Taglio dei muri ed iniezioni chimiche: una scarsa soluzione contro l’umidità

Fra i tanti metodi utilizzati per risolvere l’umidità di risalita, in molte zone viene consigliato il taglio dei muri o la bonifica delle murature tramite iniezioni di resine chimiche, spesso accompagnando questi sistemi con intonaci deumidificanti o traspiranti (macroporosi).

Questi tipi di intervento hanno tutta una lunga serie di svantaggi che andremo a trattare qui di seguito.

Taglio dei muriIl taglio dei muri

Il procedimento consiste nell’isolare fisicamente la muratura umida con un vero e proprio taglio fisico.
Con una speciale sega diamantata circolare si esegue un taglio di profondità su tutta la perimetrazione muraria e lungo il taglio vi si applica un elemento isolante e non traspirante. Solitamente si tratta di acciaio non corrodibile (inox) o lastre resinose ad alta resistenza alla compressione.

Gli svantaggi del metodo del taglio dei muri

– il metodo è fortemente invasivo, sporco, polveroso e rumoroso (sconsigliato se la casa è abitata).
– richiede opere murarie complesse (bisogna togliere l’intonaco prima dell’intervento e aspettare qualche mese affinché il muro si asciughi (almeno superficialmente) per poter applicare poi l’intonaco nuovo.
– è necessario scanalare (ed a volte spostare) ogni tipo di impianto sia idraulico che elettrico, per poter isolare anche queste parti.
– crea gravi problemi di assestamento (sopra al foglio isolante si mettono delle zeppe e del cemento antiritiro a rinzaffo per poter richiudere al meglio la fuga tagliata. Il problema è però che tra il foglio e le murature (sopra e sotto) non vi è assolutamente alcun legame di genere a grave pericolo per la stabilità.
– il procedimento è assolutamente vietato in zone sismiche in quanto, oltre al possibile slittamento laterale dell’edificio si possono avere vere e proprie rotazioni che potrebbero portare alla distruzione dell’intero edificio.
– il prosciugamento non avviene sotto il foglio isolante, l’umidità di risalita dal terreno, trovando il foglio isolante come ostacolo, aumenta la sua irruenza sulle zone sottostanti, non avendo alcuno sfogo verso l’alto, le fuoriuscite umide avverranno con maggiore intensità all’altezza del battiscopa e del pavimento. A seguito di ciò l’ambiente rimene sostanzialmente molto umido.
– il sistema potrebbe accentuare un ristagno umido sopra la barriera qualora il muro si bagnasse per fattori esterni perché non permette il facile smaltimento per gravità ma solo per evaporazione
– il metodo è molto costoso in genere soprattutto quando si trattano zone che presentano rivestimenti in mattonelle e impianti di climatizzazione a pavimento ma se si aggiungo i costi indotti (gli enormi disagi per l’inquilino, i lunghi tempi di esecuzione e di prosciugamento dei muri), questo sistema può essere considerato il più costoso ed il meno sicuro tra tutti i metodi oggi conosciuti.

iniezioneresineIniezioni di resine chimiche

Il procedimento consiste nell’isolare la muratura umida con una barriera antiumidità da far assorbire alla muratura.
In una lunga sequenza di fori equispaziati di 30/50 cm ed inclinati verso il basso, si iniettano a pressione delle speciali resine molto fluide ed impregnanti in grado di inserirsi su tutti gli interstizi e nelle capillarità aperte della muratura fino a saturarne l’intera sezione trasversale per parecchi centimetri di altezza.

 

IgroDryBanner1aAnche questo metodo comporta dei notevoli svantaggi

– è invasivo, sporco, tossico e maleodorante per molti mesi dopo l’applicazione
– richiede opere murarie importanti perché va rimosso l’intonaco inferiore prima dell’intervento, vanno fatti una lunga serie di fori molto profondi (fino a 3/4 dell’intera muratura) e quindi aspettare diversi mesi fino a che il muro si asciughi almeno superficialmente per poter rifare il nuovo intonaco.
– non garantisce quasi mai un completo prosciugamento, perché il liquido iniettato non sempre va a bagnare tutto lo spessore del muro inoltre dentro la muratura ci possono essere una serie di fughe e vuoti (soprattutto nei muri vecchi o nei poroton e bimattoni) dove il liquido iniettato scorre via; può capitare di ritrovare nuove macchie di umidità a distanza di qualche mese con conseguente trasporto di salnitri.
– non è possibile vedere e verificare dove si distribuisce il liquido all’interno del muro quindi il lavoro viene garantito a metà (escludendo vizi occulti, in pratica quello che non si vede non lo si può garantire).
– durata limitata, essendo un prodotto chimico di recente scoperta, non si è a conoscenza di quanto tempo questa resina possa avere la meglio sull’acqua di risalita e la sua ipotetica riapplicazione sarebbe impossibile sullo stesso punto della precedente.
– anche qui il prosciugamento avviene solo sopra la barriera e quindi, come per il taglio meccanico, non risolve il problema dell’umidità ai piedi della muratura.
– il sistema facilita la creazione di un ristagno umido sopra la barriera qualora il muro si bagnasse per fattori esterni non ne permette lo smaltimento in dispersione verso terra e per gravità, ma solo per evaporazione
– esecuzione non sempre possibile in quanto vi sono dei vecchi muri fatti a sacco, dove, all’interno vi sono grandi spazi vuoti.
La resina, essendo un materiale molto costoso, rischia di essere sprecato in punti non significativi senza poter garantire un lavoro a regola d’arte.

Conclusioni:
Per risolvere velocemente e con rapidità tutti i problemi di umidità muraria e muffe negli ambienti, il prodotto più adatto, ecologico, rapido e sicuro è senza alcun dubbio IgroDry.
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4 pensieri riguardo “Taglio dei muri ed iniezioni chimiche: una scarsa soluzione contro l’umidità

    • 2 ottobre 2016 in 08:20
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      Spiacenti ma non possiamo permetterle di inserire forme pubblicitarie in questi spazi, se avesse inserito una sua opinione invece, sarebbe stato diverso!

      Risposta
  • 9 febbraio 2017 in 13:17
    Permalink

    articolo tendenzioso e con una serie di inesattezze sia tecniche che concettuali.
    quando poi in fondo all’articolo si vuole risolvere un problema ambientale (le muffe) con una soluzione strutturale, beh ogni ulteriore commento è inutile

    Risposta
    • 9 febbraio 2017 in 13:56
      Permalink

      Caro signor Francesco lei è sicuro di aver letto bene l’articolo? Mi potrebbe spiegare, oltre le inesattezze tecniche e concettuali, di quale forma di soluzione ‘strutturale’ lei stia parlando?
      Accettiamo ogni sua forma espressiva (anche a gesti) purché lei ci spieghi chiaramente il suo pensiero e cosa crede di contestare.
      Attendiamo suoi riscontri, grazie.

      Risposta

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