Umidità in camera da letto

Umidità in camera da lettoSi è sempre detto che il clima ideale migliora la salute e l’umore, ma per tenerlo sotto controllo serve conoscere alcune nozioni.

Probabilmente tutti già sanno che vi sono due parametri importanti da tenere in considerare per avere il gusto clima fra le pareti di casa: temperatura e umidità.
Entrambi determinano la cosiddetta temperatura percepita, che ai fini oggettivi, può essere percepita molto diversamente da ciò che misuriamo col solo termometro.

Anche se per ogni età e per ogni diverso stato di salute si hanno percezioni di benessere diverse, in generale, avere un tasso di umidità piuttosto alto in casa (oltre il 70 -75%) crea sensazioni esasperate sia in caso di caldo che di freddo.

Nella condizione di caldo (sopra i 24,5 °C), l’eccesso di umidità ci farà percepire una temperatura ancora più alta ed afosa, mentre, nella condizione di freddo (sotto i 14 °C), ci farà percepire una condizione di freddo penetrante e poco sopportabile.

Se invece, al contrario, abbiamo una umidità sotto il 20% (quindi molto bassa), l’aria troppo secca potrebbe causare una sensazione di secchezza delle vie respiratorie con rischi di infiammazioni, fastidi a respirare e a produrre saliva.
In tale stato però le percezioni termiche risulteranno molto meno critiche, la sensazione di caldo arriverà molto dopo (anche oltre i 27 °C) e la sensazione di freddo rimane ben più sopportabile (fino sotto agli 8 °C)

La condizione di umidità ideale sarebbe quindi in un valore medio che va tra il 40 e il 65%, a seconda della temperatura e delle condizioni climatiche esterne.

Sappiamo però quanto sia difficle tenere sotto controllo il coefficiente di umidità relativo ambientale perché esso è in diretta dipendenza dalle condizioni climatiche esterne, dalla dimensione delle nostre abitazioni, dal numero di persone che ci vivono, dallo stato delle murature, dai nostri usi e costumi e da molti altri fattori che influiscono di molto sulla produzione di vapore interno.

Partendo dal presupposto che sarebbe quasi impossibile avere un clima ottimale in ogni momento e in ogni ambiente che abitiamo, garantirci almeno le migliori condizioni possibili in casa nostra, sarebbe importante.

Ma anche la nostra casa è fatta di diversi ambienti e in ognuno si svolgono attività differenti, va da sé quindi che ogni vano avrà la sua differente condizione igrotermica verso la quale sarebbe da tenere opportune attenzioni e distinzioni.

In cucina, per esempio, dove vi sono concentrati sistemi di cottura che scaldano (ma possono generare anche molto vapore), dove ci si muove di continuo per preparare, lavare e sistemare, sarebbe consigliabile tenere una temperatura più bassa e cercare di limitare il vapore utilizzando una cappa aspirante per rimuovere gli eccessi (anche una finestra aperta nei momenti della cottura non guasterebbe, neanche in inverno).

Condizione simile andrebbe considerata per i bagni, cercando di riscaldare solamente nei momenti di permanenza e limitando al minimo il vapore disperso aprendo una finestra alla fine della presenza (per fugare velocente il vapore prodotto dalla doccia o dal bagno).

Ugualmente in camera da letto la temperatura può essere mantenuta piuttosto bassa, la porta mantenuta chiusa (in particolare quando le attività in cucina sono più frenetiche) per evitare che una abbondanza di vapori ed odori si propaghi in una stanza dedicata al nostro sonno notturno (mantenere una temperatura ribassata, oltre che aiutare il sonno, limita anche l’accumulo di vapore nell’aria). Va anche considerato che, durante la notte, la temperatura si innalzerà naturalmente per la presenza delle persone e con questa aumenta di molto anche il vapore acqueo disperso (per via della respirazione).

Nel resto della casa dove le attività sono più sedentarie (salotto o studio), le temperature dovrebbero essere innalzate di oltre 2 gradi rispetto la media. Sappiamo comunque che qui le emissioni di vapore sono praticamente trascurabili (a meno che non si lavano i pavimenti) e la stanza rimane gradevole a lungo senza appesantire il benessere individuale.

Concludendo

Riuscire a tenere sotto controllo lo stato igrotermico ambientale aiuta di molto il risparmio energetico, il benessere personale e le condizioni murarie, riducendo al minimo i rischi di attecchimento di muffe, la proliferazione di acari e di agenti patogeni che minano la nostra salute.

Il monitoraggio quindi con opportuno termoigrometro sarebbe quantomeno consigliato (almeno all’inizio) quando non si ha ancora dimestichezza con umidità e temperatura (due grandezze difficilmente percepibili separatamente).

Consigli

Mentre per regolare la temperatura tutti sanno agire sul controllo del termostato, quando si dovessero riscontrare eccessi in umidità in inverno, spalancare subito e contemporaneamente le finestre per alcuni minuti, tale metodo non apporterà un calo significativo della temperatura, ma di certo ridurrà il livello di umidità di moltissimo.
In estate invece, quando l’afa esterna ci attacca, è consigliabile limitare l’apertura delle finestre e attivare un deumidificatore (o un condizionatore in modalità deumidificatore) l’apparecchio è ben più oneroso in termini di energia, ma aiuta il nostro benessere e la psiche!

 

Quando invece le muffe ci hanno già invasi ed è diventata difficile la convivenza notturna con umidità ed odori, la mossa più saggia è risanare l’ambiente il prima possibile. Oltre alla moltitudine di prodotti commerciali, segnialiamo IgroDry che è un vero risanante ad ampio spettro ideale ed efficace per rimuovere muffe muschi e battéri senza avvelenare il nostro ambiente più delicato e sensibile.

Ufficio tecnico igrodry

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