gotiche, che prende la forma di medaglioni, rosoni e stemmi, riccamente decorati.
  • Serraglio
    Significa esattamente la residenza dei sovrani e potentati del mondo islamico, costituita da un complesso di cortili, giardini, e di edifici destinati ad usi diversi. In genere, però, s’intende con tale termine l’harem, ossia la parte della casa musulmana riservata alle donne ed ai bambini, dove è vietato l’ingresso agli estranei.
  • Serramento
    Struttura, di vario genere, che serve a chiudere i vani di porte o finestre; possono essere S. esterni o interni, mobili o fissi, trasparenti ed opachi. I S. esterni sono quelli che hanno la funzione di oscurare l’ambiente in cui essi si trovano (persiana, porta che chiude verso l’esterno dell’edificio, ecc.), quelli interni sono, in genere, tutti i tipi che, comunemente, somo chiamati finestra (vedi), e sono composti da una parte, il telaio, ancorato al muro e perimetra il vano del S., e da una parte mobile che consente, mediante apertura, il libero passaggio dell’aria, oppure fissa.
  • Sesto
    Indica le varie forme che può assumere un arco (vedi), come ad es.: a tutto S., S. acuto, S. ribassato, S. rialzato, S. rampante, ecc.
  • Sezione aurea
    Di un segmento AB, la S. aurea è quella sua parte Ax che è media proporzionale fra l’intero segmento e la rimanente parte xB, tale che valga la proporzione AB:Ax=Ax:xB.
  • Sferisterio
    Luogo dei ginnasi e delle terme, riservato al gioco della palla.
  • Sfogo (dell’arco)
    Distanza verticale dalla chiave fino alla linea d’imposta. (anche monta)
  • Sfrido
    Materiale residuo che deriva da una qualsiasi lavorazione, lo S. è anche il calo subìto da una merce durante la lavorazione o il trasporto.
  • Sheds
    Un tipo di copertura; v. tetto.
  • Shoji
    È la tipica parete scorrevole della casa giapponese; costituita da due o quattro pannelli contigui che scorrono l’uno sull’altro, fino a sovrapporsi completamente, mediante binari posti in alto e in basso.
  • Shunt
    Tipo di canna fumaria, utilizzata negli edifici multipiani, che può servire più focolai disposti su una medesima verticale, consiste in una canna principale collettrice continua, sulla quale s’innestano ai diversi piani i tubi delle varie cappe.
  • Sienite
    Roccia eruttiva intrusiva, priva o poverissima di quarzo, i componenti accessori più comuni sono invece: zircone, apatite, ossido di ferro, titanite. Di colore bruno biancastro a struttura granulare. Ha grande resistenza agli urti, alle abrasioni e agli agenti atmosferici, trova, quindi, largo impiego per pavimentazioni stradali, ma anche come rivestimento e per ornamento.
  • Silicizzazione
    In edilizia per processo di silicizzazione (o colorazione minerale) si intende il processo di colorazione con pigmenti e leganti minerali. Nel settore dei colori per edilizia si conoscono due tipi di legante minerale: la calce ed il silicato. La calce reagisce all'aria formando il carbonato di calcio (reazione di carbonatazione), i leganti silicati fanno presa per effetto della CO2 formando silicati di calcio idrati (reazione di silicizzazione). Il processo attiva in maniera diffusa e continuativa l'aggressione di alcuni inquinanti presenti nell'atmosfera che ne provocano la trasformazione in gesso (reazione di solfatazione), la calce viene utilizzata prevalentemente nel settore del restauro monumentale. Quando invece si parla di colori minerali, si fa sovente riferimento a colori ai silicati, cioè colori che utilizzano il silicato liquido di potassio come legante. Vengono anche chiamati colori a base di silicato di potassio o colori Keim (dal nome del loro inventore).
  • Siliconi
    Sono polimeri da cui si possono ottenere prodotti solidi o liquidi più o meno viscosi: quelli solidi hanno buona stabilità termica, inerzia chimica, repellenza all’acqua, resistenza agli agenti atmosferici, ecc., sono impiegati come resine da stampaggio, per fabbricare laminati, ecc.; quelli liquidi sono incolori, insolubili nell’acqua, non tossici, con buona resistenza al calore (da –50 a 250 °C) ed agli agenti chimici, ecc., sono impiegati come sigillanti, adesivi, lubrificanti per stampi, ecc.
