L’umidità atmosferica in Italia

umidità atmosfericaParliamo di umidità atmosferica precisando fin da subito che l’umidità è la misura della quantità di vapore acqueo presente nell’aria e l’umidità relativa invece, misurata in percentuale, indica il rapporto tra la quantità di vapore contenuto da una massa d’aria e la quantità massima (cioè a saturazione) che quel volume d’aria può contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione.
Per questo motivo è molto importante consdiderare il Dew Point, (punto di rugiada) cioè quella temperatura che in quelle determinate condizioni, determina la condensazione in gocce d’acqua del vapore presente in atmosfera.
Lo strumento utilizzato per misurare l’umidità relativa è l’igrometro, che non a caso è tra gli strumenti meteorologici più importanti.
L’indice di umidità è una delle principali osservazioni meteo ancora più importante del valore barometrico! Purtroppo però, in altri campi, l’umidità relativa è spesso bistrattata e tenuta in scarsa considerazione in altri livelli di divulgazione. Raramente trovamo affiancato al dato termico anche quello dell’umidità che invece è altrettanto importante, è anche difficilissimo trovare studi e ricerche statistiche sulle località più umide e più secche del nostro Paese.

Abbiamo detto più volte che l’umidità è un fattore molto importante perchè, a prescindere dalle temperature effettive, può modificare anche di molto la sensazione termica percepita risultando a volte molto fastidiosa, a volte piacevole per il corpo umano; una situazione che rilevando la sola temperatura potrebbe sembrare totalmente diversa.

In generale, un tasso di umidità molto alto, superiore all’80%, crea problemi al corpo umano sia in caso di caldo che in caso di freddo, facendo percepire una temperatura altissima con afa in caso di caldo (con temperature superiori ai +25/+26°C) e di freddo umido e penetrante (con temperature inferiori ai +7/+6°C).
Al contrario, se l’umidità scende sotto il 20% (quindi troppo bassa), l’aria diventa troppo secca e può causare un altro tipo di problemi: secchezza alle fauci e alle vie respiratorie, rischi di infiammazione, fastidio a respirare e a produrre saliva.

Il tasso di umidità relativa deve risultare quindi medio tra il 40 e il 65% e a seconda della temperatura, affinchè sia ideale per il corpo umano.
Ci sono però da considerare molti altri fattori: il tasso di umidità ideale varia da persona a persona e secondo una serie di fattori tra i quali età, attività fisica, stato di salute o tipo di ambiente che si frequenta.

Nel caso del caldo, se l’umidità relativa oscilla tra 25 e 35%, anche temperature tra +30 e +33°C possono risultre piacevoli e gradevoli.
Al contrario, con un tasso di umidità superiore al 70%, anche temperature di +28 °C fanno avvertire un caldo bestiale, con una sensazione d’afa opprimente.

Ma in Italia come ci troviamo mediamente con l’umidità? Il nostro clima è secco o umido? E quali sono le località più secche e quelle, invece, più umide?

In generale, un paese come l’Italia, se paragonato anche su una scala globale, è un paese abbastanza umido, perchè si trova nel cuore del mar Mediterraneo ed è quindi quasi totalmente circondato dall’acqua; ma l’umidità più alta non la troviamo per forza in zone di mare: esistono molte zone del territorio nazionale che erano antiche paludi oggi bonificate e rimangono pur sempre umide.
Poi vi sono altri fattori climatici che vanno a determinare l’umidità di ogni località. E’ generalmente molto difficile che le zone ventose siano anche umide, perchè il vento tende a spazzar via dall’aria anche il vapore acqueo, così come tutte le impurità atmosferiche, rendendo spesso il cielo limpido e la visibilità ottima. La nebbia, è ad esempio un evento rarissimo a Trieste, nelle Bocche di Bonifacio, sul canale di Otranto o nello Stretto di Messina, che sono appunto le zone più ventose d’Italia.

Proponiamo un elenco alfabetico di località, fornite dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, in cui riportiamo i valori medi annuali di umidità relativa. Le località sono i luoghi di riferimento dove insistono le più significative stazioni metereologiche del paese.

Alghero 74,8%
Amendola 71,9%
Ancona 76,5%
Arezzo 72%
Bari Palese 70,6%
Bergamo Orio al Serio 71,6%
Bologna Borgo Panigale 73,6%
Bolzano 69,3%
Bonifati 76,8%
Brescia Ghedi 77,6%
Brindisi 73,8%
Cagliari 73,3%
Campobasso 69,7%
Capo Caccia 78,1%
Capo Frasca 80,7%
Capo Mele 65,8%
Capo Palinuro 72,6%
Catania Fontana Rossa 69,9%
Catania Sigonella 68,8%
Ciampino 72,3%
Cozzo Spadaro 72,3%
Enna 68,1%
Firenze 70,3%
Fiumicino 74,8%
Frosinone 72,8%
Gela 75,6%
Genova 65,8%
Gioia del Colle 70,2%
Grosseto 70,9%
Grottaglie 70,7%
Lamezia Terme 72,9%
Lampedusa 77,1%
Latina 71,3%
Messina 68,9%
Milano Linate 76,8%
Milano Malpensa 75,2%
Monte Cimone 73,3%
Monte Scuro Sila 80%
Napoli Capodichino 72,3%
Olbia 66,1%
Palermo Punta Raisi 71,5%
Pantelleria 73,2%
Perugia 75,3%
Pescara 72,6%
Piacenza 80,1%
Pratica di Mare 76,2%
Ravenna Punta Marina 80,8%
Reggio Calabria Aeroporto 70,1%
Rimini Miramare 77,9%
Roma Urbe 73,5%
Ronchi dei Legionari 71,5%
Santa Maria di Leuca 76,2%
Sarzana Luni 71,3%
Terminillo 77,8%
Termoli 76,6%
Torino Caselle 74,8%
Trapani Brigi 77,5%
Trevico 75,1%
Treviso Istrana 73,3%
Trieste 65%
Udine Rivolto 71,7%
Venezia 75,8%
Verona Villafranca 77,4%

Come è ovvio quasi tutti questi dati si riferiscono a località di campagna tendenzialmente rurali, non quindi centri urbani, in quanto trattasi di stazioni meteo storiche situate normalmente presso aeroporti o aree verdi.
Nei centri urbani, generalmente, l’umidità tende ad essere un po’ più bassa di qualche punto rispetto alle zone di aperta campagna, ma questo risulta poco significativo ai fini della graduatoria generale.

Risulta allora che Trieste, Genova, Olbia, Catania, Messina e Reggio Calabria sono le città meno umide d’Italia e sono tutte città di mare, ma non è un caso che siano anche le più ventose.

I più curiosi possono verificare i valori di umidità relativa giornaliera tramite molti strumenti meteo disponibili in rete in questo link ne presentiamo uno dei tanti.

Diverso discorso invece è l’umidità tendenziale dei suoli, ai fini di conoscere le problematice edili di un edificio ed avere la probabilità di una risalità umida muraria.
Oltre al fatto che non crediamo sia mai stato fatto uno studio di questo genere, e mai redatta alcuna mappa, il ristagno idrico dei terreni è oltremodo diversificato e variabile perché dipende dal tipo di suolo, dalle falde, dalle pendenze, dalle esposizione, dalla localizzazione ed infiniti altri fattori legati agli edifici che non permettono di redigere una statistica stabile e significativa della ritenzione idrica media.

 

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share
CHIUDI
CLOSE