Giunto

Elemento che stabilisce la continuità o l’accoppiamento fra due parti costruttive.
Il G. murario è l’unione dei conci o dei mattoni; il G. lineare è usato per ottenere un elemento lungo unendo fra loro due o più pezzi, in questo caso il G. può essere ad incastro, a dente semplice o scalettato.
Fra i G. ad incastro esiste quello a tenone e mortasa: il tenone è l’estremità di un elemento di legno intagliata che penetra, generalmente in senso ortogonale, in un incavo, detto mortasa, di un altro elemento. Il G. a dente è usato per congiungere, in genere, elementi fra loro ortogonali (ad esempio trave con parete); vengono asportati dagli elementi due piccoli tasselli rettangolari corrispondenti fra loro, la giunzione fra i due pezzi diventa, così, solidale e si impediscono scorrimenti longitudinali e trasversali.
Il G. di dilatazione è in pratica un taglio che si effettua nelle strutture in calcestruzzo armato per consentire, sia pure parzialmente, la dilatazione ed i ritiri provocati dalle variazioni termiche, altrimenti si provocherebbero tensioni tali da compromettere la stabilità delle opere. I G. di dilatazione hanno un’ampiezza fra i 2 e 5 cm, devono attraversare tutta la costruzione, dalle fondazioni alla copertura, e devono essere posti alle seguenti distanze: ogni 5-10 m nei muri di calcestruzzo isolati; 10-20 m nei muri di sostegno; 30-40 m (fino ad un massimo di 50 m) negli edifici a uno o più piani.
Nelle dighe di sbarramento, in generale nelle grandi masse murarie di calcestruzzo ed in altre opere; è necessario progettare opportuni G. di contrazione disposti molto ravvicinati, fra 3 e 8 m rispetto a quelli di dilatazione che come si è visto possono essere spaziati a 50 m.

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