  • Sinagoga
    Luogo di riunione per la preghiera degli appartenenti alla religione ebraica. La sua storia è antica; probabilmente risale all’esilio babilonese (586-583 a. C.). La diffusione delle S. è nell’antichità larghissima nei paesi fra il Golfo Persico e l’estremità occidentale del Mediterraneo, la disposizione risente dell’influenza della basilica romana; sono a tre o cinque navate, talvolta con portico sul fronte, l’asse principale è orientato verso Gerusalemme. Celebri sono le S. medievali di Worms (1034), di Spira (sec. 12°) e di Praga (sec. 13°). Grandiose sono le S. degli ebrei spagnoli, di carattere arabo-andaluso (le due S. di Toledo vennero poi trasformate in chiese). Oggi, negli Stati Uniti, le S., oltre ad essere i templi ebraici, sono centri culturali, comprendenti di biblioteca, scuola, sale per riunioni, ecc.
  • Sìstilo
    Intercolunnio (vedi) di due diametri.
  • Smerigliatura
    Operazione di finitura superficiale: lucidatura, pulitura, ecc., ottenuta con lo smeriglio (vedi).
  • Smeriglio
    Minerale, varietà bruna di corindone. E’ usato, ridotto in polvere, come abrasivo.
  • Soffitta
    Ambiente collocato direttamente sotto la copertura, e sopra l’ultimo piano, in genere non è abitabile e la sua funzione è, spesso, quella di deposito. (anche sottotetto)
  • Soffitto
    La superficie che si vede dal basso e che delimita superiormente qualsiasi ambiente coperto. Il S. può essere la faccia inferiore di un solaio, oppure la struttura leggera ancorata al solaio e che spesso con esso forma un’intercapedine, per isolamento termico e acustico; tale struttura è detta controsoffitto (vedi); v. camera a canna, cassettoni.
  • Soglia
    Parte inferiore di una porta o di altri vani d’ingresso, è orizzontale, generalmente in marmo o pietra, con leggera inclinazione verso l’esterno e dotata di rompi goccia.
  • Solaio
    Struttura piana orizzontale che separa due piani di un edificio. Le tecniche utilizzate per la sua relizzazione sono molte: travi principali in legno appoggiate sui muri portanti, e sostenenti una seconda orditura di travicelli in legno sui quali si poggia un assito pure in legno; travi principali in ferro profilato sulle quali poggiano lamiere metalliche; strutture miste (ferro e laterizi); e strutture in calcestruzzo armato costituite dalle nervature, che possono paragonarsi alle travi principali dei S. in ferro, e la soletta (vedi) che costituisce la parte piana del S.; v. laterocemento.
  • Soletta
    Elemento strutturale in calcestruzzo semplice o armato, in forma di lastra, impiegata soprattutto per solai e strutture a sbalzo, ma anche per pareti verticali. Si dice S. alleggerita, quella realizzata in cemento armato e laterizi forati o simili; S. nervata, quella orizzontale in cemento armato con costole parallele sporgenti verso il basso, o incrociate. Solettone è una soletta di notevole spessore in calcestruzzo per lo più armato.
  • Sommoscapo
    Diametro superiore del fusto di una colonna; v. scapo.
  • Soppalco
    Ambiente di norma non abitabile, per lo più di limitata altezza, ricavato fra due solai e destinato a ripostiglio.
  • Sordino
    Arco di scarico costruito sopra la piattabanda, con lo scopo di alleggerire il carico gravante su di essa.
  • Sossello
    Il tipico sedile in marmo o pietra che corre lungo le facciate di alcuni palazzi rinascimentali.
  • Sottogola
    Gola sotto i dentelli nella cornice classica.
  • Sottogrado
    Il rivestimento in pietra o altro dell’alzata del gradino.
  • Sottoponte
    Nei ponteggi è il tavolato di sicurezza allo scopo di fermare la caduta occasionale dei materiali, il S. non deve superare la distanza di m 2,5 sotto il ponte sovrastante.
  • Sottopuntone
    Nelle capriate il S. è analogo al contraffisso, ha lo scopo di ridurre la luce libera d’inflessione di un puntone del corrente superiore.
  • Spalla
    Ciascuno degli elementi verticali costituiti dallo spessore del muro nella parte in cui sono aperti dei vani; servono d’appoggio all’architrave, o arco, o piattabanda.
  • Spalletta
    Ciascuno degli elementi verticali tagliati obliquamente al vano; servono a reggere gli infissi. La S. è anche il parapetto in muratura di ponti, e lungo le rive dei fiumi.
  • Spalto
    Nelle cinte fortificate era il ballatoio che correva lungo la cima, e serviva per proteggere i difensori che stavano su di esso. Tale termine è oggi usato al plurale, gli spalti, e indica l’insieme delle gradinate di uno stadio.
  • Spaziale (struttura)
    Struttura reticolare in cui le travature parallele sono collegate a travature trasversali anch’esse rigide come quelle principali, impiegata per la copertura di vasti ambienti. Tali strutture sono classificate secondo l’elemento base utilizzato: il triangolo, il rettangolo, ecc.
  • Speco
    Piccolo tempio egiziano scavato nelle montagne. Negli antichi acquedotti, era il canale dove scorreva l’acqua; era scavato nel terreno o costruito in muratura.
  • Spècola
    L’edificio destinato a sede di un osservatorio astronomico.
  • Sperone
    Termine locale (usato nel Lazio) che indica una roccia di colore giallo-bruno e di aspetto tufaceo. (anche contrafforte)
  • Spiccato (piano di)
    Superficie orizzontale che indica la base delle strutture di elevezione di un edificio; anche il piano su cui si appoggiano i muri portanti di un edificio, sulle sottostanti fondazioni; anche il piano di appoggio delle fondazioni sul sottostante terreno.
  • Spicchio
    Porzione di una volta compresa fra due spigoli o due nervature sporgenti (costoloni); ad esempio una volta a crociera che ha più di quattro spigoli, o le cupole a S. che sono suddivise in una serie di S. raggianti. (anche unghia)
  • Spina (muro di)
    Muro disposto secondo l’asse longitudinale, pressochè centrale, all’interno di un organismo architettonico. Tale significato deriva dalla S. degli antichi circhi, cioè: l’insieme degli elementi architettonici, disposti lungo una linea retta e che congiungevano le due mete; v. circo.
  • Spora
    Per spora si può intendere due diversi prodotti dei viventi: - nel regno dei vegetali e dei funghi si tratta di cellule riproduttrici che, germinando, producono un nuovo individuo - fra i batteri invece, si tratta una fase vitale atta alla sopravvivenza estrema. In tutti e due i casi comunque, le spore sono in grado di disperdersi nell'ambiente per resistere a condizioni avverse e, successivamente, generare (o rigenerare) un individuo vitale, in habitat più o meno adatti alle loro condizioni di vita (temperatura ottimale, presenza di acqua e di sostanze nutrienti).
  • Sporto
    Antico termine che indica un aggetto di parti architettoniche di un edificio.
  • Sprinkler
    Valvola terminale automatica delle tubazioni per la distribuzione dell’acqua; ha lo scopo di estinguere incendi. In genere s’intende l’intero impianto; v. impianto antincendio.
  • Stadia
    Asta verticale graduata usata per la lettura diretta delle quote. (anche mira)
  • Stadio
    Antica misura greca (600 piedi, o circa m 180) che dava il nome al luogo dove si svolgevano gare podistiche. Il nome rimase anche in epoca romana per indicare gli edifici in cui si svolgevano corse e altri esercizi ginnici. Analogamente è oggi chiamato S. l’impianto stabile per manifestazioni sportive all’aperto. La sua organizzazione non differisce molto dagli antichi S.: una serie di gradinate per gli spettatori, che perimetra lo spazio interno dove avvengono le gare; l’orientamento e la forma dello spazio centrale sono legati ai tipi di gare che vi si svolgono; la visibilità deve essere assicurata a tutti gli spettatori, ammettendo che ci siano parti, le tribune, in cui essa è migliore; negli ambienti sottostanti le gradinate, sono collocati gli spogliatoi, palestre, impianti igienici e sanitari, uffici, deposito, sale di ristoro, ecc. Talvolta lo S. è coperto (solo sopra le gradinate) mediante notevoli strutture a sbalzo. Celebri S. moderni italiani sono: quello di S. Nicola a Bari, di S. Siro a Milano, lo S. Olimpico a Roma.
  • Staffa
    Elemento di varia forma e dimensione che ha la funzione di collegare o tenere unite le parti di una struttura, ad es. il legamento di ferro che tiene unito il monaco alla catena della capriata. Nel calcestruzzo armato le S. sono tondini di ferro di piccolo diametro che uniscono i ferri principali dell’armatura. Nei pilastri hanno la funzione di contenere il calcestruzzo e di tenere fermi i ferri verticali; sono, infatti, piegate intorno a questi, in posizione orizzontale od a spirale. Nelle travi inflesse (di calcestruzzo armato) servono a resistere, in parte, agli sforzi di taglio e, se si verificano, alle sollecitazioni di torsione.
  • Stagionatura
    Processo comune a diverse tecnologie, con lo scopo di far assumere al prodotto stabilità maggiori, conservandolo in particolari condizioni ambientali per un determinato periodo di tempo. Tale operazione può avvenire in condizioni naturali, oppure, per ridurre i tempi, si può ricorrere alla S. artificiale. Ad esempio il legname, dopo l’abbattimento, deve acquistare caratteristiche di umidità idonee per l’uso cui è destinato, per evitare deformazioni e ritiri quando sarà utilizzato. Ciò accade durante la S., che può avvenire naturalmente (all’aperto o in capannoni ventilati) oppure artificialmente in appositi forni; (da non confondere con l’essiccamento, che è un processo essenzialmente fisico).
  • Stalattite
    Motivo decoratico caratteristico dell’architettura islamica, composto da un insieme di piccole forme prismatiche disposte orizzontalmente, in ordini sovrapposti ed aggetanti l’uno sopra l’altro in modo da formare archi, volte, mensole, o nicchie su cui poggia la cupola. Celebri gli archi e le cupole ad alveoli dell’Alhambra a Granata.
  • Stauss
    Tipo di graticcio, ricoperto da uno strato di malta fina di calce o di cemento o di gesso, per la realizzazione di controsoffitti fissi, composto da una maglia in fili di ferro (1 mm di diametro) che formano quadrati di 20 mm di lato, con l’inserimento negl’incroci di piccoli elementi in cotto sfaccettati, la maglia è tenuta da un’armatura principale e secondaria in legno.
  • Stèle
    Monumento funerario o per ricordo di un fatto memorabile avvenuto nel luogo, costituito da un elemento verticale (colonna, lastra, ecc.) in marmo o pietra con decorazioni, bassorilievi, iscrizioni, ecc. la S. fu soprattutto diffusa nell’antichità. Celebri, per la bellezza dei rilievi, sono le S. di Egèso, di Crito e Timarista, dell’Illisso, tutte della fine del 5° sec. a. C. (raro stèla)
  • Stereòbate
    Il massiccio di fondazione dei templi classici, realizzato in pietra, meno pregiata di quella dell’alzato: spesso era costituito da leggeri muri di blocchi che formavano una scacchiera, che per lo più era riempita di ghiaia; v. stilobate.
  • Stillicidio
    Lo spazio attorno ad un edificio sul quale cade l’acqua piovana proveniente da un tetto, da una gronda, ecc.
  • Stilòbate
    Il basamento in lastre di pietra su cui poggia il peristilio dei templi classici, che innalza l’edificio sopra il livello del suolo, generalmente la pietra impiegata è la stessa della peristasi; v. crepidoma.
  • Stipite
    Ciascuno dei due elementi verticali della porta o della finestra sul quale poggia l’architrave, o l’arco, o la piattabanda.
  • Stoà
    Termine greco che indica il portico (vedi).
  • Stocco
    Elemento di legno squadrato impiegato nei ponteggi provvisori degli edifici in costruzione, è posto perpendicolare all’edificio ed è ancorato alla filagna, l’elemento ortogonale ad esso. L’impalcato poggia direttamente sugli stocchi.
  • Strallo
    Struttura di irrigidimento, in cavi d’acciaio, usata per evitare il pericolo d’inflessione laterale di elementi costruttivi come: i pali, le antenne, ecc. I ponti strallati sono quelli sospesi, dove le oscillazioni e le sollecitazioni (torsione) della struttura sono ostacolate da appositi stralli.
  • Strombatura
    Svasatura che si pratica allo stipite di una finestra; serve per facilitare l’apertura dell’infisso e per migliorare l’illuminazione nell’interno. La S. era caratteristica nei portali degli edifici romanici e soprattutto di quelli gotici.
  • Stucco
    Malta composta da gesso con una soluzione di colla animale e piccole quantità di solfato di zinco, può essere colorata; è impiegata per la preparazione di superfici (soffitti, pareti) prima della lucidatura, e per eseguire motivi decorativi in rilievo (cornici). Lo S. lustro è l’impasto a base di calce grassa e polvere di marmo, impiegato per rivestimenti di membrature architettoniche dall’apparenza del marmo. Lo S. veneziano è l’intonaco colorato in pasta; si ottiene una superficie lucida e impermeabile, è utilizzato sia per esterni sia per interni.
  • Sughero
    È parte della corteccia di diverse specie legnose, letteralmente è solo la quercia da sughero. Viene impiegato, principalmente, per la fabbricazione dei turaccioli, è anche usato come materiale isolante e galleggiante, e per la realizzazione di linoleum e degli agglomerati, ottenuti dalla macinazione del S. ed agglomerato con opportuni collanti, poi essiccato in forno; hanno ottime caratteristiche d’isolamen- to acustico e termico e di conservazione nel tempo.
  • T (profilati a)
    Profilati a caldo di acciaio a forma di T. Possono avere spigoli vivi ed altezza variabile da 20 a 50 mm (norma UNI 739-740), oppure spigoli arrotondati ed altezza variabile da 60 a 100 mm (norma UNI 731-732). Utilizzati, soprattutto i primi, per la realizzazione di edifici a struttura metallica, sono, in genere, accoppiati fra loro oppure con altre membrature.
  • Tabernacolo
    Elemento architettonico costituito da un’edicola o nicchia, dove sono conservate immagini sacre, vasta è la sua collocazione; all’interno di una chiesa, una casa, su una strada, ecc. Quando il T. è chiuso e posto sopra l’altare di una chiesa è detto anche ciborio, e serve a contenere l’Eucarestia. Presso gli antichi romani il T. era la tenda da campo dove il comandante militare poteva, in essa, ottenere auspici.
  • Tablinio
    Nell’antica casa romana era la parte fra l’atrio e l’hortus o il peristilio; era la sala per i ricevimenti. In origine conteneva anche il letto matrimoniale; v. triclinio. (anche tablino)
  • Tagliolo
    Nome del laterizio che serve a chiudere gli archi.
  • Tàlamo
    Camera nuziale delle antiche case romane; v. antitalamo. In origine era il luogo più nascosto della casa, dove era conservato il tesoro.
  • Talayot
    Costruzioni megalitiche delle Baleari, a forma di torre, generalmente circolari. Probabilmente erano abitazioni fortificate; presentano analogie con i nuraghi sardi.
  • Tamburo
    Elemento architettonico a parete verticale a forma cilindrica o prismatica che poggia sui pennacchi e sostiene la cupola, inserito, spesso, nelle chiese medievali e rinascimentali, come elemento di raccordo sia costruttivo, sia formale, fra le navate e la cupola. Molto spesso è sorgente di luce naturale, se nelle sue pareti sono praticate ampie finestre. Il T. è anche sinonomo di rocchio
  • Tarsia
    La singola opera che si ottiene intarsiando; v. intarsio.
  • Tassello
    Piccolo pezzo di legno, metallo o altro impiegato per connettitura o ripieno. Nell’arte dell’intarsio o del mosaico i T. sono i piccoli pezzi di legno, avorio, ecc. che costituiscono l’elemento principale per il compimento dell’opera.
  • Tatami
    Elemento modulare di paglia di riso e rivestito superficialmente da giunchi sottili intrecciati; i T. sono una sorta di stuoie che costituiscono il caratteristico pavimento delle case tradizionali giapponesi. Il loro spessore varia da 5 a 6 cm e le dimensioni superficiali sono circa 91 per 182 cm (corrispondono allo spazio occupato da una persona sdraiata).
  • Tavella
    Laterizio di piccolo spessore (3 cm) e di notevoli dimensioni superficiali (circa 25 x 50 cm), impiegato per pavimenti ma soprattutto per la realizzazione di controsoffitti appesi al solaio. I bordi lunghi sono scanalati, quindi adatti alla collocazione di tondini di ferro murati con malta cementizia (controsoffitto Perret).
  • Tavellonato
    Pavimento per il piano terra costituito da tavelloni (vedi) affiancati in filari regolari, i tavelloni poggiano su bassi muriccioli fra i quali deve essere assicurata buona ventilazione per l’isolamento dall’umidità. Si dice T. anche un tipo di controsoffitto realizzato con tavelle (vedi).
  • Tavellone
    Laterizio forato, parallelepipedo, di spessore variabile da 8 a 10 cm e di notevoli dimensioni superficiali (fino a 25 cm per l’altezza, e 200 cm per la lunghezza). E’ impiegato sia per tramezzi sia per alcuni tipi di solaio.
  • Tavolato
    In alcune regioni il T. è definita la muratura, non portante, realizzata con mattoni forati. Vedi Assito.
  • Teatro
    Edificio destinato alla rappresentazione di opere di vario genere (prosa, musica, ballo, varietà, ecc.). La sua storia sia come edificio, sia come tipo di rappresenta- zione è molto antica. Nel periodo classico il T. assume quella forma caratteristica che rimarrà sostanzialmente invariata fino ad epoca moderna. Le parti principali del T. greco e romano sono: l’orchestra, spazio destinato all’evoluzioni del coro; la cavea, le gradinate per gli spettatori; e la scena, la pedana rettangolare dove recitavano gli attori ed il fondale con le tre porte da cui entravano ed uscivano gli attori stessi. Nel T. greco l’orchestra era impostata su una circonferenza, avvolta per più della metà dalle gradinate e tangente alla scena, che era rialzata rispetto all’orchestra; fra la cavea e la scena vi erano due ampi passaggi scoperti, le pàrodoi, per l’accesso all’orchestra. La cavea era addossata quasi sempre a un pendio naturale. Di fronte al tipo greco, il T. romano, nel I sec. a. C., afferma chiare caratteristiche: l’orchestra (che ora si dovrebbe chiamare conistra = arena) è più piccola di quella ellenistica, ha la forma di un semicerchio su cui s’imposta l’ampio cono della cavea. Un’innovazione profonda è data dal distacco della cavea dal terreno, sorretta, ora, con muri radiali, collegati da un sistema di volte inclinate; così nei T. (e anfiteatri) si pone il problema, sia di ordine statico, sia della composizione architettonica del nuovo prospetto esterno in curva, e dei nuovi accessi alla cavea. Nelle costruzioni teatrali moderne (merita, però, attenzione l’architettura teatrale delle epoche fra il periodo classico e quello attuale) sono distinti tre gruppi destinati rispettivamente al pubblico, allo spettacolo e ai materiali. I locali per il pubblico sono: oltre la sala di spettacolo, l’atrio, la biglietteria, il guardaroba, il foyer, il bar, i servizi igienici, ecc.
  • Tegola
    Elemento di piccole dimensioni in laterizio o in cemento-amianto, utilizzato per la realizzazione del manto di copertura delle falde inclinate dei tetti. La T. marsigliese è in terracotta e piana, le dimensioni superficiali sono circa 24 x 39 cm; sono incastrate fra loro per mezzo di piccole scanalature sui bordi. La T. portoghese è in terracotta ed è formata, in un solo pezzo, da un embrice e da un coppo; v. embrice, coppo, cemento-amianto.
  • Telaio
    Negli infissi indica ognuno degli elementi fissi che sostengono, mediante cerniere, gli elementi mobili, e sono in contatto con il controtelaio (vedi), o direttamente con la muratura. Il T. mobile è la struttura composta da montanti e traversi che costituisce l’elemento apribile di un serramento.
  • Telamone
    Scultura che raffigura un corpo maschile che ha la funzione di elemento portante, spesso è raffigurata solo la sua parte superiore, poggiante, al disotto delle anche, su un piedistallo.
  • Tempera
    Tipo di tintura costituita da sospensioni acquose di pigmenti e cariche finemente macinate, con l’aggiunta di colle naturali o sintetiche. Le T. sono impiegate solo per tinteggiature d’interni, perché poco resistenti all’acqua. La T. è anche una tecnica pittorica e per decorazioni; consistente in colori stemperati con latte o acqua di colla e applicata all’intonaco secco; v. affresco.